L’odissea di un siciliano che va in treno verso il Continente… e le opere incompiute di Palermo

L’odissea di un siciliano che va in treno verso il Continente… e le opere incompiute di Palermo
21 novembre 2019

Se nel Nord c’è l’Alta velocità ferroviaria, in Sicilia prendere un treno per il Continente significa prepararsi ad ogni tipo di evento, dalle navi nello Stretto di Messina ferme alle avarie dello stesso treno, fino alle mancate coincidenze. In compenso avete la possibilità di dormire in hotel. L’immane spreco dell’Anello ferroviario di Palermo spiegato da un ex consigliere comunale degli anni ’90

di Antonino Privitera

Per colpa di chi chi chi chi chichichirichi

Stamattina mi sono svegliato canticchiando il ritornello di una orecchiabilissima canzone cantata da Zucchero Fornaciari, ma dopo avere martellato meccanicamente le orecchie per alcuni minuti, mi sono improvvisamente fermato alle prime parole: per colpa di chi…
E’ stato sufficiente qualche attimo per riportarmi alla realtà: recessione, crisi, ILVA, sperpero, truffe, disperazione, imbrogli, GUERRE, immigrazione…

Non potendo entrare nel merito di problematiche al di sopra della mia portata, il mio pensiero mi ha portato a fatti e circostanze locali che ho visto in rete con martellante insistenza anche in questi giorni.

Le difficoltà del campo dei trasporti in Sicilia e mi sono balzati in mente subito:

l’odissea che mi ha raccontato un viaggiatore della Sicilia che, diretto in Continente, si è trovato appiedato a Messina (dove il ferry boat non imbarca più i treni…) perché il traghetto è andato in avaria (!) e non ha potuto continuare il viaggio e quando lo ha potuto fare…dopo qualche ora – in una galleria in Calabria – anche il treno ha subìto un’avaria ed è rimasto fermo per molto tempo… quando finalmente è giunto a Roma per l’ennesima coincidenza (mancata anch’essa) è stato ospitato in un albergo… per proseguite il giorno successivo…

Ci saranno dei motivi perché su una popolazione di 5 milioni di abitanti ci sono solo 37.000 pendolari che utilizzano il treno. Per colpa di chi chi chi chichichiricichi…

AUTOSTRADE A PERDERE – L’impresa giornaliera che devono affrontare gli automobilisti siciliani nei percorsi autostradali. Non elenchiamo le strozzature endemiche e il pilastro incancrenito di Scillato… proprio il 19 Novembre l’autostrada Messina-Palermo ha subìto una interruzione per un giunto di dilatazione saltato su un viadotto nei pressi di Termini Imerese. Interruzione che ha portato al delirio gli utenti.

Per colpa di chi chi chi chichichiricichi…

È superfluo paragonare gli ingressi autostradali di Palermo ad altre città dotate di tangenziali o almeno di tratti finali a tre e più corsie per senso di marcia… Giungere a Palermo da tutte le provenienze è una messa alla prova del sistema nervoso degli automobilisti e una sfida alla buona sorte; come lo è parimenti per chi spera di giungere agevolmente a Messina utilizzando lo svincolo di Boccetta…

Per colpa di chi chi chi chichichiricichi…

Più di una volta mi è capitato di leggere in merito ad incompiute palermitane, non che sia una prerogativa solo di Palermo… (ce ne sono disseminate in tutto il Paese… MOSE insegna !), ma mi ha incuriosito leggere quanto riportato da un sito che si autodefinisce tecnico e competente in materia di mobilità. Non ho elementi per obiettare le competenze che di sicuro ci saranno, ma ho qualcosa da illustrare … giusto per evitare il ritornello della canzone… In merito al completamento dello svincolo autostradale nei pressi del centro commerciale Forum.

LO SVINCOLO DEL FORUM – Lo cronistoria riportata riferisce in modo non del tutto puntuale le vicissitudini subite dall’opera e ritengo che qualche altra notizia può rendere più chiare alcune responsabilità.

Il progetto fu proposto dal Consorzio ASI negli anni ’80 del secolo scorso (poi approvata dalla Giunta Municipale come Variante al PRG dell’area Industriale) e faceva parte di un più ampio sistema che con altre opere avrebbe dovuto costituire “La circonvallazione interna” (realizzata a stralci con tratti non contigui e risolutivi… i cui reflussi negativi sono oggi rilevabili fino a Piazza Brasa -via Ernesto Basile).

Lo svincolo, secondo gli ispiratori, aveva la funzione di scaricare la via Emiro Giafar (già problematica per conformazione, per urbanizzazione e per il peso dell’area ferroviaria di Brancaccio) e, attraverso la via XXVII Maggio, la via Messina Marina: il Foro Umberto I° sarebbe riuscito a smaltire il traffico veicolare da e per il porto.

