Appello ai consiglieri comunali della Sicilia: chiedete ai sindaci i rendiconti dei buoni spesa

11 maggio 2020

Lanciamo questo appello perché oggi, al TGR Sicilia, il pianto di una donna di Catania che non ha ricevuto il buono spesa e che, di conseguenza, non può far mangiare la figlia non si poteva sentire! Non si può restare insensibili davanti a questi fatti. Bisogna mobilitarsi e fare qualcosa! 

In queste ore la protesta è andata in scena a Catania: tanti cittadini sono rimasti senza buoni spesa. Precisiamo che, con i buoni spesa, le famiglie acquistano il cibo. Lasciare le famiglie povere senza buoni spesa significa lasciare alla fame essere umani.

Sappiamo – ed è stato un grande errore – che i fondi per i buoni spesa sono stati ‘girati’ dallo Stato ai Comuni siciliani. Ed è stato un grandissimo errore: il Governo nazionale avrebbe dovuto chiedere ai Comuni della nostra Isola la lista delle famiglie bisognose, l’indirizzo o il codice Iban.

Ai possessori del codice Iban – e quindi di un conto corrente bancario o postale – il Governo nazionale avrebbe dovuto effettuare il bonifico; a chi non ha un conto corrente bancario o postale – e in Sicilia sono tantissime le persone, soprattutto tra gli extracomunitari, ma non soltanto – il Governo di Roma avrebbe dovuto inviare una card personalizzata.

Invece i soldi sono stati inviati ai Comuni. Bene: i Comuni hanno erogato tali fondi alle famiglie bisognose? Non lo sappiamo. Ma registriamo proteste in alcuni Comuni: proteste relative, perché forse ora una protesta si può organizzare – come hanno fatto in queste ore a Catania le persone rimaste senza fondi – ma nei giorni scorsi, quando tutti eravamo chiusi in casa, non si poteva nemmeno protestare!

Noi non sappiamo come sia finita questa storia. Sappiamo, ad esempio, che ci sono stati problemi a Palermo e a Sant’Agata di Militello.

Ma possiamo dire che oggi, al TGR Sicilia, una donna intervistata a Catania in piena emergenza Coronavirus che piangeva perché non aveva i soldi per fare mangiare la figlia non si poteva sentire!

Bisogna fare qualcosa. Il servizio – sempre del TGR Sicilia – raccontava che ci sono 2 milioni di euro della Regione siciliana, ma non si possono spendere perché ci sono problemi burocratici! Anche questa notizia non si può sentire: se negli uffici della Regione non riescono nemmeno ad assicurare il pranzo e la cena e chi non ha da mangiare, beh, che vadano a casa: chi non sa fare le piccole cose non potrà mai fare grandi cose!

Noi facciamo appello a tutti i consiglieri comunali della Sicilia: presentate interrogazioni e richieste di accesso agli atti: provate a verificare se i fondi stanziati per i buoni spesa sono stati assegnati a chi ne ha bisogno: non è pensabile, nel 2020, che in Sicilia ci siano famiglie che non possono mangiare!

Lo sappiamo: una legge regionale infame del 1992 – più altre leggi infami di modifica e integrazioni – hanno creato i sindaci eletti direttamente dal popolo che non rispondono a nessuno. A Palermo la consigliera comunale Giulia Argiroffi ha denunciato 58 richieste inoltrate al Comune che non hanno mai ricevuto risposta!

Sappiamo che non è così in tutti i Comuni della nostra Isola: sappiamo che tanti sindaci lavorano per i cittadini: ma ce ne sono altri che si comportano da monarchi assoluti. E allora diciamo ai consiglieri comunali: almeno provate a scoprire come sono andate le cose con i buoni spesa.

AVVISO AI NOSTRI LETTORI

Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni il sito d'informazione InuoviVespri.it interessante, se vuoi puoi anche sostenerlo con una donazione. I InuoviVespri.it è un sito d'informazione indipendente che risponde soltato ai giornalisti che lo gestiscono. La nostra unica forza sta nei lettori che ci seguono e, possibilmente, che ci sostengono con il loro libero contributo.
-La redazione
Effettua una donazione con paypal


Commenti