Aiutiamo Leoluca Orlando a tornare a casa e a lasciare in pace Palermo

Aiutiamo Leoluca Orlando a tornare a casa e a lasciare in pace Palermo
28 dicembre 2019

“Ha la sua ora tutto e il suo tempo ogni cosa sotto il cielo”, recita l’Ecclesiaste (nella traduzione di Guido Ceronetti). Il tempo dell’attuale amministrazione comunale è scaduto. Palermo sta affondando. La città è in agonia. Tocca ai consiglieri comunali chiudere un’esperienza amministrativa fallimentare. L’autocrazia del sindaco non può sostituire la democrazia

E’ inutile nasconderlo: lo sfascio di Palermo aumenta di giorno in giorno. La chiusura del ponte Bailey alla Guadagna è solo l’ultima manifestazione del degrado e dell’abbandono della città. Qualcuno ha scritto che l’attuale amministrazione comunale di Leoluca Orlando si occupa del centro e abbandona periferie. La cosa è un po’ più complicata, perché se è vero che il sindaco e i suoi assessori hanno abbandonato le periferie per occuparsi del centro, è proprio quando si ‘occupano’ di qualcosa che provocano maggiori danni.

Può sembrare paradossale quello che scriviamo, ma a parte la citata chiusura del già citato ponte nel popolare quartiere della Guadagna, è il centro della città che subisce i maggiori danni da parte di un’amministrazione comunale allo sbando, priva di idee, priva di progetti, che ormai si ritrova contro anche i consiglieri comunali che dovrebbero sostenerla.

La vicenda della Zona a Traffico Limitato (ZTL) notturna è emblematica. Nella testa del sindaco Orlando va applicata perché lo dice lui. Se il Consiglio comunale non è d’accordo non ha importanza: ‘comanda’ il sindaco!

Attenzione: il problema non è stabilire se la competenza di tale atto debba passare o no dal Consiglio comunale: il problema è il modo antidemocratico con il quale il sindaco sta imponendo alla città un proprio atto, a prescindere dal gradimento del Consiglio comunale.

Il sindaco è una figura importante. Ma lo spirito della legge sull’elezione diretta del sindaco non è la creazione di figure dittatoriali alla guida delle città! L’elezione diretta dei primi cittadini è stata introdotta per garantire più governabilità ai Comuni rispetto ai tempi in cui i sindaci venivano eletti dai Consigli comunali e venivano spesso ‘sfiduciati’ e cambiati nel corso di una consiliatura.

Non sappiamo se, alla fine, con l’elezione diretta dei sindaci le cose, nelle città, siano migliorate. Noi, ad esempio, pensiamo che siano notevolmente peggiorate. Ma la nostra è un’opinione personale.

E’ invece oggettivo come il sindaco di Palermo stia imponendo, di forza, un atto amministrativo ignorando il Consiglio comunale: e questo non ci sembra democratico, ma autocratico: e non va bene!

L’autocrazia di Orlando è un problema, ma non è il solo problema di Palermo. La città è amministrata malissimo.

Le strade cittadine sono un disastro.

Il traffico cittadino è un disastro.

La gestione dei rifiuti è un disastro.

L’illuminazione è un disastro.

Il trasporto pubblico delle persone è un disastro.

Le strutture sportive della città versano in uno stato pietoso.

Una pioggia di media intensità provoca allagamenti per carente manutenzione.

A Palermo, ormai da tempo, i cittadini non sono tali: sono come i limoni da spremere: da spremere con nuove tasse, nuove imposte, autovelox, Ztl e via continuando.

Una città, un’amministrazione comunale dovrebbe fornire servizi ai cittadini. A palermo, i servizi del Comune, quando ci sono, sono scadenti e in alcuni casi non ci sono affatto.

Ci sono zone della città nelle quali avvistare un bus dell’AMAT (l’Azienda del Comune che si dovrebbe occupare del trasporto delle persone) è quasi un mezzo terno al lotto. Tutto questo mentre la stessa AMAT tiene in piedi, a costi elevatissimi, un Tram che gira vuoto per varie ore del giorno!

Fino a qualche anno fa, al Comune di Palermo, tra dipendenti diretti e dipendenti delle società controllate dallo stesso Comune si contavano 20 mila dipendenti circa: più dei dipendenti della Regione siciliana che sono già tantissimi!

Oggi non sappiamo quanti sono. Ma sappiamo che quasi tutti i fondi del Bilancio comunale volano via per le spese del personale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Si potrebbe scendere nei particolari. Si potrebbe dire che la chiusura al traffico del centro cittadini per le vacanze di Natale è sbagliata, perché il centro della città è già massacrato dagli eterni appalti ferroviari.

Si potrebbe dire che la viabilità del quartiere Guadagna – che con la chiusura del ponte, alla riapertura delle scuole, creerà solo caos – è un problema che andava affrontato prima e non in emergenza.

Si potrebbe chiedere perché tante strutture sportive della città sono stata abbandonate per mancanza di risorse finanziarie, mentre sono stati spesi montagne di soldi per opere ferroviarie che servono a poco o per altre opere ferroviarie lasciate a metà (Passante ferroviario e Anello ferroviario).

Forse gli appalti ferroviari vengono prima dei giovani della città che sono stati privati di importanti strutture sportive lasciate a marcire?

Può una città pensare di sbolognare i propri rifiuti ad altre città della Sicilia, se è vero che la raccolta differenziata è fallimentare e la gestione della discarica cittadina di Bellolampo è ancora più fallimentare della raccolta differenziata? Il sindaco, i suoi assessori e il Governo regionale pensano davvero che i rifiuti della più grande città della Sicilia, per i prossimi due anni (se andrà bene), dovranno essere smaltiti da altri Comuni dell’Isola che dovrebbero così pagare il conto del’inadeguatezza del Comune di Palermo?

L’elenco dello disfunzioni è lungo. Non è così che si amministra una città. Gli attuali amministratori comunali non hanno un’idea di città, nei loro atti amministrativi non si intravede nemmeno l’ombra della progettualità: vanno avanti a tentoni, tra un’emergenza e l’altra, sempre in affanno, sempre con soluzioni rattoppate o sbagliate, ora forzando di qua, ora forzando di là.

La città è in agonia. Il dovere dei cittadini, oggi, è quello di aiutare il sindaco e i suoi assessori: aiutarli ad andare via. E’ inutile che insistono: perché ormai ogni soluzione che propongono nella migliore delle ipotesi crea disagi, nella peggiore delle ipotesi disastri.

“Ha la sua ora tutto e il suo tempo ogni cosa sotto il cielo”, recita l’Ecclesiaste. Il tempo dell’attuale amministrazione comunale è finito. E i primi a rendersene conto sono i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione. Aiutate la città a ritrovare il futuro.

Foto tratta da Libertà Sicilia   

 

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