La FABI vuole introdurre il reato di ‘disastro’ bancario per i banchieri responsabili dei ‘buchi’

La FABI vuole introdurre il reato di ‘disastro’ bancario per i banchieri responsabili dei ‘buchi’
14 gennaio 2020

La proposta è stata ufficializzata dal leader nazionale della FABI, Lando Maria Sileoni, nel corso di un’audizione presso la Commissione Bilancio e Finanze della Camera dei deputati. Le responsabilità della Banca d’Italia ricordare da Carmelo Raffa. Il Parlamento nazionale introdurrà questo reato? 

Introdurre il reato di disastro bancario. Lo ha proposto, nel corso di un’audizione presso la Commissione Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati il leader della FABI, Lando Maria Sileoni.

Proposta ‘forte’, quella lanciata dalla più importante organizzazione sindacale dei lavoratori bancari del nostro Paese.

“Banche che vanno in default, banchieri e amministratori poco accorti o disonesti. Finalmente qualcuno fa sul serio e nella sede opportuna chiede l’adozione di adeguati provvedimenti – sottolinea in un comunicato il leader storico della FABI siciliana, Carmelo Raffa -. Banca Etruria, Monte dei Paschi di Siena, Banche Venete, Istituti di Credito del Mezzogiorno sono esempi di banche i cui vecchi amministratori avevano fatto il bello e il cattivo tempo non avendo scrupoli verso i propri dipendenti e nei confronti della clientela e dei cittadini che pagano le tasse”.

“Lo Stato, attraverso i vari Governi che si sono succeduti – prosegue Raffa – ha approvato tempo per tempo provvedimenti finalizzati a coprire i ‘buchi’ provocati da banchieri e disamministratori. Negli ultimi giorni esplode un ulteriore grosso scandalo, precisamente alla Banca Popolare di Bari dove è venuto fuori che tante cose erano evitabili se ci fosse stata più attenzione da parte della vigilanza della Banca d’Italia”.

A questo punto Raffa chiama in causa la Banca d’Italia:

“La Banca d’Italia – dice il leader della FABI siciliana – che non ammette mai ‘interferenze sulle gestioni amministrative delle Banche’ e neanche di dare ‘suggerimenti’ dichiara di aver fatto sempre il proprio dovere. Ci dispiace, cara Bankitalia, ma le cose che sono sotto gli occhi di tutti vanno diversamente. Ci ricordiamo che negli anni Novanta veniva dichiarato ai sindacalisti siciliani che la Sicilcassa andava bene mentre c’era forte preoccupazione per il Banco di Sicilia e subito dopo…Banco di Sicilia ok e  liquidazione coatta amministrativa per la Sicilcassa”.

“Chi ha sbagliato ha pagato? – si chiede e chiede Raffa -. Qualcuno l’ha fatto, ma altri ridono alle spalle dei contribuenti, perché attraverso il malcostume esercitato godono di paradisi fiscali all’estero. Cosa c’è da fare perché questi fatti non accadano? Una vera vigilanza da parte di chi è preposto a farlo unitamente alla proposta, circolata qualche anno fa nelle tavole rotonde, ma fatta propria e rilanciata nella sede opportuna e cioè durante l’audizione alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati dal Leader della FABI, Lando Maria Sileoni. Sileoni ha chiesto ufficialmente che il Parlamento introduca il reato di ‘disastro bancario’, in modo tale che chi commette illeciti negli Istituti di Credito sia punito severamente. Il Parlamento prenda in seria considerazione la giusta proposta e l’approvi con urgenza”.

 

P.s.

Noi siamo d’accordo con la FABI di Sileoni e Raffa.

Sulla Banca d’Italia la pensiamo esattamente come Raffa.

Nutriamo, invece, dubbi sul Parlamento. Questo perché non sono pochi i casi di ‘buchi’ bancari creati per agevolare i politici o di banche legate a doppio filo alla politica. 

Ci auguriamo di sbagliarci e ci auguriamo che il Parlamento introduca il reato di ‘disastro bancario. Ma non possiamo fare a meno di ricordare che, di solito, in Italia, se la politica ha a disposizione una ‘comodità’ non se ne libera per colpire chi aiuta la stessa politica… 

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