Nuova tegola finanziaria per il Comune di Palermo: addio alle entrate sui rifiuti per le zone blu

Nuova tegola finanziaria per il Comune di Palermo: addio alle entrate sui rifiuti per le zone blu
11 febbraio 2020

Così ha deciso la Corte di Cassazione, ponendo la parola fine a una vicenda che si trascinava da tempo. Per il Comune di Palermo è un’altra mazzata dopo il blocco della ZTL notturna

Il Comune di Palermo è alla ricerca di fondi, ma non gliene va bene una. La ZTL notturna è bloccata e non si sa come finirà. E adesso è arrivata un’altra mazzata: l’Apcoa – la società che gestisce alcuni parcheggi nel capoluogo della Sicilia – non dovrà pagare la tassa sui rifiuti. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, che ha messo la parola fine a una vicenda che si trascinava da anni.

L’Apcoa – società che ha sede a Mantova – gestisce i parcheggi a zone blu nel centro di Palermo. I vertici di tale società si sono sempre rifiutati di pagare la tassa sui rifiuti. La vicenda è finita sui tavoli dei giudici tributari: ed è arrivata in Cassazione.

“La sentenza – leggiamo su Blog Sicilia – riguarda la Tarsu del 2011, per 437.605 euro. Tecnicamente il calcolo era stato effettuato dall’ufficio Tributi per l’occupazione degli stalli nelle zone P2, P4, P19 e P20. La società di gestione dei parcheggi (una forma di compensazione per il project financing con cui è stato realizzato il parcheggio sotterraneo del palazzo di giustizia), difesa dagli avvocati Alessandro Dagnino e Stefania Granellini, ha impugnato l’accertamento e prima le commissioni tributarie adesso la Cassazione ha annullato integralmente”.

Nel ricorso si legge che “le aree gestite dall’Apcoa per conto del Comune non erano suscettibili di produrre rifiuti tassabili, essendo soggette a spazzamento e non a conferimento, e la Tarsu è un tributo che corrisponde al pagamento del servizio reso; ed inoltre che nel caso di specie non esisteva alcun obbligo giuridico atteso che l’area era soggetta a spazzamento, il cui costo era pagato da tutti i cittadini, la richiesta di pagamento della Tarsu rappresentava una duplicazione di entrate per la medesima causale”.

“Dal Comune erano partiti una serie di avvisi di accertamento con cui si chiedeva di pagare la tassa dei rifiuti a partire dal 2007 – leggiamo sempre su Blog Sicilia -. La somma complessiva in bilancio è di 5,5 milioni di euro”.

Il primo ricorso, come già ricordato, è finito in Cassazione. Adesso, a cascata, arriveranno tutti gli altri ricorsi e la decisione non può che essere uguale.

“Il Comune – si legge nella sentenza della Cassazione – ha affidato al concessionario solo la gestione del servizio di sosta tariffata e non anche la concessione o la detenzione dell’area. Il ricorso deve essere, conseguentemente, rigettato”.

QUI PER ESTESO L’ARTICOLO DI BLOG SICILIA

 

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