Ricorsi al TAR contro la ZTL di Palermo? Noi siamo molto pessimisti

30 gennaio 2020

A Palermo, ormai, si pagano le tasse e le imposte non per avere servizi, ma per tenere in piedi un Comune con una ‘macchina’ amministrativa elefantiaca (20 mila dipendenti circa!) che produce solo inefficienza e clientelismo. La fine ingloriosa del ricorso al TAR Sicilia sul Tram ci dice che questa via potrebbe servire a poco, anche avendo ragione

“Il Comune di Palermo ha deciso di far partire la ZTL notturna rifiutando il confronto con le imprese, chiudendo a qualsiasi mediazione che sarebbe comunque stata possibile con un po’ di buona volontà: un copione purtroppo già visto e che ci costringe a ricorrere alle vie legali”.

Lo dice Mario Attinasi, presidente di Assoimpresa.

“Non c’è nessuna contrapposizione tra i commercianti e i residenti – continua Attinasi -. Le aziende sane di questa città già convivono con i residenti del Centro storico, che sono peraltro loro clienti, e proprio per questo continuano a chiedere un capillare controllo del territorio, unico rimedio efficace per la movida selvaggia”.

“La ZTL notturna non risolverà alcun problema, men che mai ambientale, semmai ne creerà di nuovi. La miopia dell’amministrazione comunale ci costringe perciò alle estreme conseguenze”.

Ovvero il ricorso al TAR Sicilia (Tribunale Amministrativo Regionale).

Assoimpresa ha dato incarico allo studio legale Savarese, associato alla stessa Assoimpresa.

“Faremo valere con ogni mezzo le ragioni delle imprese sane di Palermo – conclude Attinasi – già vessate da una pressione fiscale insostenibile e da scelte, come quelle che il Consiglio comunale sta compiendo sui dehors, assolutamente irricevibili”.

Che dire? Che noi siamo molto pessimisti. Il sistema che si è creato in Italia – che consiste nel mettere le mani in tasca ai cittadini – parte dell’alto.

L’Unione europea dell’euro impone all’Italia politiche restrittive. Ad eccezione del Governo tra grillini e leghisti – che ha provato ad opporre resistenza – tutti gli altri Governi nazionali si inchinano ai voleri di Bruxelles: non a caso il Governo Conte bis sta effettuando un’ulteriore stretta fiscale per massacrare famiglie e, soprattutto, le imprese.

La stretta riguarda Regioni e Comuni (le Province, di fatto, sono state abolite e ‘vegetano’).

Non sapendo dove trovare i soldi per andare avanti, i Comuni, oltre ad aver aumentato tasse e imposte locali, si inventano ogni sorta di balzello: da qui le ZTL, gli autovelox e via continuando.

A Palermo la situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che il Comune, tra dipendenti e società che fanno capo allo stesso Comune, ogni mese deva pagare circa 20 dipendenti.

A questo si aggiunge la follia di un Tram che costa una barca di soldi.

E infatti, a Palermo, molti servizi per i cittadini o sono stati aboliti, o sono penosi: è il caso dell’immondizia per le strade che, ormai, è una costante.

Di fatto, a Palermo, si pagano tasse, imposte, si subiscono ZTL e autovelox, ma i servizi, invece di migliorare, peggiorano.

E non c’è soluzione: perché il centrosinistra che governa la città resiste ed esiste proprio perché, amministrando il Comune, gestisce una struttura elefantiaca totalmente autoreferenziale che ha poco di ‘amministrativo’ e molto di clientelare.

Non c’è nemmeno verso di bloccare i 15 Km di Tram mangiasoldi, perché l’esistenza di questo Tram serve per giustificare gli appalti per altre linee di Tram che sono i veri ‘valori’ di questa politica fallimentare.

Nuove linee di Tram che toglieranno dalle tasche dei cittadini palermitani altri soldi.

Gli attuali amministratori comunali si illudono che, con la ZTL notturna nel Centro storico, le ‘casse’ del Comune introiteranno chissà quali soldi. Secondo noi non è così, perché i ragazzi cambieranno luogo di ritrovo. E se no lo faranno loro, saranno i loro genitori a imporglielo dopo le prima contravvenzioni.

La verità è che il Comune di Palermo si sta avvitando su se stesso: ha ‘risanato’ il Centro storico trasformandolo in una confusionaria isola gastronomica e, adesso, vorrebbe acciuffare altro denaro dai commercianti e dai ragazzi della movida.

Sempre a nostro modesto avviso, non beccherà quattrini né dagli uni (i commercianti), né dagli altri.

Molti esercizi commerciali vedranno ridursi gli introiti, mentre i ragazzi, come già accennato, cambieranno itinerario.

Né crediamo che i risorsi al TAR sortiranno effetto. Una sola volta il TAR Sicilia, proprio sulla ZTL, ha dato ragione ai cittadini di Palermo; poi tutto è finito nel nulla e la ZTL è ancora lì e, addirittura, ora è anche notturna!

Per non parlare del Tram: c’è un ricorso – sempre al TAR Sicilia – sulle procedure, ma ormai si sono perse le tracce.

Per questo noi, a Palermo, quando sentiamo parlare di Giustizia amministrativa siamo molto, ma molto pessimisti.

Foto tratta da Rosalio  

 

 

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