Il Coronavirus in Svezia, il Paese che non ha adottato restrizioni e che punta sull’immunità di gregge

Il Coronavirus in Svezia, il Paese che non ha adottato restrizioni e che punta sull’immunità di gregge
20 maggio 2020

L’approccio degli svedesi per fronteggiare questa malattia infettiva è stato e continua ad essere diverso rispetto a quasi tutto il resto del mondo. Riprendiamo un notevole reportage di Sputnik che mette bene in evidenza i pro e i contro dei rimedi messi in campo dalla Svezia per affrontare il Coronavirus. I riflessi sull’economia. Su tutto una vena di pessimismo: in questo paese sono convinti che il problema durerà a lungo  

Sta facendo discutere l’atteggiamento della Svezia verso il Coronavirus. Questo Paese ha fatto quello che avrebbe voluto fare il Regno Unito: nessuna fuga davanti al virus, ma puntare dritti all’immunizzazione di massa: la cosiddetta immunità di gregge. Che per un virus come il COVID-19 significa fare in modo che si immunizzi almeno il 95% della popolazione. Infatti, per una malattia infettiva altamente diffusiva come il Coronavirus, l’80% di immunizzati, per quello che dicono i testi scientifici, non sarebbe sufficiente.

Nessuna restrizione imposta: solo precauzioni affidate alla responsabilità dei circa 10 milioni di abitanti della Svezia, più gli immigrati, che sono tanti. Come stanno andando le cose? Riprendiamo un bel reportage di Sputnik Italia, che riteniamo molto interessante.

‘L’attacco’ dell’articolo dice già tutto:

“La Svezia ha superato i Paesi vicini per numero di vittime da Coronavirus, ma le autorità del Regno continuano a non voler introdurre la quarantena e invitano solamente ad attenersi a misure precauzionali. Il governo insiste: la società deve rimanere libera anche se la pandemia si protrarrà a lungo. Sputnik vi spiega cosa rischia la Svezia”.

Nell’articolo si dice che la Svezia non ha imposto restrizioni: tutti possono tranquillamente andare in strada, ristoranti e bar sono aperti, si prativa sport nelle palestre e all’aperto, le scuole sono aperte e i confini sono aperti.

“La motivazione principale – scrive Sputnik – è che restrizioni lievi non metteranno in crisi l’economia e permetteranno gradualmente al Paese di sviluppare l’immunità di gregge. Le autorità svedesi hanno fatto affidamento sulla coscienziosità dei cittadini che senza alcun obbligo hanno mantenuto le distanze e hanno cercato di rimanere a casa per quanto possibile. Il sistema sanitario grazie a quest’approccio responsabile avrebbe dovuto evitare qualsivoglia sovraccarico”.

Risultato: i contagiati sono stati, fino ad oggi, oltre 30 mila, le vittime quasi 3 mila e 679, i guariti circa 5 mila. Non sono poche, le vittime, considerati i poco più di 10 milioni di abitanti (compresi i migranti). Nei Paesi vicini il numero dei deceduti è stato molto più contenuto: 232 morti in Norvegia e poco meno di 300 in Finlandia. Entrambi questi due Paesi contano 5 milioni di abitanti. Se ne deve dedurre che in Svezia la mortalità è più alta.

E proprio sui deceduti non mancano le polemiche:

“Circa un terzo delle vittime da Coronavirus in Svezia – scrive sempre Sputnik – sono persone anziane. I più vulnerabili si sono rivelati gli anziani nelle case di riposo sebbene prima della pandemia il welfare svedese fosse considerato uno dei migliori in Europa. Questo ha scatenato una ondata di critiche sulla stampa. ‘La Svezia sacrifica i propri anziani. Fra i Paesi dell’Europa del Nord siamo quelli con i risultati peggiori. Stiamo salvando l’economia mettendo a repentaglio le vite dei nostri cittadini’, ha scritto il tabloid locale Aftonbladet”.

C’è una particolarità:

“Duramente colpiti anche i migranti – scrive Sputnik -. Nel Paese sono molti gli individui provenienti dal Medio Oriente e dall’Africa. Molti non parlano lo svedese, non seguono le raccomandazioni dei medici e degli epidemiologi. Infatti, una vittima da Coronavirus su cinque è un migrante”.

I risultati non scoraggiano il Governo. Spiega l’epidemiologo svedese Anders Tegnell:

“La società svedese rimarrà aperta. La pandemia potrebbe protrarsi a lungo. Mantenere le persone per mesi in isolamento è tanto pericoloso quando lasciarle uscire improvvisamente provocando dunque una nuova ondata di contagi”.

