I Comuni pignoreranno i conti correnti in caso di mancato pagamento delle tasse/ MATTINALE 463

I Comuni pignoreranno i conti correnti in caso di mancato pagamento delle tasse/ MATTINALE 463
21 novembre 2019

Il provvedimento sarebbe contenuto nella manovra economica e finanziaria 2020 in discussione alla Camera e al Senato. I più colpiti saranno i poveri e i pensionati che non arrivano alla fine del mese. Che, ovviamente, si trovano in maggioranza al Sud! La contraddizione di un Governo che vuole combattere il contante e poi adotta un provvedimento che farà aumentare le prestazioni lavorative in nero. E meno male che quello del Movimento 5 Stelle è il “Governo del popolo”!     

di Economicus

I Comuni e le Province potranno pignorare i conti correnti dei cittadini non in regola con il pagamento di tasse e imposte comunali.

Di fatto, Comuni e Province potranno riscuotere le imposte locali e le entrate patrimoniali non pagate con le stesse regole dell’Agenzia per la riscossione nazionale. O meglio, non passando più per l’Agenzia delle Entrate (in Sicilia non passando più da Riscossione Sicilia).

La norma sarebbe stata inserita nella legge di stabilità nazionale 2020 (leggere Bilancio e Finanziaria dello Stato 2020) in questi giorni in discussione in Parlamento. Da quello che si è capito – ammesso che sia possibile capire qualcosa in questa fase politica e parlamentare – la norma escluderebbe le multe stradali.

In sostanza, sarà possibile per i Comuni che avranno accesso ai dati dell’Anagrafe tributaria, procedere ad azioni esecutive nei confronti dei cittadini morosi. Si parla, appunto, di pignoramento di parte del conto corrente o, addirittura!, di pignoramento dello stipendio!

A quanto pare, se non dovessero trovare nulla nel conto corrente – cosa che, soprattutto al Sud non è improbabile – i Comuni e le Province potranno procedere bloccando anche l’automobile.

Che dire? La prima considerazione riguarda il Movimento 5 Stelle. Se, infatti, dal PD e dai renziani di Italia Vera non c’è da aspettarsi qualcosa di diverso, si rimane esterrefatti vedere che un provvedimento del genere venga adottato da un Governo dove i grillini sono il partito di maggioranza. 

Ci sono, è vero, i furbi che non pagano tasse e imposte comunali. Ma di solito, chi non paga, non paga perché non ha i soldi per poter pagare. E chi è che non arriva a pagare tasse e imposte comunali in Italia? In maggioranza, i disoccupati e i pensionati con pensioni minime: due categorie che si concentrano nel Mezzogiorno. 

Piano piano si vanno comprendendo i provvedimenti adottati dagli ultimi Governi italiani di questi anni: soprattutto dai Governi nazionali di centrosinistra.

Ricordiamoci l’obbligo del conto corrente per i pensionati. Avendo costretto i pensionati a tenere un conto corrente, ora i vecchietti – anche quelli con 500 euro al mese – o pagheranno la TARI e l’IMU subito, o si vedranno bloccati i conti correnti, con i Comuni che potranno direttamente prelevare i soldi dai loro conti correnti!

Guarda caso, in questi giorni si è scoperto che nel Sud Italia la TARI (la Tassa per l’immondizia) è più elevata rispetto al Centro Nord. Ci sono città del Sud – per esempio Catania – dove la TARI arriva a 500 euro all’anno!

Ciò significherà che i pensionati di Catania a 500-600 euro al mese, quando arriverà la TARI, se non hanno messo da parte i soldi, resteranno per un mese senza pensione!

Ribadiamo: non siamo stupiti che un provvedimento del genere possa essere adottato dal centrosinistra italiano del renzismo, e del Jobs Act. Ma è incredibile che tutto questo stia avvenendo con il Movimento 5 Stelle al Governo dell’Italia!

