Fino ad oggi il Comune di Palermo non ha fatto nulla per affrontare il problema – molto serio – dei Tir che invadono e inquinano la città. Da qui una proposta al vice Ministro delle Infrastrutture, il siciliano Giancarlo Cancelleri. Valorizzando i porti di Termini Imerese e Trapani
di Antonino Privitera
Egregio vice Ministro Giancarlo Cancelleri,
ho avuto modo di apprezzare la sua caparbietà già da quando ha debuttato sulla scena politica siciliana. Adesso, col solito spirito, si è offerto per impegnarsi nell’ardua impresa di tentare di fare coprire il gap infrastrutturale del Meridione, specie della Sicilia, e di questo doverosamente apprezzo le intenzioni.
Mi chiedo però se bastano le intenzioni e il suo impegno per raggiungere o quantomeno creare le premesse affinché il Sud e la nostra Sicilia non rimanga sempre la solita Cenerentola.
Lei da siciliano sa bene quanto siamo stanchi di venire additati per: mafia, trascuratezza, malcostume, ladrocinii, truffaldinerie e soprattutto incapacità!
Il settore per cui si è proposto è rischioso per la sua immagine pubblica e capace di renderlo martire o eroe; degno di lode o semplicemente un inetto. Lei sa che da noi, anche se dobbiamo scontare i comportamenti fatalistici, non ci sono vie di mezzo: il nero è nero ed il bianco è bianco, anche se tra questi colori c’è il grigio… che da noi troppo spesso torna utile da utilizzare in quanto bastano delle sfumature per rendere tutto intellegibile e visibile o non percepibile e invisibile.
Anche il nostro grande scrittore Andrea Camilleri nel suo “Il tailleur grigio” scelse questa tinta cromatica… ma lui è un maestro e può fare riferimento a quello che molti definiscono un non colore, noi no!
Personalmente non voglio nemmeno pensare che lei sarebbe contento di relegarsi in un ambito che del grigio ne ha fatto un epopea.
Vice Ministro, in relazione all’impegno mostrato nella ricerca del ruolo da ricoprire nel Governo nazionale mi sento in dovere di porre alla sua attenzione delle riflessioni sulla problematica che rientra nelle sue competenze e in luoghi che lei già ben conosce a causa di interessi oscuri, insipienza e mancanza di progettualità.
Voglio evidenziarle la difficoltà connessa con la circolazione di mezzi pesanti nella città di Palermo. Lei – grazie alla lunga frequentazione di Palermo – dovrebbe già conoscere le scelte delle amministrazioni cittadine che si sono succedute e che – piuttosto che alleviare le risultanti del “sacco” cianciminiano – hanno reso sempre più problematica la fruizione del centro urbano.
Da decenni all’esistenza e perseveranza del traffico di TIR da e per il porto hanno dato vita ai più fantasiosi elucubrazioni mentali di soloni dell’urbanistica, ma nulla di fattibile e concreto viene prospettato. Nel passato fu proposta una cosiddetta circonvallazione interna; una via preferenziale con uno svincolo nell’area industriale di Brancaccio (ancora in costruzione da quaranta anni); poi un tunnel per collegare il porto con il fantasioso svincolo di via Belgio; di recente è emerso un tunnel sottomarino per collegare il porto con l’area Sud della città…
Vice Ministro, per sminuire un argomento un tempi si diceva:
“Sunnu tutti chiacchiri e tabbaccheri di lignu”… di chiacchiere se ne sono sentite anche troppe e le tabacchiere di legno oramai non sono più in uso, oltretutto il fumo fa male!
L’argomento che voglio sottomettere alla sua attenzione è la insostenibile pressione del traffico pesante che grava sulla Città ed in particolare nelle vie che collegano il porto (Viale Regione siciliana, Viale De Gasperi, del Fante, Sampolo, Notarbartolo, Crispi, Foro Italico, via Lincoln, Messina Marina, dei Mille, Bonriposo, ecc).
