Oltre 50 antenne 5G a Palermo. E la politica? Silenzio a cominciare da grillini e Sinistra comune/ MATTINALE 526

Oltre 50 antenne 5G a Palermo. E la politica? Silenzio a cominciare da grillini e Sinistra comune/ MATTINALE 526
27 maggio 2020

Ci aspettavamo una reazione dai parlamentari nazionali e regionali. Soprattutto dal Movimento 5 Stelle, formazione politica nata sul ‘civismo’. Invece silenzio assoluto. Eppure i pericoli del 5G non sono da sottovalutare. Come potete leggere in alcuni stralci di un articolo pubblicato qualche giorno fa da ‘Oasi sana’. Insomma, una bruttissima storia che è ancora tutta da scrivere

Torniamo sull’inquietante vicenda del 5G a Palermo per sottolineare, a parte qualche piccola eccezione, i silenzi della politica. Non stiamo parlando di fesserie, ma di oltre 50 antenne installate a Palermo mentre i cittadini erano costretti a restare chiusi in casa a causa dell’emergenza Coronavirus.

Incredibile la dichiarazione del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando:

“Nessun progetto e prima di agire dobbiamo capire… L’amministrazione intende attenersi a principi di precauzione, nei limiti delle sue competenze e prerogative, quindi senza alcuna fuga in avanti né sul fronte delle autorizzazioni, né sul fronte dei dinieghi. E’ il motivo per cui le scelte sono vincolate a pareri di chi, come l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ndr), ha non solo il ruolo giuridico, ma i mezzi e le competenze per esprimersi su rischi effettivi e potenziali per la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente”.

Questa la dichiarazione resa dal sindaco lo scorso 12 Maggio al Giornale di Sicilia. Il sindaco è stato ‘corretto’ dal direttore dell’ARPA Sicilia, Antonio Sansone Santamaria:

IL SINDACO DI PALERMO E L’ARPA – “Il direttore – ha detto in un’intervista a I Nuovi Vespri l’avvocato Giuseppe Cannizzo, il legale con la schiena dritta che, su questa incredibile storia del 5G a Palermo – mi ha spiegato che l’ARPA non ha alcun potere di ‘autorizzare’ l’installazione delle antenne, facoltà che compete al Comune di Palermo cui il gestore di telefonia mobile inoltra l’istanza di autorizzazione. Così come l’ARPA non ha alcun potere di attivare la trasmissione delle antenne”.

Davanti a una precisazione di questa portata ci saremmo aspettati una reazione della politica. Per esempio, una reazione dello stesso sindaco. Invece, nulla. Siamo curiosi di conoscere gli esiti della richiesta di accesso agli atti: ‘carte’ che, prima o poi,il Comune di Palermo dovrà tirare fuori.

IL SILENZIO DEI GRILLINI – Ci aspettavamo, per esempio, una reazione dai parlamentari nazionali eletti a Palermo. Non ci riferiamo, ovviamente, ai parlamentari del PD, partito dal quale non ci aspettiamo alcunché di buono. Ma dai parlamentari nazionali del Movimento 5 Stelle qualcosa – una reazione, una precisazione – sarebbe stato il minimo. Invece nulla!

E che dire dei parlamentari regionali del Movimento 5 Stelle? Sono tanti, se non ricordiamo male una ventina su 70. Alcuni di loro – come ad esempio l’onorevole Giampiero Trizzino, esperto di Diritto ambientale – sono stati eletti in Assemblea regionale siciliana nel collegio di Palermo. Onorevole Giampiero Trizzino: ma come, lei che è un esperto di Diritto ambientale trova del tutto normale che a Palermo, all’insaputa dei cittadini, siano state installate oltre 50 antenne del 5G?

Ma dov’è finito il ‘civismo’ del Movimento 5 Stelle? A fare una passeggiata in Cina? Onorevoli grillini, quando il ‘civismo’ torna dalla vacanza cinese ci avvertite?

Intanto dai parlamentari grillini di Sala d’Ercole registriamo il silenzio. Ne prendiamo atto e ci interroghiamo sul perché non sembrano molto interessati a questa vicenda. Ci sarebbero anche i tre consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Palermo: anche loro non sembrano particolarmente interessati alle antenne del 5G installate in città non si capisce in base a quali autorizzazioni.

IL SILENZIO DI SINISTRA COMUNE – Poi c’è Sinistra comune, così comune che più comune non si può. Se non ricordiamo male, ad questa ‘temperie’ della sinistra ci dovrebbe essere anche un parlamentare nazionale che, forse, dovrebbe conoscere Palermo: si tratta dell’onorevole Erasmo Palazzotto.

Onorevole Palazzotto, noi conosciamo e apprezziamo i suoi peripatetici impegni terzomondisti: ci chiediamo, visto che i voti le arrivano dalla Sicilia e non dalla Libia, se ha avuto notizia del fatto che a Palermo sono state installate oltre 50 antenne del 5G: che pensa, lei, di questa storia? L’hanno informata? E’ il caso di parlare?

E che dire dei consiglieri comunali di Sinistra comune, ma così comune che più comune non si può? Nulla da dire ‘compagni’? Vi arrivò la notizia delle oltre 50 antenne del 5G installate a umma umma tra virus e mascherine?

E che dire del funambolico assessore – sempre di Sinistra comune – Giusto Catania? Assessore: tra cancelli, strade e piazze che si aprono e chiudono al suo passare come il Mar Rosso con gli israeliti guidati da Mosè, ha trovato il tempo per riflettere sulle antenne del 5G piazzate sulle teste dei cittadini palermitani?