Nel 1997 – grazie alla mia elezione in Consiglio comunale a Palermo – a conoscenza dei disagi e delle incompiute disseminate nel “Profondo Sud” della città (Palestra, Scuole, Asili, Tribuna di impianto sportivo protesa su un campo di broccoli, interruzioni stradali, strutture abbandonate e vandalizzate) ebbi la velleità di volere “capire” il perché delle condizioni di degrado che dominavano in città e specialmente nei quartieri “oltre l’Oreto”.

Presentai una interrogazione in merito allo svincolo lasciato in asso ed il sindaco del tempo (sempre Lui…) mi fecero sapere che il Comune sconosceva l’esistenza del progetto in quanto di pertinenza al Consorzio ASI.
Ovviamente le cose erano parzialmente così… invero, risultava che il Comune – con la Presenza del Prof. Leoluca Orlando – aveva approvato il progetto, ma effettivamente il finanziamento (oltre 20 miliardi di vecchie lire!) era stato assegnato all’ASI. Poi cercai il progettista dell’opera per avere altre notizie. Il responsabile dello studio tecnico mi accolse con grande cordialità, ma mi esortò a avere pazienza e mi disse testualmente:

“Consigliere, apprezzo il suo impegno, lei ultimerà il suo mandato, ma non vedrà un operaio al lavoro per il completamento dell’opera”.

Era il 1993…

Ma il bello doveva ancora avvenire… come è noto, durante il mandato 1993/1997 il Sindaco del tempo (sempre lui…) affida l’incarico di redigere la Variante Generare al PRG a progettisti di chiara fama. Durante l’esame degli elaborati grafici proposti notai diverse macchie di colore giallo: una di queste era proprio sullo svincolo in oggetto? Rimasi perplesso. Caspita, ma il giallo indica le demolizioni…

Chiesi spiegazioni e cercai di fare ragionare i proponenti di soprassedere perché lo svincolo era già realizzato e mancava solo il completamento delle rampe di collegamento… Niente, furono irremovibili al punto da fare bocciare un mio emendamento presentato in aula per togliere il colore giallo sullo svincolo! La motivazione fu che l’area era al servizio del sistema tranviario… Lo svincolo non c’era più!

Alla votazione finale, in dirittura d’arrivo, ci fu un ripensamento ed i tecnici – resisi conto dello strafalcione – forzando anche il Regolamento, con un triplo salto mortale si convinsero di togliere il colore giallo e fecero votare nuovamente l’emendamento bocciato. L’opera era salva! Mancava solo il completamento delle rampe di collegamento…

Eravamo a fine mandato elettivo… e mi risuonò nelle orecchie ciò che mi disse l’ingegnere progettista:

“Non vedrà un operaio al lavoro per il completamento dell’opera”. Era il 1997…

Per colpa di chi chi chi chichichiricichi…

LO SPRECO DELL’ANELLO FERROVIARIO DI PALERMO – Il ritornello però mi porta a fare mente locale su un’altra opera che rischia di rimanere incompiuta chissà per quanto tempO: la fantomatica chiusura del falso Anello ferroviario…

Chiunque in maggiore età ricorda la tratta ferroviaria che esisteva come trasporto merci e che in occasione del campionato mondiale del 1990 prese forma come linea metropolitana urbana. Il tratto che parzialmente costituisce il falso anello ferroviario che sta distruggendo il centro città.

Orbene l’opera sostanzialmente esisteva già ed era anche funzionante, almeno fino alla fermata Sampolo. Spingendosi oltre, con un semplice e banale spirito di osservazione, era visibile a tutti il proseguimento della linea fino alla Stazione Marittima, ex Centrale Quattroventi (inopinatamente demolita per fare spazio al niente, piuttosto che lasciarla come testimonianza di archeologia industriale…) e quindi nell’area portuale, dove, costeggiando la Via Crispi, giungeva al Varco S. Lucia-Via Amari , in pratica a circa 400 metri da piazza Politeama.

Il tutto era disponibile e attivabile con qualche milione di euro. Troppo semplice! E poi come si fa a chiedere a convincere l’Autorità Portuale di permettere alla città di dotarsi di un trasporto aggiuntivo e complementare su ferro? Perché creare conflitti di interessi? Tanto i soldi sono dello Stato…
Beh, forse e meglio cantare con Zucchero … e non solo il ritornello:

Per colpa di chi chi chi chi chichichirichi
Stanotte voglio stare acceso e dire sempre di sì
Per colpa di chi chi chi chi chichichirichi
I’m a hootchiee cootchiee man, hootchiee cootchiee man yeah
Tieni il tempo, non ho tempo
I wanna dance all night (yeah, that’s right)
Il sentimento, è troppo denso
I wanna dance all night (whoa now)
Per colpa di chi chi chi chi chichichirichi

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