Giuseppe Conte, il Vaticano, la nuova Dc, gli americani, i cinesi e la guerra sul 5G…

Giuseppe Conte, il Vaticano, la nuova Dc, gli americani, i cinesi e la guerra sul 5G…
20 aprile 2020

Che cosa si sta preparando a Roma? Dovevano spaccare la Lega di Salvini per portare metà di questo partito a votare in favore del MES, ma invece si è spaccato il Movimento 5 Stelle. Mentre gli USA fanno sapere che l’Italia deve smettere di trescare con la Cina, Alessandro Di Battista si professa filo-cinese. E il partito moderato di Giuseppe Conte? Sempre più ‘a mare’, come il suo sempre più traballante Governo…  

In una battuta, con la scusa di difenderci dall’emergenza Coronavirus proveranno a controllare le nostre vite. Un’esagerazione? Mica tanto. Che ci stiano provando, ebbene, questo è sicuro. Non con le limitazioni che ci stanno imponendo, ma con la tecnologia, a cominciare dal 5G, che nel dibattito politico italiano è molto più presente di quanto sembri.

Certo, c’è il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), c’è l’Unione europea dell’euro che vorrebbe mettere le mani sul risparmio degli italiani, c’è la fine della globalizzazione dell’economia e la fine, ancora più drastica, almeno per qualche anno, della libera circolazione delle persone. Tutto importante. Ma c’è anche la tecnologia. E c’è anche uno scontro epocale tra Stati Uniti d’America e Cina, che si sostanzia anche sulla tecnologia.

Ci sono dubbi sulla ‘guerra’ tra USA e Cina sul 5G? Una vicenda che, inevitabilmente, si riflette sulla politica. Guardare, oggi, alla politica – soprattutto in un Paese come l’Italia, senza sovranità monetaria e con una sovranità politica limitata – senza tenere conto dello scenario globale è un grave errore.

E ALESSANDRO DI BATTISTA DIVENTO’ CINESE… / Non è passata inosservata, ad esempio, la presa di posizione di Alessandro Di Battista, anima combattente del Movimento 5 Stelle, che si è schierato apertamente con la Cina. Tirandosi dietro Luigi Di Maio, attuale Ministro degli Esteri:

Il rapporto privilegiato con Pechino che, piaccia non piaccia, è merito del lavoro di Di Maio”.

Questa frase, riportata da tanti mezzi di comunicazione, non è da prendere alla leggera, anche perché Di Maio è l’esponente politico italiano che ha aperto alla ‘Via della seta’ (secondo molti osservatori, strumento con il quale la Cina sta provando a ‘lavorare ai fianchi’ degli USA) e che ha sempre tenuto un buon rapporto con i cinesi, anche durante l’attuale crisi sanitaria provocata dal Coronavirus.

Questi passaggi non saranno sfuggiti agli americani, che saranno sì incasinati in patria con il virus, ma che rimangono molto attenti agli equilibri geopolitici. Donald Trump e i suoi collaboratori, che non sono nati ieri, sanno che le mosse pro-Cina di Di Maio – che come abbiamo ricordato sono cominciare con il sì alla ‘Via della seta’, non dovrebbero essere frutto del capriccio dello stesso Di Maio, ma potrebbero essere concertate con i vertici del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo e Davide Casaleggio.

E qui entra di prepotenza la tecnologia 5G. Attenzione: non è che americani e cinesi ci salveranno dal 5G: l’argomento della contesa è chi la imporrà all’Italia…

E GLI AMERICANI DISSERO: NO AL 5G CINESE – Da qui la domanda: non è che gli americani avrebbero manifestato il desiderio di vedere in Italia un Governo un po’ più schierato in loro favore, anche, se non soprattutto, sul 5G? Non è da escludere, infatti, che l’uscita pro-Cina di Alessandro Di Battista, con il suo richiamo a Di Maio, non abbia fatto altro che aumentare i dubbi degli americani che, è noto, in politica estera, quando i conti non cominciano a tornare in loro favore, non vanno tanto per il sottile: cosa che l’Italia ha avuto modo di provare più volte…

Insomma, tutto questo non potrà non avere effetti sul Governo italiano di Giuseppe Conte. Che, in effetti, già da tempo, sta provando a costruire qualcosa di ‘autonomo’: e forse è in questa chiave che andrebbe letta la fiondata pro-Cina di Di Battista: ovvero il tentativo di sparigliare le carte per mettere in difficoltà Conte e il suo tentativo di avvicinarsi di più agli USA, con un rimpasto o con un nuovo esecutivo.

Si tratta, ovviamente, di un’ipotesi che proviamo a illustrare.

Si dice che Conte stia provando a tessere una tela nella quale, però, tanti parlamentari del Movimento 5 Stelle di Camera e Senato sarebbero solo inconsapevoli pedine da utilizzare solo al momento del voto in questa legislatura, per salvare qualcuno di loro (i più disponibili all’idea democristiana della vita) nella prossima legislatura.

Si racconta degli ottimi rapporti che il Presidente del Consiglio Conte avrebbe costruito con la Città del Vaticano. Perché? Intanto perché la Chiesa di Roma è sempre la Chiesa di Roma e poi perché è da lì che il capo del Governo italiano potrebbe trarre la linfa per dare vita a una formazione politica moderata: e i cattolici italiani, in quanto a moderazione in politica, si sa, sono maestri.

