Il Bilancio della Regione siciliana prende un po’ di ‘ossigeno’ grazie ai fondi europei

Il Bilancio della Regione siciliana prende un po’ di ‘ossigeno’ grazie ai fondi europei
16 aprile 2020

Invece di buttare i fondi europei in appalti eterni e, in alcuni casi, per realizzare opere faraoniche e inutili, se non dannose, la Regione prova a utilizzare questi soldi per Comuni, scuola e fasce deboli. Insomma, il progetto di Finanziaria regionale 2020 messo a punto dal Governo Musumeci va bene, a parte due svarioni: le previsioni temerarie sull’andamento dell’attuale pandemia e i fondi per i poveri destinati ai Comuni  

La Regione siciliana prende una boccata di ‘ossigeno’. Causa l’emergenza Coronavirus, la politica della nostra Isola fa una cosa corretta e, addirittura!, in alcuni casi intelligente: toglie i fondi europei agli appalti mangiasoldi (per appalti mangiasoldi si intendono, ad esempio, i miliardi di euro buttati negli ultimi 10-15 anni negli appalti ferroviari di Palermo e Catania per realizzare opere che non vedono mai la luce) per sostenere Comuni, scuola e fasce deboli.

Così il Governo regionale di Nello Musumeci, grazie ai fondi europei, azzera in parte il deficit provocato dagli scippi finanziari romani (leggere ‘Patti scellerati’ Renzi-Crocetta, o la cancellazione truffaldina dei crediti dal Bilancio regionale) e rimette in piedi una Finanziaria degna di questo nome.

“Una Finanziaria emergenziale, snella e di soli 26 articoli – leggiamo un un comunicato di Palazzo d’Orleans, sede del Governo regionale – per attivare misure di contrasto agli effetti economici negativi del Coronavirus in Sicilia. Il governo Musumeci ha riscritto la manovra per il 2020 e l’ha già inviata all’Assemblea regionale siciliana, per l’avvio dell’iter di approvazione. Le risorse provengono da una rimodulazione dei Fondi extraregionali (Fesr e Fse) e del Poc 2014/2020 (leggere i citati fondi europei che in parte dovrebbero essere andati anche allo Stato).

“L’obiettivo di Palazzo Orleans – prosegue il comunicato – è affrontare la cosiddetta ‘Fase 1’ (quella dell’emergenza attuale) e la successiva ‘Fase 2’ (Piano per la ricostruzione economica) incidendo, sostanzialmente, in quattro settori: enti locali, famiglie povere, operatori economici, scuole e povertà educative”.

Ci piacerebbe tanto sbagliarci – anzi, ci auguriamo di cuore di sbagliare – ma l’accenno alla ‘Fase 2′ a noi ricorda un po’ la superficialità con la quale il mondo affrontò la febbre Spagnola dopo la prima ondata. Anche allora si trattò di un virus che diede origine a una seconda ondata leggere, tale da far pensare che tutto fosse finito: poi arrivò la terza ondata e fece una strage!

Insomma, prevedere l’evoluzione di una pandemia virale della quale si conosce poco o nulla e, addirittura!, costruirci una manovra economica a noi sembra un po’ temerario, a Roma come a Palermo. Detto questo, lo ribadiamo: speriamo di sbagliarci!

Nello schema di Finanziaria del Governo Musumeci si pensa anche ai Comuni. Per i quali viene “istituito un Fondo perequativo… per far fronte alle minori entrate, a causa della sospensione o per i mancati versamenti da parte dei contribuenti”; per questa finalità ai Comuni vengono assegnati  200 milioni di euro.

Interventi anche per la Scuola e le cosiddette “povertà educative”:

“Al mondo della scuola – leggiamo nel comunicato – vengono destinate 120 milioni di euro. Serviranno per evitare un ulteriore incremento della dispersione scolastica e per garantire i livelli occupazionali dei lavoratori dei comparti dell’istruzione e della formazione professionale. Ma anche per favorire l’adozione di strategie finalizzate al potenziamento della scuola digitale e al corretto e più ampio esercizio del diritto allo studio”.

Da capire se per la Formazione professionale si fa riferimento ai disoccupati di questi settore, o alle nuove clientele. 

Interventi anche per le fasce deboli della popolazione:

“Il Governo regionale – leggiamo ancora nel comunicato – ha previsto di incrementare il budget, da destinare ai Comuni, per l’assistenza alimentare delle famiglie più disagiate, portando le risorse a duecento milioni di euro”.

Questo passaggio è totalmente sbagliato. Già i Comuni hanno in cassato, per i poveri, fondi dello Stato e della stessa Regione. Ma registriamo lamentele in tanti Comuni dell’Isola: ritardi nell’erogazione di tali fondi e tante famiglie potere che a Pasqua non hanno ricevuto un euro.

Ci auguriamo che l’Ars blocchi questa norma e che, al contrario, istituisce una commissione d’inchiesta per capire se i soldi già erogati ai Comuni sono finiti alle famiglie povere, possibilmente con una rendicontazione ‘alla lira’.

Altri 100 milioni di euro serviranno per istituire, presso l’Irfis “uno speciale Fondo per il finanziamento al consumo per le famiglie. Verranno concessi prestiti, in parte a fondo perduto, fino a cinquemila euro, a interessi zero”.

Interventi anche per il “Sistema economico-produttivo”:

“Per quanto concerne il sostegno alle imprese – leggiamo ancora nel comunicato – sono previsti due tipi di interventi: sovvenzioni e finanziamenti per il credito d’esercizio, che assicurino liquidità alle aziende. Anche per questo settore verrà creato presso l’Irfis un Fondo di 170 milioni di euro per far fronte alle esigenze finanziarie degli operatori economici. Verranno concessi prestiti, in parte a fondo perduto, fino a quindicimila euro, a interessi zero. Dieci milioni, in particolare, sono destinati a sostenere l’editoria siciliana e le agenzie di stampa, anche online. Altri 100 milioni di euro serviranno a creare, presso la Crias, uno speciale ‘Fondo per la ripresa artigiani’. Anche per loro prestiti fino a quindicimila euro senza interessi. Identica possibilità per le cooperative: 50 milioni di euro a disposizione, attraverso l’Ircac, per finanziamenti fino a 50 euro. Interventi anche per il settore del turismo e il comparto della pesca”.

Sospensione versamenti: “Verranno sospese tutte le tasse di concessione governativa di competenza regionale – conclude il comunicato – i tributi per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, i canoni per le concessioni demaniali marittime e i ruoli istituzionali e irrigui dei Consorzi di bonifica dell’ultimo triennio”.

Che dire? A parte la temeraria previsione sull’andamento della pandemia e l’errore di prevedere l’erogazione di fondi ai Comuni per i poveri (ci pensino gli uffici regionali a sostenere i poveri senza erogare altri fondi ai Comuni!), ci sembra una buona manovra.

La parola va all’Assemblea regionale siciliana per l’esame e l’approvazione.

 

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