Autonomia differenziata: la Sicilia di Nello Musumeci pronta per andare a Roma a implorare clemenza…/ MATTINALE 462

Autonomia differenziata: la Sicilia di Nello Musumeci pronta per andare a Roma a implorare clemenza…/ MATTINALE 462
1 dicembre 2019

… e pronta a ricevere, in pompa magna, martedì prossimo, a Palermo, nei saloni di Palazzo d’Orleans, sede del Governo della Sicilia, il Ministro degli Affari regionali, il meridionale pugliese Francesco Boccia, l’uomo del PD che sta affossando le Regioni del Sud… Eh sì, un lottatore indomito pronto per la pugna, il nostro Musumeci!

“Martedì 3 dicembre il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, riceverà a Palazzo Orleans il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia. A seguire, il rappresentante dell’esecutivo nazionale parteciperà a una riunione della giunta”.

Questo stringato comunicato stampa, diramato ieri da Palazzo d’Orleans, sede del Governo della Sicilia, la dice lunga su come i politici della Regione che in Italia è ultima in tutto (ovviamente anche in politica: e si vede!) stanno affrontando la questione dell’Autonomia differenziata.

Lontani mille miglia da un sentire comune con le altre Regioni meridionali bistrattate da Roma, gli attuali governanti siciliani pensano di affrontare una questione cruciale – l’Autonomia differenziata – andando da soli, trattando direttamente con un Governo nazionale che fino ad oggi ha calpestato il Sud, ricevendo addirittura il Ministro degli Affari regionali, il meridionale-pugliese, Francesco Boccia, organizzando con questo personaggio una conferenza stampa e facendolo partecipare a una riunione della Giunta regionale!

Questa è Sicilia di oggi: questo è il Governo che esprime: e non c’è nulla da fare. Una “monade senza finestre” tra le altre “monadi senza finestre” rappresentate dalle altre Regioni del Sud. Ognuna rigorosamente per sé, pronte per affondare in fiera solitudine…

Sulla pagina Facebook Terroni di Pino Aprile leggiamo un intervento di Marco Esposito, l’autore di Zero al Sud. Si racconta di come, in queste ore, ancora una volta un Centro Nord compatto, nella ripartizione dei fondi dello Stato, sta avendo la meglio in una difficile partita dove le Regioni si sono presentate, ancora una volta, in ordine sparso.

Scrive Marco Esposito:

“La legge quadro di Boccia consente la partenza dell’autonomia differenziata – con la consegna alle Regioni che lo richiedono di funzioni e risorse – anche prima che siano definiti i Livelli essenziali delle prestazioni. Inoltre la formula prevista per la legge quadro – informativa di Boccia in Consiglio dei ministri lunedì, poi confronto di maggioranza mercoledì, quindi cammino parallelo alla legge di bilancio – lascia pochi spazi agli interventi del Parlamento, tema sottolineato ieri sia dai Cinquestelle sia da Italia Viva”.

A questo punto Marco Esposito ricorda le parole del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, per il quale bisogna definire solo l’ultimo ‘dettaglio’: “I schei”, che in lingua veneta sono i soldi.

“Questione di schei, dice Zaia. E ha ragione. Perché ogni volta che c’è da discutere di soldi si crea un fronte trasversale dei territori ricchi cui si contrappone un Mezzogiorno incredibilmente fragile e quindi perdente”.

L’autore di Zero al Sud, numeri alla mano, descrive come, anche per quest’anno, sugli asili nido, in barba alle promesse del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i Comuni del Centro Nord si prenderanno buona parte dei soldi che dovrebbero andare agli asili nido del Sud.

Tutto questo avverrà ‘naturalmente’, perché – di fatto è così, anche se nessuno lo vuole dire con parole crude, perché si tratterebbe di vero e proprio razzismo: ma razzismo vero, sostanziato dai ‘numeri’ – i bimbi delle famiglie del Centro Nord Italia valgono di più dei bimbi nati nel Sud.

“Ma com’è possibile – scrive sempre Marco Esposito – che il Sud abbia ceduto anche quest’anno? Per l’assoluta incapacità di fare squadra. La Campania, va detto, stavolta ha condotto fino in fondo la sua battaglia con l’assessore Lucia Fortini. Ma è rimasta isolata né ha saputo coinvolgere le altre Regioni. Nelle riunioni tecniche del 25 novembre, che si sono tenute alle ore 10 e alle 12 presso il Ministero degli Affari regionali, in base a ricostruzioni attendibili la maggioranza delle Regioni meridionali era assente o silente. La Sicilia si è collegata solo in audio per un minuto con una dichiarazione di circostanza”.

Ecco a voi il vero volto del Governo siciliano di Nello Musumeci rispetto a un tema cruciale: l’Autonomia differenziata che comincerà a togliere alle Regioni del Sud 62 miliardi di euro all’anno. Rispetto a un tema così importante, la Sicilia di Nello Musumeci “si è collegata solo in audio per un minuto con una dichiarazione di circostanza”.

In compenso, martedì prossimo il presidente Musumeci e i suoi assessori riceveranno in pompa magna a Palermo il Ministro PD Boccia, nei saloni di Palazzo d’Orleans, ovvero il responsabile politico di un’Autonomia differenziata che verrà approvata con legge ordinaria, anzi, per essere precisi, con un emendamento alla legge di stabilità nazionale (leggere Bilancio e legge Finanziaria 2020), la legge che ogni anno viene approvata senza dibattito, a colpi di voti di fiducia!

Pensate un po’: con l’Autonomia differenziata senza Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) alle Regioni del Sud verranno ridotti i servizi sanitari pubblici, la scuola pubblica, in quanto de-finanziata, dovrà per forza di cose essere regionalizzata, ci saranno tagli anche in altri servizi e tutto questo verrà fatto con legge ordinaria: ma non con una legge ordinaria che non avrà nemmeno la dignità di legge a se stante: sarà soltanto un emendamento scritto dal Governo che il Parlamento dovrà approvare a scatola chiusa, come ai tempi di Mussolini…

E poi dicono che il fascismo non c’è più…

Detto questo, siamo quasi obbligati a un parallellismo.

Ieri abbiamo ricordato l’ex presidente della Regione siciliana, Rino Nicolosi. Oggi commentiamo, non senza amarezza, le ultime ‘gesta’ dell’attuale presidente della Regione, Nello Musumeci. Sono tempi diversi, certo. Però dobbiamo ammettere che Nicolosi era completamente fuori dalla Sicilia di Federico De Roberto e di Giovanni Verga, mentre Nello Musumeci tra I Vicerè e i “vinti” dell’autore de I Malavoglia ci sguazza!

P.s.

In tutto questo chiediamo: rispetto a questa nuova infamia ai danni del Sud qual è la posizione del Movimento 5 Stelle? qual è la posizione di Renzi e la sua banda, qual è la posizione di Liberi e Uguali? Tutti d’accordo per fregare il Sud?

Foto tratta da Il Gazzettino di Sicilia

 

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