Sui Nebrodi si punta sul pane prodotto con i grani antichi siciliani

Sui Nebrodi si punta sul pane prodotto con i grani antichi siciliani
25 gennaio 2020

La notizia la leggiamo su ‘Messina in diretta’. E’ la storia di una bella iniziativa che ha riportato in questi luoghi la coltura del grano dopo 40 anni. Un’iniziativa che ha coinvolto vecchi e giovani. E anche chi prepara il pane 

Sui monti Nebrodi arriva il pane prodotto con le varietà di grani antichi della Sicilia.

La notizia la leggiamo su Messina in diretta:

“Nasce il primo pane prodotto con i grani antichi siciliani seminati dagli Ambasciatori del Gusto messinesi Francesco Arena, Lillo Freni e Pasquale Caliri nei campi di Galati Mamertino. ‘Diamo una mano al grano’ è il nome del progetto che, a distanza di 40 anni, ha fatto rinascere la coltivazione degli antichi grani siciliani nel piccolo comune nebroideo in provincia di Messina e dato nuovo impulso all’economia contadina. Grazie all’iniziativa dell’apicoltore nebroideo Giacomo Emanuele che ha coinvolto gli Ambasciatori del gusto messinesi e gli anziani del luogo, custodi delle antiche procedure di semina, nel dicembre del 2018 venti ettari di terreno sono stati ripuliti e impiantati con cinque varietà di grani siciliani: Perciasacchi, Senatore Cappelli, Bufala Nera, Maiorca e Russello”.

Insomma, i grani antichi della Sicilia si possono coltivare anche nelle aree di montagna. Questa storia molto bella l’avevamo letto nel dicembre del 2018 in un articolo di Siciliarurale.eu:

“Sui Nebrodi, e in particolare in alcuni campi che ricadono nel territorio di Galati Mamertino, prende forma il progetto di far rivivere la coltura del grano duro di montagna. Non un grano duro qualsiasi, però. Quello seminato su venti ettari ripuliti da sterpaglie e infestanti e resi nuovamente adatti per la semina che non avveniva da oltre quarant’anni, è grano antico: tra i duri sono stati scelti Perciasacchi, Senatore Cappelli, Russello e Bufala Nera, tra i teneri la Maiorca. A dare il via al progetto ‘Diamo una mano al grano’ che farà ritornare la coltivazione degli antichi grani siciliani nella provincia di Messina, con la cerimonia della semina i tre Ambasciatori del Gusto di Messina, Francesco Arena, Pasquale Caliri e Lillo Freni”.

“I tre Ambasciatori del Gusto – leggiamo sempre su Siciliarurale.eu – hanno preso parte ai lavori di semina con gli anziani e i bambini della zona. «Abbiamo coinvolto le giovani generazioni – hanno affermato gli ambasciatori – per mettere attivare un meccanismo virtuoso con chi in futuro potrà goderne e presiedere sentendole finalmente proprie». Presente anche Saro Gugliotta di Slow Food. Tutte le fasi, fino al raccolto, verranno seguite dai tre professionisti messinesi. Il cerchio si chiude ancora con i tre Ambasciatori del Gusto messinesi: il grano prodotto verrà utilizzato per le loro preparazioni di panificazione, cucina e pasticceria”.

Oggi, come racconta Messina in diretta, siamo arrivati alla fase della produzione del pane.

“Siamo stati testimonial di un progetto veramente importante che ha riportato la coltivazione del grano sui Nebrodi dopo 40 anni – ha commentato Francesco Arena -. È un ritorno alla storia. Sono il primo ad utilizzare questa farina prodotta con Russello, Tumminia e Maiorca, debole da lavorare, che richiede una buona maestria. Ho preparato il pane con l’autolisi, senza aggiunta di altre farine, in purezza, con una maturazione di 24 ore a temperatura controllata e sono molto soddisfatto del risultato. Il pane ha un profumo e un sapore eccezionale ed è molto leggero e digeribile”.

A dare i migliori risultati sono stati la varietà di grano duro Perciasacchi e la varietà di grano tenero Maiorca.

“Il territorio di Messina – leggiamo ancora su Messina in diretta – si dimostra una terra fertile nel quale poter investire per valorizzare la produzione di grano di qualità. Del resto grano e Sicilia hanno un rapporto e un legame antichissimo. Recenti studi hanno dimostrato che i grani antichi siciliani hanno una marcia in più rispetto ai grani duri convenzionali e moderni, sia per quanto riguarda l’aspetto nutrizionale che quello salutistico”.

Aggiunge il fornaio messinese Francesco Arena:

“Il progetto continuerà, il prodotto è buono e la seconda semina sarà sicuramente qualitativamente migliore. Questa iniziativa per me ha un grande significato e dimostra l’attaccamento alla mia terra, bella e disgraziata. Mentre tutti vanno via dalla Sicilia e da Messina, noi restiamo, crediamo nelle sue grandi potenzialità e continueremo a scommettere sulla nostra terra. Si può fare un buon lavoro anche a Messina, basta metterci cuore e anima”.

QUI L’ARTICOLO DI MESSINA IN DIRETTA

QUI L’ARTICOLO DI SICILIARURALE.EU

Foto tratta da Tempostretto

 

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