Lo scivolone del presidente dell’Ars sui pompieri: Cimabue in confronto a Miccichè le indovinava tutte!

Lo scivolone del presidente dell’Ars sui pompieri: Cimabue in confronto a Miccichè le indovinava tutte!
28 novembre 2019

L’attuale presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, va oltre l’immaginazione. Mentre i vigili del fuoco scendono in piazza, perché pur svolgendo un lavoro molto pericoloso e meritorio hanno stipendi e pensioni basse, Miccichè, in Aula, ripreso dalle telecamere, in occasione del dibattito sui vitalizi, dice che un suo zio pompiere ha una pensione da 6 mila euro! I vigili del fuoco: “Per noi l’ennesimo affronto”   

Ma quante ne combina Gianfranco Miccichè, il presidente del Parlamento siciliano diventato tale grazie al PD di Antonello Cracolici e compagni? Pur di non tagliare – per come prevede la legge nazionale – i vitalizi agli ex parlamentari di Sala d’Ercole (e a se stesso, perché questa dovrebbe essere la sua ultima avventura da parlamentare), Miccichè ha tirato in ballo anche i pompieri in pensione:

“Noi siamo lontani dai cittadini, può essere vero – ha detto Miccichè durante il dibattito a Palazzo Reale, ripreso dalle telecamere di Sicilia Uno – e che quindi dovremmo adeguarci almeno pari agli altri cittadini, onorevole Pasqua, io ci ho uno zio che è pompiere e ci ha in questo momento lorde 6 mila euro di pensione. Le prende tutte, non gli stiamo tagliando niente. Se noi dobbiamo essere pari agli altri cittadini forse bisognerebbe tagliarli a tutti”.

Ora, a parte il fatto che i vigili del fuoco fanno un mestiere rischiosissimo, a nessuno risulta che le pensioni di questi meritevoli lavoratori siano così elevate.

Commenta Pino Apprendi, già parlamentare regionale, figura storica della sinistra post comunista di Palermo, che nella vita faceva il vigile del fuoco:

“Finalmente si è posto fine a questa infinita storia della riduzione dei vitalizi. Ho aspettato in religioso silenzio che l’Ars votasse il provvedimento, perché direttamente interessato, percependo io stesso il vitalizio di poco più di 2000 euro nette dopo 11 anni di attività parlamentare. Caro Presidente Miccichè, non so chi sia questo tuo parente pompiere che percepisce 6000 euro di pensione e che ruolo abbia rivestito all’interno del Corpo. Il sottoscritto ha prestato servizio nel Corpo Nazionale sin dal 1969 ed è stato collocato in pensione, a richiesta, nel 2007 più 3 anni di contributi per altre attività lavorative e percepisco poco più di 1500 euro di pensione. Presidente, te la potevi risparmiare questa battuta infelice, peggio di così non si poteva concludere”.

Su Blog Sicilia leggiamo altre reazioni: come quella di Giovanni Saccone, ex sindacalista della CISL, pompiere palermitano in pensione:

“Non può essere. Non credo che abbia potuto dire una cosa così assurda. In questi mesi i pompieri sono scesi in piazza per essere equiparati alle forze di polizia e un’alta istituzione siciliana ci prende in giro. In media prendiamo da 1500 a 1800 euro se va bene. Ma come si fa a dire una cosa del genere. E’ un affronto ai tanti miei ex colleghi che vengono omaggiati e glorificati quando ci sono le tragedie e poi dimenticati quanto chiedono i diritti. Il presidente Miccichè ha fatto l’ennesimo affronto ad una categoria che ha preso dallo Stato sempre porte in faccia. Vergogna”.

“Per quanto riguarda i vigili del fuoco operativi – precisa Benedetto Chiavello segretario provinciale del Conapo – la pensione si aggira tra i 1500 e i 1800 euro al mese e più si va verso il sistema contributivo più la pensione diminuirà. La frase del presidente Miccichè è infelice ed è uno schiaffo a tutti i pompieri impegnati in queste settimane per avere riconosciuto i nostri diritti calpestati in questi anni. Abbiamo organizzato una protesta a Roma per avere riconosciuto quanto più volte promesso dallo Stato. Adesso riceviamo l’ennesimo affronto”.

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