Per salvare l’Emilia il PD ha consegnato il Sud alla Lega. Ma il MES non salverà il PD/ MATTINALE 461

Per salvare l’Emilia il PD ha consegnato il Sud alla Lega. Ma il MES non salverà il PD/ MATTINALE 461
30 novembre 2019

L’accordo siglato ieri nella riunione della commissione Stato-Regioni potrà valere per fregare il Sud, ma non salverà il PD dal dibattito sul MES. Giunti a questo punto la Lega di Salvini non accetterà mai di incassare l’Autonomia differenziata in cambio del sì al Meccanismo Europeo di Stabilità. Il Sud ha già perso, ma per il PD che ha consegnato il Sud alla Lega i ‘bordelli’ sono appena iniziati 

Mettiamola così: per il Partito Democratico, per dirla con Franco Battiato, l’Emilia Romagna è il “Centro di gravità permanente”: perdere il controllo di questa Regione, per Zingaretti e compagni, significa precipitare nel vuoto. E allora, pur di non precipitare nel vuoto, i signori del PD hanno deciso – perché di questo alla fine si tratta – di ‘vendere’ le Regioni del Sud Italia al leghismo per cercare di non far vincere la Lega di Matteo Salvini alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna.

La cosa incredibile è che nell’accordo andato in scena ieri nella commissione Stato-Regioni c’è – anche in questo caso di fatto – il sì dei rappresentanti delle Regioni meridionali. Potrebbe sembrare un gioco delle parti, in realtà è un gioco molto, ma molto pericoloso che mette insieme – e non comprendiamo perché nessuno lo faccia notare – tre elementi: l’Autonomia differenziata, la legge di stabilità 2020 (leggere Bilancio e Finanziaria dello Stato o, se preferite, manovra economica e finanziaria 2020) e la riforma del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità.

Da quello che abbiamo capito il gioco messo in piedi dal PD sulla pelle del Sud e, in generale, sulla pelle di tutti gli italiani è il seguente: qui egregi leghisti c’è l’Autonomia differenziata come la volete voi, senza assicurare ai ‘cafoni’ del Sud i Lep (Livelli essenziali delle prestazioni, su sanità, scuola, autostrade e infrastrutture in generale); ma questa Autonomia differenziata noi la trasformiamo in un emendamento alla manovra economica e finanziaria 2020 che voi, egregi leghisti non dovrete ostacolare; nel ‘pacchetto’ c’è anche la riforma del MES che ci chiede la Germania: un ‘regalo’ di 45 miliardi di euro alle banche tedesche.

Una ‘bella operazione’, quella messa in piedi dal PD. La Lega di Salvini incasserebbe l’Autonomia differenziata senza Lep, sulle pelle dei 20 milioni di cittadini del Sud ai quali verrebbero sottratti, ogni anno, circa 62 miliardi di euro (che per il Sud significherebbe peggioramento della sanità pubblica, scuola pubblica di fatto ‘regionalizzata’, meno infrastrutture); in cambio, però, i leghisti e, in generale, il centrodestra, non dovrebbero creare problemi con la manovra economica e finanziarie 2020 e, soprattutto, dovrebbero abbassare i toni sulla riforma del MES che dovrà essere approvata dal Parlamento, perché così vogliono i ‘padroni’ dell’Unione europea, ovvero i tedeschi.

Alla fine il conto lo pagherebbero due volte i 20 milioni di cittadini del Sud, ai quali verrebbero tolti oltre 60 miliardi di euro all’anno più, in quota parte, i 45 miliardi di euro da regalare al MES per salvare le banche tedesche.

Accetterà la Lega questo accordo? Ci sembra molto difficile. A nostro avviso Salvini e compagni si prenderanno l’Autonomia differenziata senza Lep sulla pelle del Sud, non scateneranno baraonde a Montecitorio e a Palazzo Madama per la manovra economica e finanziaria 2020 (anche perché, come già accennato, l’Autonomia differenziata senza Lep sulla pelle del Sud verrà trasformata in un emendamento alla stessa legge di stabilità 20209, ma dubitiamo che i leghisti ‘ingoieranno’ la riforma del MES.

Perché? Perché nella riforma del MES non c’è soltanto il ‘regalo’ di 45 miliardi di euro alle banche tedesche (ovviamente tutto sul debito pubblico italiano che aumenterebbe per un ammontare pari a tale cifra!): c‘è anche la ‘ristrutturazione’ dello stesso debito pubblico dei Paesi ad alto debito pubblico (cioè dell’Italia, ma anche della Francia, che ha un debito pubblico pari, se non lievemente maggiore di quello italiano: cosa che viene tenuta quasi nascosta per non irritare troppo i Gilet Gialli…). Dove per ristrutturazione del debito pubblico significa l’attacco, preciso, dell’Unione europea al risparmio degli italiani: non soltanto ai titoli di Stato, ma anche ai fondi comuni d’investimento e, in generale, ad ogni forma di risparmio.

Per chi ancora non l’avesse capito, la riforma del MES non è altro che la riproposizione del Fiscal Compact, ma con un elemento in più: gli strumenti operativi per applicarlo!

Su questo punto – la ‘ristrutturazione’ del debito pubblico prevista dal MES – torneremo in un successivo articolo. Per ora ci limitiamo a segnalare che il papocchio andato in scena ieri in Conferenza Stato-Regioni presenta un ‘buco’: il MES, per l’appunto.

Ci sembra molto difficile che Salvini e compagni lo lascino passare. Ufficialmente le riserve del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, riguardano il federalismo fiscale. Nei fatti i leghisti si stanno preparando a parare il colpo sul MES.

Perché un conto è togliere oltre 60 miliardi di euro all’anno alle Regioni del Sud per darli al Nord: e su questo la Lega, ovviamente, ci sta; ma altra e ben diversa cosa è consegnare consegnare la testa di tutti gli italiani (leggere i risparmi degli italiani) all’Unione europea, utilizzando il risparmio degli italiani per pagare le ‘famigerate’ rate del Fiscal Compact: 50 miliardi di euro all’anno per 20 anni per eliminare il debito pubblico!

Su altri giornali leggerete che i Lep verranno approvati tra un anno. Noi, ovviamente, non ci crediamo: una volta che le Regioni del Centro Nord si terranno il proprio ‘residuo fiscale’ non lo molleranno più! Chi pensa il contrario è un ingenuo.

Dopo un anno, al limite, si comincerà a discutere su come assicurare i Lep alle Regioni del Sud. Ma sarà lo stesso Stato a riconoscere che i soldi per il Sud andranno trovati da un’altra parte, non certo togliendoli alle Regioni del Centro Nord che si tengono tutte le imposte e tutte le tasse pagate dagli abitanti delle medesime Regioni.

Per chi ancora non l’avesse capito, il Sud è già fregato.

Ultima domanda: cosa ci guadagna il PD da questo papocchio? L’illusione di poter vincere le elezioni regionali in Emilia Romagna. In questo momento i candidati del PD stanno dicendo agli elettori emiliani e romagnoli: avete visto? vi abbiamo dato l’Autonomia differenziata che vi ha promesso la Lega. Quindi anche noi del PD siamo diventati come i leghisti. Non avete più motivo di votare Lega: rivotate noi!

Riuscirà il PD ‘leghizzato’ a salvare la Regione Emilia Romagna? Non lo sappiamo e, sinceramente, non ce ne può fregare di meno!

Foto tratta da Gente d’Italia 

 

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