Il progetto è ambizioso e andrebbe al di là del PD, formazione politica che ormai esiste e resiste sono per il potere (vedi la gestione di alcuni settori strategici e del sottogoverno) e per la debolezza di una sinistra alternativa che tiene quasi ‘prigionieri’ nel Partito Democratico i tanti ex Pci che, più per disperazione che per convinzione, continuano a votare come automi senz’anima ora Renzi, ora Zingaretti.

GLI ETERNI RIECCOLI DELLA DC – La tela di Conte è molto ampia e spazia dal citato Vaticano ai buoni rapporti con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (che non è arrivato dalla luna, ma dalla Democrazia Cristiana), da Pierferdinando Casini a Gianfranco Rotondi, dall’UDC agli ex democristiani dislocati lungo l’asse Milano-Palermo.

La cosa non è sfuggita ai tanti parlamentari grillini di Camera e Senato che, ad inizio di legislatura, sono stati costretti a ‘inghiottire’ prima l’accordo con la Lega di Salvini e, poi, l’accordo con il PD, partito che, per tanti di loro, non è meno ‘indigesto’ dei leghisti.

E qui torna sempre il 5G, argomento che negli ultimi anni ha dilaniato i grillini. La natura originaria del Movimento 5 Stelle dovrebbe essere contraria a questa diavoleria da ‘Grande fratello’. Ma una volta entrati nella ‘stanza dei bottoni’ tante cose sono cambiate e il 5G ha spesso diviso i grillini.

Adesso è arrivato Conte che, muto lui e muti gli altri, li vorrebbe addirittura trascinare verso i lidi di un nuovo partito moderato, magari una riedizione un po’ forzata della grande Democrazia Cristiana.

Tutto questo, fino a qualche settimana fa, si sapeva e non si sapeva. Ma, da qualche settimana, tutto sta accelerando e, forse, tutto sta precipitando. Perché?

Intanto, nei giorni scorsi, c’è stato un intervento diretto di Trump, ovvero l’annuncio di un piano di aiuti per l’Italia: aiuti per gli ospedali e forniture e logistiche. Il tutto accompagnato da un messaggio che è sembrato anche un avvertimento:

“Mostreremo la leadership Usa contro le campagne di disinformazione cinesi e russe”.

GLI USA, SIGONELLA E IL MUOS – Secondo alcuni osservatori si tratterebbe di un chiaro segnale: basta con i cinesi, noi, da Cassibile in poi, consideriamo l’Italia un nostro alleato, ma le regole le decidiamo noi: abbiamo basi militari in tutto lo Stivale e, soprattutto, Sigonella e il MUOS in Sicilia…

In tutto questo, da qualche giorno il consenso popolare attorno a Conte sta scendendo. Gli italiani, infatti, stanno verificando sulla propria pelle che gli impegni che il capo del Governo assume nei suoi sermoni televisivi sono in buona parte farlocchi.

I 400 miliardi di euro di prestiti bancari alle imprese sono un flop, se è vero che le condizioni per accedere a tali fondi sono cervellotiche e sono, soprattutto, mediate dalle banche ancorate ai dettami della Banca privata di affari nota come BCE.

In tanti non hanno ancora ricevuto i ‘famigerati’ 600 euro e tutti i cittadini hanno capito che, anche se chiusi in casa da quasi due mesi, dovranno pagare tutto: luce, acqua, gas, telefono, persino l’IMU!

“SPACCARE LA LEGA”: INVECE SI E’ SPACCATO IL M5S – In tutto questo ci si è messo pure il MES. In Europa c’è già un accordo per appiopparlo all’Italia, ma non si deve dire. I tentativi di spaccare la Lega, per portare la metà di questa formazione politica ad appoggiare il Meccanismo Europeo di Stabilità fino ad oggi sono falliti. Risultato: Matteo Salvini e Giorgia Meloni continuano a picchiare duro, pronti a scatenare un ‘bordello’ politico se il Governo Conte dirà sì al MES.

Non solo. Invece di spaccare la Lega si è spaccato il Movimento 5 Stelle: nel Parlamento europeo i grillini si sono divisi sulla risoluzione per la crisi sul Coronavirus: 10 europarlamentari del Movimento si sono astenuti, mentre tre – Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini e Rosa D’Amato – hanno votato contro (l’eurodeputata Eleonora Evi non ha preso parte al voto).

Gli euro parlamentari grillini hanno invece votato contro il paragrafo 23 della risoluzione, il documento che invita i Paesi dell’Eurozona ad attivare i 410 miliardi di euro del Mes.

In tutto questo, ci sono i deputati nazionali e senatori del Movimento 5 Stelle. Già alcuni di loro sono passati nel gruppo misto, altri sono passati con la Lega.

E tanti altri si cominciano a chiedere:

ma noi che ci facciamo con  tutti questi signori?

ma noi che c’entriamo con Conte e con i suoi giochi pseudo-democristiani?

ma noi che ci facciamo insieme con il PD?

E, soprattutto:

ma noi perché dobbiamo essere favorevoli al 5G?

Foto tratta da Dagospia

 

 

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