“I lavoratori forestali non moriranno di Coronavirus, ma di fame”

“I lavoratori forestali non moriranno di Coronavirus, ma di fame”
24 marzo 2020

Lo dice senza tanti giri di parole il segretario generale del SIFUS CONFALI, Maurizio Grosso. Che invita il Governo nazionale Conte bis a passare dalla chiacchiere in televisione ai fatti. Il riferimento è ai 600 euro al mese che i lavoratori forestali della Sicilia attendono

Ogni occasione è buona per tagliare i fondi al Sud. Il Governo nazionale di Matteo Renzi, per scippare i fondi che la Regione siciliana utilizza per la tutela dei boschi dell’Isola, trovava una giustificazione nelle polemiche sollevate ad arte da certi pseudo-programmi televisivi di ‘presunta’ informazione. Oggi non c’è nemmeno bisogno di questa scusa: i soldi per i forestali servono per altre cose: punto e basta.

Inutile cercare i comunicati dei sindacati tradizionali a difesa di questi lavoratori: questi ultimi funzionano solo se c’è da andare contro i Governi di centrodestra: e poiché, a Roma per ora, c’è un Governo di ‘sinistra’ (per favore non vi mettete a ridere…), ecco che i nostri cari sindacalisti delle sigle tradizionali si dimenticano dei lavoratori.

Questo schema non funziona con il SIFUS CONFALI, sindacato autonomo, che i forestali siciliani li difende a prescindere dai colori dei Governi, passa subito al contrattacco. E lo fa rivolgendosi al Governo nazionale Conte bis:

“STATE COSTRINGENDO I LAVORATORI AGRICOLI A RIMANERE A CASA PER NON MORIRE DI CORONAVIRUS MA PER MORIRE DI FAME? INTERVENITE SUBITO LIQUIDANDO DIRETTAMENTE LE MISURE PREVISTE DAL DECRETO CURA ITALIA”.

A scriverlo in un comunicato è il segretario generale del SIFUS CONFALI, Maurizio Grosso. Che aggiunge:

“IL GOVERNO CONTE NON RIESCE ANCORA A COMPRENDERE CHE SE L’INPS NON DOVESSE IMMEDIATAMENTE LIQUIDARE IL BONUS UNATANTUM DI 600 EURO AI LAVORATORI AGRICOLI ( BRACCIANTI, FORESTALI, DIPENDENTI DEI CONSORZI, ECC), UNA SIGNIFICATIVA PARTE DI QUESTI NON MORIRA’ DI VIRUS MA DI FAME. GRAN PARTE DEI LAVORATORI AGRICOLI, INFATTI, IN QUESTA FASE DELL’ANNO, PRESTANO ATTIVITA’ LAVORATIVA ‘ALLA GIORNATA’, SPESSO IN ALTRI SETTORI, O IN MANIERA REGOLARE O IN NERO (CONTRO IL LAVORO NERO DA QUANDO ESISTIAMO RIVENDICHIAMO INVANO LA STABILIZZAZIONE) POICHE’ NON POSSONO PERMETTERSI ‘IL LUSSO’ DI RIMANE A CASA A BRACCIA CONSERTE”.

“IL GOVERNO CONTE IN UNA FASE DI GRAVE EMERGENZA SANITARIA – sottolinea Grosso – HA IL DOVERE, VISTO CHE I LAVORATORI AGRICOLI IN QUESTIONE SONO OBBLIGATI A RIMANERE A CASA, DI FARGLI PERVENIRE LE RISORSE ECONOMICHE NECESSARIE PER CONSENTIRE LORO E LE LORO FAMIGLIE DI SOPRAVVIVERE. PERTANTO, IL GOVERNO SI SBRIGHI A LIQUIDARE IL BONUS DI 600 EURO A TUTTA LA PLATEA DI LAVORATORI, CHE ANDREBBE TRA L’ALTRO, AUMENTATO ED ESTESO ANCHE AL MESE DI APRILE. INOLTRE, E’ NECESSARIO CHE IL GOVERNO CONTE SI IMPEGNI, PRIMA POSSIBILE AD ANTICIPARE DI 60 GIORNI LE LIQUIDAZIONI DELLE DISOCCUPAZIONE AGRICOLE”.

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