Nichelino (Torino): uno stormo di corvi attacca i passanti. Legame con il 5G?

Nichelino (Torino): uno stormo di corvi attacca i passanti. Legame con il 5G?
30 maggio 2020

Come in un celebre film di Alfred Hitchcock del 1963 – «Gli Uccelli» – i corvi hanno attaccato le persone. Si è verificato a Nichelino, cittadina alle porte di Torino. Siccome Torino è la prima città dove sono state sperimentate le antenne del 5G, noi poniamo qualche dubbio e qualche domanda

La notizia, in queste ore, viene data e commentata richiamando un celebre film di Alfred Hitchcock, «Gli Uccelli». E, in effetti, qualcosa in comune tra l’opera del grande regista del 1963 e quello che è avvenuto a Nichelino, Comune di poco più di 47 mila abitanti a circa 5 Km da Torino c’è: come nel celebre film, nella piazza di Nichelino uno stormo di corvi ha attaccato i passanti.

L’accaduto è stato subito spiegato: un pulcino che ancora non riusciva a volare è caduto nella piazza e i genitori dei corvi e, a quanto pare, altri corvi (qua e là abbiamo infatti letto di un’aggressione operata da uno stormo di corvi) sono andati a proteggerlo.

La scena si è protratta nel tempo, attirando l’attenzione dei passanti. Alcune sono state aggredite: a quanto pare anche un bambino che il nonno ha difeso portandolo via dalla piazza.

Qualcuno ha avvertito il Comune. Così sul posto è arrivato l’assessore comunale alle politiche animaliste, Fiodor Verzola. Anche lui non è stato accolto bene: insomma, beccate pure per lui. Lo stesso assessore ha scritto sulla propria pagina Facebook:

“Sembrava di essere in un film, ma a volte la realtà supera la fantasia e il rischio che qualcuno si facesse male era reale. Testimoni i buchi che ho in testa. Per #Nichelino però questo e altro”.

Lo stesso assessore, nonostante le beccate che si è beccato (e scusate per il bisticcio di parole) ha provveduto a soccorrere il pulcino, messo al sicuro in un centro specializzato.

Tutto naturale? Sembrerebbe di sì. Del resto, i corvi sono considerati animali straordinariamente intelligenti, come ricordava il noto etologo Konrad Lorenz.

Noi, però, qualcosa la vogliamo aggiungere a titolo di dubbio. Le cronache ci raccontano che Torino è la prima città dove sono state sperimentate le antenne del 5G. Ribadiamo: il nostro è un dubbio che si sostanzia nella seguente domanda: non è che questa tecnologia che funziona con potenti onde elettromagnetiche può influenzare la vita degli uccelli?

Poniamo questa domanda perché, nel nostro piccolo, stiamo cercando di fare luce sul 5G: non siamo contro questa tecnologia a priori, solo che, prima di applicarla, ne vorremmo sapere di più, secondo quanto disposto dal Principio di precauzione.

Quanto al rapporto tra 5G e animali – in particolare uccelli e insetti – esistono già studi che sono ancora in corso.

A proposito del 5G leggiamo su NoGeoingegneria:

“Nella nuova analisi, EKLIPSE, un ente di revisione finanziato dall’UE e dedicato alla politica che potrebbe avere un impatto sulla biodiversità e sull’ecosistema, ha esaminato oltre 97 studi su come le radiazioni elettromagnetiche possono influenzare l’ambiente. Ha concluso che questa radiazione potrebbe rappresentare un potenziale rischio per l’orientamento degli uccelli e degli insetti e per la salute delle piante, secondo il giornale The Telegraph. Questa non è una novità, poiché studi risalenti da anni sono giunti alla stessa conclusione. Infatti, uno studio del 2010 ha persino suggerito che questa radiazione elettromagnetica potrebbe giocare un ruolo nel declino di alcune popolazioni di animali e insetti. Le onde radio possono disturbare la ‘bussola’ magnetica usata da molti uccelli e insetti migratori. Le creature potrebbero disorientarsi, ha riferito AFP“.

“Come risultato di questa recente scoperta, l’ente caritatevole britannico Buglife ha ammonito che i piani per installare trasmettitori 5G potrebbero avere ‘gravi conseguenze’ sull’ambiente, secondo il The Telegraph. Per questo motivo, raccomanda che questi trasmettitori non siano posizionati su lampioni a LED, che attirerebbero gli insetti e aumenterebbero la loro esposizione”.

(QUI PER ESTESO L’ARTICOLO DI NoGeoingegneria)

Come potete leggere, non ci inventiamo nulla. Poniamo solo alcune domande. E siamo tra coloro i quali, per il 5G, chiedono l’applicazione del citato Principio di precauzione: prima di procedere con l’installazione delle antenne del 5G e con l’uso di questa tecnologia bisogna calcolare bene gli effetti che provoca sulla natura e sulla salute umana.

Ribadiamo: nulla contro il 5G: solo la richiesta di ulteriori studi. Anche con riferimento ai possibili effetti sugli animali.

Già, nel mondo, causa l’inquinamento, c’è un grosso problema con le api. Cosa, questa, che ci dice di andare con i piedi di piombo con le tecnologie che potrebbero alterare i delicati equilibri della natura.

Per la cronaca, va detto che lo scorso anno, a Torino, sempre in questo periodo, sono stati segnalati attacchi di cornacche all’uomo. Le cornacche hanno attaccato uomini e cani.

Foto tratta da Curiosauro

 

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