In Svezia sono convinti che la pandemia da Coronavirus, o COVID-19 durerà anni. Sbagliato – questo il ‘succo’ del ragionamento – andare allo scontro con il virus: meglio conviverci senza bloccare l’economia.

Attenzione: è quello che stanno facendo anche altri Paesi del mondo: Stati Uniti, Brasile, molti Paesi europei, compresa l’Italia. La differenza è che i Paesi che oggi vanno riaprendo, l’economia è stata bloccate per due mesi e mezzo, mentre in Svezia l’economia non si è mai fermata.

Tutto a posto, allora, nel sistema economico svedese? Non esattamente. Scrive ancora Sputnik:

“Anche in Svezia non tutti sostengono la politica adottata dalle autorità. Molti ritengono che l’economia sarà comunque interessata dalla crisi. Le PIM stanno già dando segnali d’allarme. I bar e i ristoranti sono aperti, ma gli introiti sono calati in maniera significativa. Il comparto turistico sta subendo perdite ingenti e gli imprenditori dichiarano il fallimento. Le autorità promettono la concessione di linee di credito a tasso 0, ma è improbabile che questo dia un contributo reale”.

L’esempio svedese, del resto, non sembra essere molto contagioso. Sputnik scrive che se Donad Trump, in America, avesse optato per il raggiungimento dell’immunità di gregge l’America avrebbe contato almeno 2 milioni di morti.

Sputnik ha raccolto l’opinione dell’ambasciata svedese in Russia:

““L’assenza di un lockdown generale non significa che non ci siano misure di contrasto al Covid-19”.

Non sono mancate le indicazioni per gli anziani:

“Ad esempio – dicono sempre all’Ambasciata svedese in Russia – è stato vietato loro di fare visita alle case di riposo. Gli studenti delle ultime classi del liceo e dell’università stanno seguendo le lezioni online. In generale, la società sta dimostrando grande fiducia nei confronti delle autorità. Il governo, a sua volta, sta facendo grande affidamento sulla responsabilità di ogni cittadino”.

Sputnik riporta alcune considerazioni raccolte qua a là in Svezia:

“Non si deve pensare che la nostra vita non sia cambiata. È vero, qui non siamo controllati e non dobbiamo giustificare i nostri spostamenti. Ma ciò che ci circonda ci ricorda dell’epidemia”, sostiene Yuliya Ustinova, studentessa dell’Università di Stoccolma.

“Sugli autobus si legge: ‘Vi ringraziamo per il rispetto che dimostrate e per il mantenimento delle distanze’. Nei centri commerciali si leggono inviti in tutte le lingue a prestare attenzione. Al posto delle locandine campeggiano messaggi come ‘Il cinema resterà chiuso finché la vita smetterà di assomigliare a un film’. I bar sono vuoti”.

Come si direbbe in Sicilia, girala come vuoi – o con la quarantena, o con il tentativo di far raggiungere alla popolazione la citata immunità di gregge – questo Coronavirus è un gran casino e non durerà poco.

Sputnik ha raccolto l’opinione di Pyotr Topychkanov, storico e collaboratore dell’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (SIPRI), che dice che in Svezia non ha raggiunto i numeri di decessi registrati in alcuni Paesi del mondo:

“Ma questo non significa che tutto vada bene. Le autorità ammettono anche gli sbagli. Stanno ammettendo chiaramente che l’epidemia si protrarrà a lungo e si potranno trarre le conclusioni solo tra alcuni anni. Parlo con i vicini, i genitori dei figli a scuola, all’asilo e all’interno della mia cerchia di conoscenze tutto sembra essere tranquillo. La fiducia nelle istituzioni continua ad essere elevata. Ad ogni modo gli svedesi non sono orgogliosi di affrontare il Coronavirus meglio dei vicini. Non hanno un atteggiamento altezzoso, anzi rispettano qualunque approccio venga adottato”.

In Svezia hanno capito che il mondo, con l’esplosione di questa pandemia, è cambiato:

“Come in tutti i Paesi del mondo, stanno limitando gli spostamenti, i contatti con parenti e amici, non fanno previsioni per l’estate e capiscono che il peggio potrebbe ancora venire. Ma rimarcano il fatto di prendere precauzioni per la propria vita in maniera autonoma e non perché costretti”.

QUI L’ARTICOLO DI SPUTNIK  

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano

 

 

 

 

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