Del resto, con i grillini al Governo – e con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che passa per grillino – l’Italia sta adottando le modifiche del ‘famigerato’ MES (Meccanismo Europea di Stabilità) nel silenzio quasi generale. Ancora complimenti vivissimi ai grillini!

Pensate un po’: invece di portare nel Sud Italia il lavoro, il Governo del Movimento 5 Stelle – dopo aver fatto il pieno di voti nel Sud – si accingerebbe ad avallare provvedimenti per colpire le fasce più deboli della popolazione.

Tutto questo rientra nella strategia di impoverimento dell’Italia voluto dall’Unione Europea dell’euro. In effetti, dovendo pagare ogni anno, al sistema Europa ‘Unita’, circa 90 miliardi di interessi sul debito (che continua a crescere di anno in anno nonostante l’impoverimento dell’Italia: in quasi un anno si è passati da un debito di 2 mila e 300 miliardi di euro a 2 mila e 400 miliardi di euro).

Pensiamo un attimo alle categorie sociali oggi più fragili del Sud: per esempio gli agricoltori che non riescono più a vendere i propri prodotti. Molti di questi agricoltori sono già indebitati con le banche:ora – se questa norma passerà – verranno anche ‘assaltati’ dai Comuni!

Tutto questo – lo ribadiamo ancora una volta – da un Governo dove il partito di maggioranza avrebbe dovuto difendere il popolo!

Che succederà? Quali saranno gli effetti concreti di questo provvedimento, ammesso che venga approvato da Camera e Senato? Semplicissimo: che aumenterà il lavoro in nero. Pur di non far passare i soldi dai conti correnti gli italiani più poveri inventeranno di tutto.

Superfluo aggiungere che il blocco dei conti correnti dei cittadini morosi da parte dei Comuni avrà due effetti economici macroscopici: l’aumento del nero e, quindi, dei pagamenti in contanti e una riduzione dei consumi: perché i soldi tolti ai cittadini dai conti correnti se, da un lato, aiuteranno i Comuni, dall’altro lato lasceranno i cittadini con minore liquidità e, di conseguenza, questi ultimi dovranno ridurre i consumi.

Il risultato sarà un effetto depressivo sull’economia italiana. Con effetti negativi non soltanto al Sud, ma anche al Centro Nord, perché le merci acquistate dai cittadini del Sud Italia sono in massima parte prodotti dal Centro Nord Italia.  

Ci potrebbe essere, poi, un altro effetto: se questo provvedimento dovesse essere adottato i cittadini che tengono sul conto corrente 10 mila, 20 mila, 30 mila euro o poco più potrebbero essere invogliati a ritirare i soldi dal conto corrente.

In primo luogo per evitare ‘aggressioni’ dirette sul proprio conto corrente. E poi perché se i Comuni ricorrono a questi mezzi per fare ‘cassa’, beh, significa che sono messi proprio male: e se la situazione è questa è meglio evitare di lasciare risparmi in banca…

Altra questione: e se un cittadino non ha soldi in banca e ha – per esempio – 10 mila euro investiti in fondi comuni o, in generale, in titoli di Stato? Faranno anche una legge per consentire ai Comuni di aggredire i fondi eventualmente investiti in fondi comuni o titoli di Stato?

Chi scrive vive a Londra. Ma, da italiano – da italiano del Sud – dico che la vita, in Italia, si va imbarbarendo. E va a colpire, soprattutto, l’Italia del Sud che viene più volte beffata: lo Stato ha eliminato gli interventi ordinari, i giovani vanno via e lo Stato si prepara a tartassare gli anziani a basso reddito pensionati con pensioni minime in testa.

E poi dicono che il Regno Unito ha fatto male a lasciare questa scalcagnata Unione Europea!

Tornando all’Italia, dire che la possibile ‘aggressione’ dei Comuni ai conti correnti va in direzione opposta alla lotta al contante è ovvio: quello che fa sorridere è che i due provvedimenti vengano adottati dallo stesso Governo!

Dilettanti allo sbaraglio? Fate voi!

Foto tratta da Money.it

 

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