Approvato il nuovo contratto dei bancari: cosa prevede. Il primato della FABI tra i sindacati

23 dicembre 2019

Per illustrare, per sommi capi, il nuovo contratto dei lavoratori bancari approvato nei giorni scorsi (che scadrà nel 2022) facciamo riferimento a un comunicato della FABI, che oggi è l’organizzazione sindacale più rappresentativa in Italia (in Sicilia la stessa FABI ha oggi la maggioranza assoluta degli iscritti tra i lavoratori di questo settore) 

Rinnovato il contratto nazionale dei bancari. Proviamo a illustrare, per grandi linee, cosa prevede, grazie a un comunicato della FABI, l’organizzazione sindacale più rappresentativa di questa categoria di lavoratori.

Ecco in sintesi le novità del nuovo contratto siglato il 19 Dicembre scorso tra le Organizzazioni Sindacali FABI, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil, Unisin e l’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana. La scadenza è prevista il 31 Dicembre 2022.

• AREA CONTRATTUALE: viene mantenuto l’attuale assetto che, fino ad oggi, ha garantito l’intera categoria e viene rafforzato il riconoscimento delle lavorazioni di NPL e UTP come attività che, in caso di cessione, continueranno mantenere il CCNL ABI tempo per tempo vigente.

• TRATTAMENTO ECONOMICO: aumento di € 190,00 per la figura media (3^AP 4^L) in tre tranche:

o 1/1/2020 – € 80,00;

o 1/1/2021 – € 70,00;

o 1/12/2022 – € 40,00

• LIVELLO DI INSERIMENTO: eliminazione.

• REINTEGRA: dichiarazione delle Parti che auspicano un intervento legislativo per il superamento, a tutela di lavoratrici/tori, della normativa in tema di licenziamento illegittimo.

• CABINA DI REGIA: è istituito un Comitato Nazionale Bilaterale paritetico sull’impatto delle nuove tecnologie e della digitalizzazione con funzioni di cabina di regia che si occuperà di monitoraggio e analisi del cambiamento conseguente alle nuove tecnologie e di elaborazione di soluzioni condivise tra le Parti nazionali: tra queste soluzioni rientrano anche quelle relative agli inquadramenti delle nuove figure professionali legate alle innovazioni tecnologiche.

• INQUADRAMENTI: fermo restando l’avvio del cantiere di lavoro in materia di inquadramenti che dovrà terminare i propri lavori entro 12 mesi dalla data di stipulazione del contratto, i livelli della 1^ e 2^ A.P. vengono accorpati in un livello unico con garanzia di salvaguardia dei livelli salariali.

• FOC: per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno viene aumentata l’erogazione a €3.500 annui per ciascun lavoratore.

• PART TIME: rafforzamento dei diritti e delle priorità per lavoratrici/tori in part-time.

• APPALTI: rafforzata informativa.

• LAVORO AGILE: nuova norma nel CCNL in tema di: Definizione, Costituzione e Modalità di svolgimento del rapporto; Diritti e Doveri; Salute e Sicurezza, Privacy; Formazione; Informativa e Diritti sindacali.

• TUTELE E PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI: rafforzamento delle norme; anticipo di tutte le spese legali; allungamento dei termini di risposta alle contestazioni a 7 giorni lavorativi; possibilità di accesso agli atti con interruzione del suddetto termine.

• APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE: riconoscimento del livello retributivo al cui conseguimento è finalizzato il contratto di assunzione dopo 18 mesi.

• PERMESSI: nuove previsioni in tema di comporto, maternità/paternità e gravi patologie.

• INCLUSIONE: istituzione della Commissione Politiche per l’inclusione.

• UNIONI CIVILI: recepimento in CCNL delle disposizioni di Legge.

• BANCA DEL TEMPO: nuovo articolato per la fruizione di permessi supplementari per gravi e accertate situazioni personali e/o familiari.