In poche parole, bisognerebbe soltanto analizzare il problema esistente e risolverlo e non, come troppo spesso accade, creare o mantenere il problema per poi cercare la soluzione, magari la più onerosa. Una cosa è certa: la viabilità urbana deve essere affrancata dai TIR che la attraversano giornalmente, in tutte le ore, in lungo e largo e sostano per le vie in occasione dell’imbarco e lo sbarco da e per le varie destinazioni.
Insomma, bisogna avere il coraggio e l’onestà di ammettere, senza se e senza ma che: il porto di Palermo non è idoneo al traffico pesante delle merci, come non lo può essere per la movimentazione di containers, punto!
Certo non possiamo sperare nell’impegno dell’Amministrazione comunale impegnata nel completamento dello sconquasso dell’intero territorio cittadino e distratta dagli appalti milionari del trasporti su ferro, negligente, velleitaria, incapace di prendersi cura dei luoghi e dei propri cittadini.
Vice Ministro, lei può avere una occasione unica ed irripetibile. La sua influenza e competenza sull’Autorità Portuale può essere decisiva per risolvere definitivamente il problema, anche in virtù che Palermo è sede di sistema portuale che comprende Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle.
L’Autorità Portuale conosce bene il potenziale a disposizione, in poche parole:
– ad est c’è il porto di Termini Imerese quasi del tutto inutilizzato;
– ad ovest c’è Trapani, sicuramente in grado di assorbire anche la richiesta di trasporto merci.
Certo, provvedimenti così decisivi cambierebbero gli attuali equilibri trasportistici, ma non si è sempre parlato di sfruttare il potenziale delle “autostrade del mare”?
Le risultanti non produrrebbero più benefici delle paventate e strumentali obiezioni che certamente sorgerebbero? Sicuramente verrebbero evidenziate e lamentate:
– le perdite di presenze di navi RoRo nel porto di Palermo (ciò avverrebbe solo per il trasporto pesante, ma certamente rimane per il trasporto passeggeri e con auto al seguito e soprattutto crocieristico);
– il decremento occupazionale del personale portuale (assorbibile dall’incremento nel porto di Termini Imerese).
Di contro, cosa avverrebbe semplicemente?
1. I trasportatori non sarebbero costretti a giungere a Palermo, che notoriamente non è una città produttiva e le cui aree di stoccaggio sono fuori dal centro urbano;
2. la Città non sarebbe più invasa con regolarità dal transito di TIR, ovviamente, utilizzati per il trasporto di carichi pesanti, ingombranti e perché no, con merci pericolose a bordo;
3. si ridurrebbe l’inquinamento prodotto direttamente dai mezzi pesanti e dagli ingorghi derivati dalla conseguente perenne congestione.
Anche quello prodotto dalle navi in sosta nel porto di Palermo sarebbe drasticamente ridotto poiché i collegamenti con i porti del Continente verrebbero delocalizzati e suddivisi, come detto, con Trapani e Termini Imerese.
Vice Ministro Cancelleri, siamo seri. Se si volesse realmente risolvere il problema non pensa che le attuali potenzialità e disponibilità sarebbero idonee a risolverlo con l’impiego di ragionevoli risorse ed in tempi umani? Ovvero, che ciò è fattibile in pochissimo tempo… detto tra di noi: “’nta un vidiri e svidiri”!
Rimango a sua disposizione e mi riservo di sottoporle ulteriori riflessioni “infrastutturali”…
Foto tratta da Stretto Web
AVVISO AI NOSTRI LETTORI
Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni il sito d'informazione InuoviVespri.it interessante, se vuoi puoi anche sostenerlo con una donazione. I InuoviVespri.it è un sito d'informazione indipendente che risponde soltato ai giornalisti che lo gestiscono. La nostra unica forza sta nei lettori che ci seguono e, possibilmente, che ci sostengono con il loro libero contributo.-La redazione
Effettua una donazione con paypal