La denuncia dell’ORSA: “I lavoratori della Caronte Tourist Isole minori trattati come schiavi”

La denuncia dell’ORSA: “I lavoratori della Caronte Tourist Isole minori trattati come schiavi”
18 novembre 2019

L’ORSA, la battagliera organizzazione sindacale che rappresenta i lavoratori della Caronte Tourist contesta il volto buono presentato dal gruppo in un recente incontro a Palermo. E racconta altre verità: turni di lavoro massacranti, mansioni che dovrebbero essere svolte da altri soggetti, assenza di pasti caldi e perfino di acqua da bere! Il problema amianto del quale fanno le spese i lavoratori… Intanto l’ex presidente della regione Rosario Crocetta è stato rinviato a giudizio 

Come viene trattato il personale che lavora sulle navi che fanno la spola tra la Sicilia e gli arcipelaghi della nostra Isola? A questa domanda risponde un comunicato stampa del sindacato ORSA. E la risposta è amara, perché questi lavoratori vengono veramente trattati male!

Il comunicato parte da un incontro che si è tenuto a Palermo, lo scorso giovedì 14 Novembre, nei locali del Loggiato di San Bartolomeo. Avete presente quegli incontri per raccontare che tutto va bene, che è tutto a posto, che tutto procede per il meglio? Ecco, questo è stato il senso della ‘convegnessa’, organizzata dal gruppo Caronte e Tourist Isole Minori con il contorno di assessori e deputati regionali e sindacalisti vecchia, ma molto vecchia maniera…

Certo, di mezzo ci sono le inchieste della magistratura (in queste ore l’ex presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, è stato rinviato a giudizio in una vicenda legata proprio alla gestione dei trasporti marittimi), le polemiche e il funambolico giro di decine e decine di milioni di euro: il ‘miele’ per la vecchia politica siciliana.

“In questo incontro si è parlato di tutto – si legge in un comunicato del sindacato ORSA – tranne che del personale navigante e delle condizioni in cui tale personale vive sulle navi: senza un pasto adeguato, lasciato ai margini, con orari di lavoro massacranti con una media di 13-14 ore al giorno”.

“Il personale residente a Trapani – scrivono i sindacalisti dell’ORSA – ogni qualvolta si deve imbarcare deve recarsi a Messina con un viaggio di 600
chilometri per mettersi a turno presso la capitaneria di porto di Messina con un aggravio di euro 150. Secondo voi è giusto non trovare una soluzione a tutto questo? E’giusto non prendere in considerazione tali disagi?”.

“Un altro punto negativo – scrivono sempre i sindacalisti dell’ORSA – è la richiesta, a tutti i marinai, della patente per la mansione di trattorista. Motivo: scaricare le automobili dalle navi. Una cosa che non si è mai vista
nel settore marittimo, visto che si tratta di un compito che spetta ai portuali o ai trattoristi di bordo. Il tutto con l’avvallo dei sindacati”.

Un lavoro massacrante:

“Tutto questo accade sempre per fare incassare soldi al padrone, schiavizzando i lavoratori – scrivono i sindacalisti dell’ORSA -. Il personale
viene trasbordato da unità ad altre come un pacco postale, le turnazioni non vengono mai rispettate. Ma di che bilancio stiamo parlando? Di un grande profitto per l’armatore a discapito della busta paga dei lavoratori, ai quali vanno le briciole”.

L’ORSA annuncia battaglia: “La nostra organizzazione sindacale sarà al fianco dei lavoratori per tutelare la loro dignità, metterà in campo tutti gli strumenti possibili per cambiare le cose”.

Pesante l’attacco ai sindacati tradizionali:

“Caronte – denunciano i sindacalisti dell’ORSA – è riuscita a chiudere le cucine a bordo delle proprie navi. Quindi, grazie a CGIL CISL e UIL i lavoratori sono stati lasciati senza un pasto caldo. Si arrangiano con fornelli di fortuna sparsi per la nave. Persino l’acqua in bottiglia è stata eliminata! Il personale navigante, purtroppo, non riesce neanche a ‘scendere a terra’ per comprarsi un panino. E’una vergogna!”.

“La qualità della vita degli equipaggi non interessa a nessuno – prosegue la nota dell’ORSA -. Vari organi di stampa raccontano che le navi sono sempre in uno stato di avaria: questo avviene a causa della poca manutenzione. Questo accade perché si guarda solo al profitto e si trascura la parte più importante, ovvero la sicurezza”.

Altra questione scottante: la presenza, sulle navi, di amianto. “Le varie fonti giornalistiche – scrivono i sindacalisti dell’ORSA – dichiarano che le navi contengono amianto”. Argomento, l’amianto sulle navi, che I Nuovi Vespri hanno affrontato in questo articolo il 23 Ottobre dello scorso anno.  

E qui va in scena il paradosso: le polemiche sull’amianto hanno indotto il gruppo a ridurre i servizi, con una riduzione delle retribuzioni:

“Nell’ultimo contratto di secondo livello – dicono all’ORSA – il personale ha subito una riduzione della parte economica con un impoverimento del salario”.

Insomma, a pagare, tanto per cambiare, sono i lavoratori!

“Il CCNL è in dirittura d’arrivo – conclude la nota dell’ORSA – chissà che sorpresa ci dobbiamo aspettare. A breve si discuterà del prossimo
rinnovo di contratto di secondo livello e ci aspettiamo un’ulteriore riduzione dei salari. Fate qualunque bilancio, il giudizio della nostra organizzazione sindacale nei vostri confronti, è negativo. Bocciati su tutta la linea!”.

Foto tratta da The MediTelegraph

 

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