• FORMAZIONE: coniugata la formazione flessibile con i principi di efficacia e di effettività.

• TRASFERIMENTI: fermo restando il limite chilometrico, vengono innalzati i limiti di età.

• SVILUPPO PROFESSIONALE DI CARRIERA: ai fini dei percorsi professionali vengono riconosciuti nella misura del 50% le assenze

cumulate tra congedi parentali e di maternità (comunque riconosciuti fino ad un massimo di 5 mesi).

• VALUTAZIONE PROFESSIONALE: il mancato raggiungimento degli obiettivi quantitativi commerciali non determina una valutazione negativa e non costituisce inadempimento del dovere di collaborazione.

• DISCONNESSIONE: nuova norma che tutela la libertà di disconnessione fuori dall’orario di lavoro.

• SALUTE E SICUREZZA: avvio dei lavori della Commissione nazionale entro il 30 aprile 2020.

• RECEPIMENTO NEL CCNL: Accordo Politiche commerciali 8/2/2017; Accordo Congedi a disposizione delle vittime di violenza di genere

8/3/2017; Dichiarazione congiunta Molestie e Violenze di genere sui luoghi di lavoro 12/2/2019.

“Per le organizzazioni sindacali – si legge nel comunicato – l’ipotesi di accordo raggiunta è positiva perché coglie quanto richiesto in Piattaforma su Diritti, Tutele e Salario. Le intese, infatti, prevedono un forte riconoscimento salariale, un rilancio della dignità del lavoro e di lavoratrici/tori nel riconoscimento di nuovi diritti e rafforzate tutele, nuovi spazi di negoziazione per gestire l’innovazione tecnologica; è un grande risultato dopo un decennio di sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori del settore che hanno, in prima persona, retto l’impatto di una crisi senza precedenti che ha coinvolto l’intero sistema produttivo del Paese. E’ con questa convinzione e questi risultati che affronteremo a partire dal 20 gennaio 2020 le Assemblee per dare voce a lavoratrici e lavoratori sulle intese raggiunte”.

Per la cronaca, la FABI, la Federazione Autonoma Bancari Italiani, è stata costituita a Milano il 19 dicembre 1948 per iniziativa di tanti sindacati autonomi bancari che erano nati spontaneamente nelle varie città d’Italia.

La motivazione forte è stata “quella di voler dare alla categoria un contratto nazionale di lavoro che, per le divisioni all’interno della Fidac/Cgil dell’epoca, non si riusciva ad approvare”, leggiamo sempre nel comunicato della FABI. Che prosegue:

“La FABI, forte delle adesioni ottenute in tutt’Italia, il 19 dicembre del 1949 sottoscriveva con l’Associazione Sindacale fra le Aziende di Credito (Assicredito) il primo contratto di lavoro dei bancari. A distanza di settant’anni un altro contratto di lavoro si è concluso e di ciò non c’è nessun mistero se in tanti riconoscono un merito speciale al Leader della maggiore sigla del settore, Lando Maria Sileoni“.

Già, Carmelo Raffa Coordinatore della FABI Sicilia, il 5 dicembre 2013 presso l’hotel di piazza Borsa di Palermo, in occasione del Congresso provinciale di Palermo aveva pronunciato queste parole:

“Lando Sileoni si è fatto apprezzare anche dalle altre organizzazioni sindacali e temere e rispettare dalle controparti che si trovano davanti una persona competente, tenace, determinata ed in grado di ricercare e trovare soluzioni adeguate alle problematiche, sempreché i rappresentanti delle banche siano disponibili ad un vero confronto e non facciano orecchie da mercante, fingendo di non capire la proposta del sindacato per la costituzione di una cabina di regia, formata da persone competenti e super partes, allo scopo di progettare un nuovo modello di banca”.

E il commento sul sito della FABI è stato:

“Un tempo i regnanti spagnoli mandavano a Palermo i Vicerè. La FABI in Sicilia ha un suo Vicerè ed è proprio Carmelo Raffa, che riconosce a Lando Maria Sileoni il merito di aver dato al sindacato una guida autorevole e stabile”.

