La dura vita dei lavoratori nelle navi: il racconto del sindacato ORSA

20 febbraio 2020

Più che un comunicato stampa, quello del sindacato ORSA sembra un documento nel quale si denunciano alcuni problemi che riguardano il personale che lavora nelle navi. Problemi nei turni di lavoro massacranti, nel vitto, nell’alloggio. “Sono carne da macero i marittimi” 

Sulla vita dei lavoratori che operano sulle navi siciliane va un comunicato del sindacato ORSA. Lo riprendiamo perché noi seguiamo sempre questa organizzazione sindacale.

Nel comunicato si fa il punto della situazione sulla “necessità di revisionare ed aggiornare gli standards relativi ai diritti ed alle tutele dei lavoratori marittimi, nonché di uniformare ed armonizzare tali standards a livello internazionale. Fino ad ora non e stato fatto niente. Questa non è una polemica: è semplicemente dire la verità”.

“Mentre a Roma si discute da anni la MLC 2006 (Convenzione internazionale sul lavoro marittimo) con riunioni tecniche che si susseguono – leggiamo nel comunicato – ci sono sempre i soliti noti che li presiedono che non fanno niente per alleviare i problemi dei marittimi sulle navi, facendo applicare la normativa come prevede la legge. In questi tavoli tecnici non vengono chiamati i sindacati che tutelano realmente i lavoratori. ORSA è uno di questi sindacati che denuncia in tutte le capitanerie di porto d’Italia gli orari di lavoro del personale marittimo. Difatti la normativa viene stravolta con delle strategie da vari attori in campo costringendo lavoratori a lavorare oltre la norma, in barba alle regole restrittive della stessa normativa”.

Nel comunicato si segnala “il non rispetto dei salari, con pagamenti in ritardo”. E, ancora, “ritardi nei ticket, ritardi delle spese viaggio che il personale affronta a spese proprie a volte rimborsati con ritardi, oppure non pagati”; “accordi sindacali peggiorativi, limature degli stipendi e in più ci sono armatori che non vogliono pagare le spese di viaggio mentre il C.C.NL. lo prevede”.

Altro tema: il vitto:

“Si mangia male – si legge nel comunicato -. Derrate alimentari di terza scelta sulle navi Ro Ro Pax, navi di piccola stazza per le Isole Minori; non viene concesso il vitto dopo una giornata di lavoro che supera le 14 ore; il personale si deve rifocillare con panini o con pasti occasionali cucinati con fornelli nascosti… li enti preposti sanno, ma fanno finta di non sapere con l’avallo dei sindacati a loro comodi”.

Vivibilità:

“Sulle navi cabine fatiscenti, pavimenti rotti e arredi interni decadenti – si legge nel comunicato -. Ambienti con aria condizionata non a norma”. Dalle condotte di aria “fuoriesce un pulviscolo nero, il quale non si capisce da dove proviene e cosa può causare ai lavoratori, ma nessuno se ne occupa: sono carne da macero i marittimi”.

Nel comunicato si fa cenno ai “mezzi veloci” dove si “attuano orari di lavoro fuori norma”.

“Non si sa dove vanno a finire gli scarichi delle sentine delle navi – si legge nel comunicato -. Tutti sanno, ma fanno finta di non sapere”.

E il lavoro? “Si parla di rapporti di lavoro per il 95 per cento tutti precari – prosegue il comunicato -. Vessati psicologicamente, con la paura di licenziamento perennemente. ‘Se parli ti licenziamo’, succubi del padrone. La tua libertà inizia quando sbarchi”.

E ancora:

“Controlli dai gendarmi del padrone che sorvegliano i porti per intimorire il personale di bordo”.

Per l’ORSA sono questi gli argomenti che dovrebbero essere affrontati “nei tavoli tecnici al Ministero. Non ci devono essere solo gli attori simpatici e gli attori antipatici restano fuori – prosegue il comunicato -. Vogliamo difendere i lavoratori anziché le lobby degli armatori e i poteri forti”.

“Noi non abbiamo paura di voi – conclude il comunicato -. Lotteremo per dare dignità e giustizia ai lavoratori del mare, a noi non importa di firmare accordi con voi, tra l’altro peggiorativi. Diciamo a tutti: uniamoci per sconfiggere questo sistema consolidato da oltre 40 anni che pensa solo al profitto degli armatori e dispensa briciole a noi. Uniti si vince”.

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