Salvini: “In Calabria vinceremo con venti punti di vantaggio”

Salvini: “In Calabria vinceremo con venti punti di vantaggio”
23 gennaio 2020

Quando stamattina abbiamo sentito questa dichiarazione del leader della Lega Matteo Salvini, intervistato da Radio Cusano Campus, siamo rimasti molto colpiti. Come può una formazione politica ‘nordista’ che per la prima volta si presenta al cospetto degli elettori di una Regione del Sud pensare di stravincere le elezioni regionali? Cos’ha combinato in Calabria la vecchia politica?  

Non viviamo in Calabria. Ma sentire, stamattina, su radio Fusano Campus, il leader della Lega, Matteo Salvini, dire che il centrodestra a ‘trazione’ leghista vincerà le elezioni regionali di domenica prossima in Calabria con un vantaggio di almeno 20 punti fa una certa impressione.

Non ci impressionano o toni: un leader politico, a tre giorni dalle elezioni non può che presentarsi vincente al cospetto degli elettori.

Siamo rimasti colpiti dalla spiegazione che ha illustrato a sostegno della sua tesi. Ha detto – e non sappiamo se ciò risponda al vero perché, ribadiamo, non conosciamo la realtà calabrese, se non per quello che leggiamo sulla rete e sui giornali (la televisione la eliminiamo, perché della Calabria racconta sempre le cose non belle) – che in Calabria non esistono gli assessorati al Turismo e all’Agricoltura.

Non abbiamo capito se questi assessorati non esistono politicamente perché sono stati gestiti male, o se non esistono veramente.

Le parole di Salvini ci hanno colpito perché, qualche tempo fa abbiamo letto un articolo sul Cosenza Channel. Il giornale racconta di una giornata elettorale di Salvini a Rende. Non ci ha colpito quello che ha detto il leader della lega e il fatto che si sia rimpinzato di prodotti locali: ci ha colpito la dichiarazione di Franco Aceto, ex candidato del PD a sindaco di Montalto Uffugo, un Comune della provincia di Cosenza di oltre 20 mila abitanti.

Aceto ha criticato aspramente l’attuale presidente uscente della Regione Calabria, Mario Oliviero, del PD. “La Regione Calabria è ultima in tutto – ha detto Aceto – Non abbiamo fatto un centimetro di passo in avanti… basta delegare il futuro agli incompetenti, perché nelle ultime tre legislature non è stato fatto nulla”.

Quando abbiamo letto questo articolo siamo rimasti di sasso. Perché a pronunciare queste parole è stato un politico che ha fatto parte del PD, il partito che ha amministrato la Regione Calabria negli ultimi cinque anni.

La nostra tesi – che abbiamo scritto più volte – è che Pippo Callipo, il bravo imprenditore calabrese candidato alla presidenza della Regione Calabria, ha fatto malissimo a candidarsi con il simbolo del PD.

Le parole di Aceto non hanno fatto altro che confermare la nostra tesi. Ora arriva Salvini e afferma che la Lega – formazione politica che si presenta per la prima volta in Calabria – vincerà le elezioni in questa Regione.

Noi non sappiamo come finirà in Calabria. Ma sappiamo che, fino ad oggi, la Calabria è stata amministrata malissimo: e in questo malissimo c’è anche l’esperienza del PD, oltre a quella del centrodestra.

La Calabria ha bisogno di una volta politica. E questa svolta avrebbe potuto provare ad assicurarla un soggetto politico meridionalista. Ma il soggetto politico del Sud, alle elezioni regionali calabresi, non ci sarà. In compenso ci sarà la Lega, che intercetterà i voti dei calabresi nauseati della vecchia politica.

Vincerà Salvini? Non lo sappiamo. Ma sappiamo con certezza due cose.

La prima cosa è che è stato un errore gravissimo non presentare in Calabria un candidato legato a un soggetto politico del Sud.

La seconda cosa che sappiamo è che la Lega, a prescindere da quanti voti prenderà alle elezioni di domenica prossima, li raddoppierà alle prossime elezioni politiche. Questo perché la Lega, in Calabria, andava contrastata in queste elezioni regionali: non con il PD, ma con un soggetto politico del Sud.

Anche se in queste elezioni il soggetto politico del Sud avesse preso pochi voti, sarebbe stato riconoscibile al prossimo passaggio elettorale.

Il meccanismo è semplice. Alle prossime elezioni politiche – ammesso che il soggetto politico del Sud si presenti – lo stesso soggetto politico del Sud sarà poco conosciuto.

In più, alle elezioni regionali di Domenica prossima, come già accennato, il dissenso contro la vecchia politica lo raccoglierà la Lega.

Foto tratta da QuiCosenza.it    

 

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