Quanto espresso 6 anni fa da Carmelo Raffa trova riscontro con quanto dichiarato dal Capo delle relazioni sindacali (Casl) di ABI, Salvatore Poloni a Milano Finanza:

“La FABI di Lando Maria Sileoni che è il primo sindacato di categoria ha svolto un ruolo in questa trattativa che va riconosciuto”

Positivo il commento degli esponenti di tutte le organizzazioni sindacali. Il nuovo contratto, infatti, prevede un giusto riconoscimento salariale, un rilancio della dignità del lavoro e di lavoratrici/tori nel riconoscimento di nuovi diritti, rafforza le tutele, crea nuovi spazi di negoziazione per gestire l’innovazione tecnologica.

“E’ un grande risultato – leggiamo sempre nel comunicato della FABI – dopo un decennio di sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori del settore che hanno, in prima persona, retto l’impatto di una crisi senza precedenti che ha coinvolto l’intero sistema produttivo del Paese. E’ con questa convinzione e questi risultati che affronteremo a partire dal 20 gennaio 2020 le Assemblee per dare voce a lavoratrici e lavoratori sulle intese raggiunte.

Il leader storico della FABI siciliana, il già citato Carmelo Raffa, si dice più che soddisfatto dei risultati contrattuali ottenuti:

“Sulla contrattazione si delinea un consenso positivo da parte della categoria, se è vero che abbiamo ottenuto quasi tutte le richieste relative alla parte economica: 190 euro su 200 euro richiesti e salvaguardia e passi in avanti sulla parte normativa. Un particolare capitolo riguarda le pressioni commerciali. Da oggi in avanti ci sarà più trasparenza nella vendita dei prodotti finanziari ai clienti e incontri ad hoc tra sindacati e aziende per evitare di mettere sul mercato prodotti ‘tossici’ e ciò a salvaguardia della clientela e degli stessi lavoratori. Speriamo che mai più si introducano sul mercato prodotti spazzatura”.

Raffa si dice, però, preoccupato del piano industriale presentato da UniCredit, che prevede 8000 esuberi e 500 filiali da chiudere e denuncia che, nonostante la protesta generale che ha coinvolto l’ANCI Sicilia e il Parlamento siciliano.

“L’Assemblea regionale siciliana – ricorda sempre Raffa – ha approvato due mozioni a proposito del Signor Mustier (Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di UniCredit ndr), che si accingerebbe a chiudere decine e decine di sportelli nell’Isola: cosa, questa, che favorirebbe la desertificazione dei territori”.

Chiudiamo la nostra disamina con una breve analisi sui rapporti di forza all’interno dei sindacati bancari della Sicilia.

Carmelo Raffa, nel 2013, affermava:

“Il buon lavoro svolto dalla FABI di Palermo è attestato dai risultati raggiunti: nel 1977 gli iscritti alla FABI del capoluogo siciliano erano meno di 300 e in Sicilia circa 1.200. In questo momento, anche se nell’Isola sono stati falcidiati circa 12 mila posti di lavoro, nel settore la FABI resta il sindacato di riferimento con oltre 1.500 iscritti a Palermo e oltre 6.500 associati in Sicilia”.

Negli ultimi mesi sono state registrate nuove adesioni alla FABI da parte di dirigenti sindacali di alto spessore nelle varie realtà bancarie della Sicilia. Ad occhio e croce, nonostante i tanti esodi e i pensionamenti, l’organizzazione sindacale capeggiata da Lando Maria Sileoni dovrebbe avere raggiunto in Sicilia la maggioranza assoluta degli iscritti in questo settore. Al secondo posto c’è la Uilca/Uil, seguita da Fisac/Cgil e subito dopo First/Cisl e Unisin.

Foto di prima pagina tratta da First Cisl

 

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