Ettore Pottino: “Le soluzioni prospettate sulla Palermo-Catania non mi convincono affatto”/ MATTINALE 488

27 dicembre 2019

Il presidente di Confagricoltura Sicilia, Ettore Pottino, ricorda che i problemi che in questi giorni si stanno manifestando sull’autostrada Palermo-Catania sono noti da almeno dieci anni. Le soluzioni proposte da ANAS per i mezzi pesanti – per evitare che percorrano il viadotto Cannatello – non convincono Pottino. Ecco perché

Ieri sera abbiamo tracciato un quadro di quello che potrebbe succedere nella nostra Isola dopo le vacanze natalizie, se è vero che mezza Sicilia è in subbuglio per problemi economici e finanziari. Oggi proveremo invece a illustrare quello che potrebbe succedere lungo le strade alternative consigliate dall’ANAS in seguito ai problemi che si registrano in un secondo viadotto lungo l’autostrada Palermo-Catania.

E’ noto che, nel 2015, in seguito ad una frana, il viadotto Himera, lungo l’autostrada A19 Palermo-Catania si è in parte sbriciolato. Quattro anni dopo – e siamo ai nostri giorni – il tratto di autostrada è ancora chiuso al traffico con enormi disagi per i cittadini.

La gestione della Palermo-Catania è dell’ANAS, cioè dello Stato, che fino ad oggi ha fatto poco o nulla. Ed è anche logico: quando si tratta di scippare soldi al Bilancio della Regione siciliana a Roma sono bravissimi e velocissimi; quando si tratta di sistemare un viadotto che in Giappone sarebbe stato sistemato in un paio di settimane, a Roma se la prendono comoda.

Qualche giorno si è scoperto che una carreggiata del viadotto Cannatello – sempre sull’autostrada Palermo-Catania – è a rischio crollo. Così l’ANAS ha stabilito che questo tratto di autostrada non è più percorribile da mezzi che pesano più di 3,5 tonnellate.

A nostro modesto avviso, la situazione, nel complesso, non è semplice e resta comunque rischiosa. Ma l’autostrada Palermo-Catania non sembra avere molte alternative…

Ma anche le alternative indicate dall’ANAS per i mezzi gommati che pesano più di 3,5 tonnellate non ci convincono fino in fondo. Ma noi non viviamo da quelle parti: al massimo, ci siamo passati qualche volta: così abbiamo chiesto ‘lumi’ a chi, per lavoro, questi luoghi li frequenta e, quindi, li conosce meglio di noi.

Cominciano a illustrare di quali strade si tratta.

Citiamo il quotidiano on line Blog Sicilia, che ha descritto bene le alternative indicate dall’ANAS:

“Un’ordinanza dell’ANAS ha imposto l’uscita obbligatoria di tutti i veicoli provenienti da Palermo in direzione Catania allo svincolo Resuttano dove i mezzi vengono poi reindirizzati a seconda del loro peso e carico inviando quelli al di sopra delle 3,5 tonnellate lungo un itinerario alternativo. ANAS suggerisce comunque ai mezzi pesanti di non arrivare fino a Resuttano all’uscita obbligatoria e invita ad usare un ulteriore percorso, che prevede l’uscita allo svincolo di Tremonzelli e, dopo avere percorso le strade statali 120 e 117, il rientro in autostrada allo svincolo di Enna”.

“Tale itinerario alternativo consigliato – leggiamo sempre su Blog Sicilia – sostituisce quello in vigore, con uscita allo svincolo di Resuttano e rientro allo svincolo di ponte Cinque Archi, istituito in accordo con gli enti gestori delle strade interessate, e su cui ANAS aveva effettuato interventi di manutenzione localizzati pur se non di propria competenza. Per i prossimi cinque mesi (o comunque fino al termine dei lavori di consolidamento) la carreggiata direzione Catania sarà comunque inibita ai mezzi pesanti dallo svincolo di Resuttano fino Ponte cinque Archi. Solo quelli sotto le 3,5 tonnellate (auto e pulmini da otto posti) potranno immediatamente rientrare in autostrada e continuare il percorso originale”.

Spiega Ettore Pottino, presidente di Confagricoltura Sicilia:

“I problemi registrati in questi giorni – sottolinea Pottino – sono noti da almeno dieci anni. Ora hanno deciso di chiudere questo viadotto ai mezzi pesanti. E hanno indicato una strada alternativa”.

La convince l’alternativa che è stata indicata?

“Per niente. Non mi convince affatto. La strada che, da Resuttano, attraversando Santa Caterina Villermosa, si ricollega a Ponte 5 Archi è in condizioni pessime”.

In effetti, sulla rete sono state postate foto non proprio tranquillizzanti. 

“Ribadisco: non è una strada sicura. E diventerà meno sicura con le piogge”.

C’è anche l’uscita allo svincolo di Tremonzelli da dove, percorrendo le strade statali 120 e 117, i mezzi pesanti rientrerebbero allo svincolo di Enna.

“Come no? Tre ore di strada in più. Ma si rendono conto dei danni che verranno arrecati all’economia siciliana?”.

Commento finale.

“Il mio commento finale è che, dopo dieci anni, non dovevamo arrivare a questo punto. La mia riflessione è che la situazione è problematica e grave. E le soluzioni proposte non mi convincono proprio”.

 

 

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