BRUTTE NOTIZIE PER CHI ABITA A RIDOSSO DELLE ANTENNE – In attesa che arrivino altre notizie noi informiamo i palermitani con alcune novità fresche fresche pubblicate qualche giorno fa da Oasi sana. Purtroppo dobbiamo dare una brutta notizia ai palermitani che risiedono a poche decine di metri da dove sono state piazzate le antenne del 5G (qui trovate i nomi delle via di Palermo dove sono state piazzate le antenne del 5G). la notizia brutta è la seguente:

“I residenti nelle zone dove saranno posizionate le antenne 5G saranno esposti nel prossimo futuro a livelli di densità di potenza in W / m², almeno 3 volte superiori a oggi”. 

Non sappiamo se le antenne del 5G di Palermo siano già in funzione. Siamo certi che non sono ancora state messe in funzione. Sarà il Comune di Palermo – bontà dei suoi amministratori comunali – a informarci. Tuttavia non possiamo ignorare le parole che l’avvocato Giuseppe Cannizzo:

“Ciò che appare incredibile è che, da un lato, si nega l’esistenza di tale tecnologia a Palermo (le antenne sarebbero ancora inattive), dall’altro in molti negozi vengono offerti in vendita cellulari e prodotti con la tecnologia 5G. Come è possibile? Ci sono accordi con le compagnie telefoniche che non sappiamo? Ma se questa tecnologia è ancora in fase sperimentale (in altre città e non a Palermo ) come si possono vendere cellulari con il 5G? Sono molte le domande che attendono risposta”.

Ma torniamo all’interessante articolo di Oasi sana. 

IRRADIAZIONE A TINCHITE’ – “Mentre le compagnie telefoniche anche in emergenza Covid 19 hanno però continuato ad installare nuove antenne (previste in almeno un milione su tutto il territorio nazionale con mini celle 5G una ogni poche decine di metri), insistendo in Commissione parlamentare per l’aumento del limite soglia d’irradiazione elettromagnetica dalla media cautelativa nelle 24 ore di 6 V/m fino a 61 V/m (cioé + 110 volte, già questo basterebbe per far comprendere l’irresponsabile aumento d’elettrosmog pensato in nome del wireless di quinta generazione), l’esperto francese di rilevazione elettromagnetiche David Bruno ha pubblicato sul sito Esperto d’onde un inquietante resoconto tecnico, secondo cui dalla sommatoria attuale di 16.029 Watt emessi da 2G + 3G + 4G, col 5G si finirebbe ad una densità di potenza combinata di ben 47.629 Watt, quindi oltre 3 volte più alta rispetto a quella di oggi, per un’irradiazione elettromagnetica complessiva invece 2 volte superiore all’attuale”.

“Cercando di tradurre in italiano – sostiene sul tema Samuela Persia, ingegnere elettronico ricercatrice della Fondazione Ugo Bordoni – il rispetto del cosiddetto limite è garantito finché il fascio è concentrato sul bersaglio, per il fatto che l’antenna è direttiva”.

“L’analisi – leggiamo sempre su Oasi sana – è nell’articolo ‘Quale sarà la vera potenza di trasmissione delle antenne a relè 5G?’ Secondo Bruno, con il 5G chiunque sarà costretto a subire queste condizioni:

Le antenne 5G nella sola banda da 3.400 a 3.800 Mhz emetteranno radiazioni elettromagnetiche due volte più potenti della sommatoria delle irradiazioni emesse dalle antenne con tecnologie 2G, 3G e 4G combinate.

Inoltre, sono previste altre bande di frequenza 5G (in Italia anche fino a 27,5 GHz mentre in Cina il 5G viaggia anche con il WiGig a 60 Ghz).

I residenti nelle zone dove saranno posizionate le antenne 5G saranno esposti nel prossimo futuro a livelli di densità di potenza in W / m², almeno 3 volte superiori a oggi”.

“Ma c’è di più – leggiamo ancora su Oasi sana – : il 5G, servendosi di mini antenne a tecnologia beamforming (elaborazione del segnale utilizzata da sensori per la trasmissione o la ricezione del segnale direzionale wireless verso il device) può superare di molto i 6 V/m, considerando che ogni singolo Smartphone 5G (all’interno ha fino a 6 chip per antennine interne di 2G, 3G, 4G e 5G) può essere bersagliato contemporaneamente da più fasci d’irradiazione provenienti da più antenne, fino ad un massimo di 64 diversi raggi d’irradiazione provenienti da 64 diverse antenne. Secondo alcuni studiosi ciò comporterebbe una densità di campo elettrico anche di 48 V/m.”.

“Detto in altro modo – riporta l’Associazione Italiana di Fisica Medica – le vecchie antenne proiettano nella direzione di massimo guadagno e costantemente nel tempo, un fascio 63 volte più intenso rispetto ad un’antenna isotropa.” (citazione sempre da Oasi sana).

Ecco perché è sbagliato sostenere che il 5G non aumenterà l’inquinamento elettromagnetico – leggiamo sempre su Oasi sana -. Ecco perché è un clamoroso falso affermare che il 5G non incrementerà il rischio d’esposizione pubblica all’elettrosmog. Senza dimenticare poi che, come ribadito in più occasioni anche dal fisico Andrea Grieco negli incontri promossi dall’Alleanza Italiana Stop 5G, il pericolo invisibile ha già stravolto il fondo naturale terrestre. L’attuale fondo elettromagnetico artificiale ha infatti superato quello naturale un miliardo di miliardi di volte (ordine di grandezza: 10 alla 18)”.

“Io non sono un biologo tanto meno un medico – afferma Grieco – ma da fisico qualche domanda me la farei”.

Chissà se al Comune di Palermo – tra Giunta, Consiglio comunale e uffici – magari c’è qualcuno che ‘mastica’ un po’ di fisica…

QUI PER ESTESO L’ARTICOLO DI OASI SANA: DA LEGGERE! 

 

 

 

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