“Allarmismo, polemiche e strumentalizzazioni politiche fanno il gioco del Coronavirus”

“Allarmismo, polemiche e strumentalizzazioni politiche fanno il gioco del Coronavirus”
25 febbraio 2020

A scriverlo sulla propria pagina Facebook è il dotto Christian Prestipino, medico presso il San Filippo Neri, che da anni si occupa di Medicina della complessità. Un messaggio di chiarezza e di saggezza

“Curare le parole con cui descriviamo l’epidemia da Coronavirus è quindi uno degli strumenti che abbiamo per affrontare la sua diffusione e limitare i suoi effetti, anche a livello biologico. Per questo le polemiche, la strumentalizzazione politica, l’allarmismo sono fattori ai limiti del criminale in una situazione come questa, perché impattano sulla salute di tutti e di ciascuno, e fanno il gioco del Coronavirus”.

A scrivere queste parole in un post su Facebook è Christian Prestipino, medico presso il San Filippo Neri, che da anni si occupa di Medicina della complessità. Per correttezza d’informazione, noi siamo venuti a conoscenza di questo scritto, a nostro avviso importante e originale, grazie a Radio Cusano Campus.

Scrive Prestipino:

“Gli effetti sociali, che rischiano di essere anche più devastanti della dimensione biologica di una malattia, devono essere considerati come parte stessa della malattia. Sono aspetti di malattia non descritti sui libri di medicina eppure parte integrante, e cruciale, dei quadri patologici che ne influenzano il decorso e gli esiti anche nella dimensione biomedica”.

E’ chiaro che il tema affrontato riguarda anche – ma non soltanto – il mondo dell’informazione.

“Il panico, il pessimismo, la depressione – scrive il dottore Prestipino – hanno chiari e noti effetti diretti sull’economia, sulla fruizione dei servizi sanitari, sull’efficienza del SSN, sulla disponibilità di risorse che impattano direttamente sugli esiti di malattia a livello di comunità, aumentando la letalità e le complicanze della patologia a livello di popolazione”.

Prestipino scrive di tre dimensioni “su cui influisce il vissuto sociale di malattia, influenzandone le conseguenze”.

“Innanzitutto – prosegue il medico – la narrazione, l’immaginario, la lettura condivisa delle sindromi mediche impattano direttamente sulla qualità della vita di ciascuno e questa è già un esito di salute in sé. E non dei minori: se è vero che se non si sopravvive non si può avere una qualità di vita, è anche vero che se la qualità di vita non è buona, la vita si può rovinare al punto di non essere più sostenibile. L’immaginario è un potentissimo determinante della qualità di vita: non sono infrequenti le persone che si sono suicidate o che si chiudono in depressioni gravi anche solo alla diagnosi, senza avere ancora alcun sintomo della malattia”.

La questione sollevata da Prestipino è delicatissima. Perché è indubbio che certe notizie influenzano in modo determinante le scelte che ognuno di noi prende quando si trova davanti a un problema legato, com’è nel caso del Coronavirus, a qualcosa che non controlliamo: e, forse, è importante non allarmare i cittadini in modo ‘pesante’, se proprio non ce n’è una stretta necessità. E questo riguarda la politica e l’informazione.

Prestipino, poi, ricorda che “la lettura che la società fornisce di una malattia impatta sulle scelte individuali che possono avere conseguenze sulla vita. Da quel paziente la settimana scorsa che nel mio ospedale ha rotto i vetri di tutte le macchine per vendicarsi dell’ingiustizia di essere stato colpito da una malattia che immaginava grave, alle persone che hanno sperperato tutti i loro averi in base alle supposte conseguenze di una diagnosi, magari poi rivelatasi sbagliata”.

Molto importanti sono le conseguenze biologiche:

“Innumerevoli ricerche – scrive il medico – dimostrano come lo stato d’animo, ‘contagiato’ a livello di rete sociale, impatti sulla funzione del sistema immunitario, di quello ormonale, di quello cardiovascolare, di quello neurologico. La depressione, l’ansia, la paura e il panico deprimono il sistema immunitario predisponendo a infezioni o a complicazioni delle stesse, possono aumentare l’infiammazione che è alla base di alcune delle più temibili conseguenze del Coronavirus, possono scatenare problemi cardiaci anche gravissimi come la sindrome del cuore rotto o comunque peggiorare l’irrorazione degli organi che nelle malattie infettive è un fattore chiave di autodifesa“.

“Da qui – sottolinea Prestipino – emerge in tutta la sua potenza come curare l’immagine sociale che si ha di una malattia, impatti a moltissimi livelli sulla predisposizione, diffusione, innesco, evoluzione di una malattia anche infettiva: al di là della sola trasmissione fisica diretta”.

Quindi, come abbiamo scritto all’inizio, citando sempre le parole del dottore Prestipino,  “le polemiche, la strumentalizzazione politica, l’allarmismo sono fattori ai limiti del criminale in una situazione come questa, perché impattano sulla salute di tutti e di ciascuno, e fanno il gioco del Coronavirus”.

Foto tratta da Libero Quotidiano 

 

 

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