Maltempo: appelli e IBAN pronti per Venezia. E per Matera, il Salento e la Sicilia? Nulla!

Maltempo: appelli e IBAN pronti per Venezia. E per Matera, il Salento e la Sicilia? Nulla!
14 novembre 2019

Non abbiamo nulla contro L 7 che ha lanciato una meritoria raccolta fondi per Venezia. Prendiamo solo atto che esiste una questione meridionale anche per i danni provocati dal maltempo. E’ evidente che Matera, il Salento e la Sicilia, in Italia, valgono meno. Non aspettiamoci molto dallo Stato e dal mondo della ‘Grande informazione’. Se vogliamo aiutare le aree del Sud colpite dal maltempo aiutiamoci tra noi qui al Sud!

I cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova l’Italia, da Nord a Sud. Ma, tanto per cambiare, non possiamo non notare – e sottolineare – che esiste una questione meridionale anche nell’emergenza ambientale. Noi siamo addolorati per quello che è accaduto a Venezia: ma siamo altrettanto addolorati per quello che, nelle stesse ore, è accaduto a Matera e nel Salento. E per quello che, nei giorni scorsi, è accaduto in Sicilia, in un’ampia area della provincia di Siracusa.

Non abbiamo nulla da dire se una televisione – in questo caso La 7 e il suo TG diretto da Enrico Mentana – lancia una raccolta di fondi per Venezia. Certo, ci sarebbe piaciuto leggere di una stessa iniziativa anche per Matera, per il Salento e per la Sicilia. Ma dalla vita, si sa, non si può avere tutto. E per il Sud, per definizione, non c’è equità. Noi meridionali e le nostre città, per definizione, veniamo dopo.

Ma non abbiamo titolo per lamentare questa disparità di trattamento: L 7 è una televisione privata e fa quello che ritiene più opportuno fare.

Ciò posto, non possiamo ignorare la grande attenzione mediatica per Venezia sott’acqua: è una città unica al mondo e merita senz’altro appelli e un IBAN per la raccolta fondi.

Del resto, Venezia è così unica al mondo che, proprio per combattere il fenomeno dell’acqua alta (sei casi negli ultimi 800 anni: tre casi negli ultimi vent’anni e due casi negli ultimi dodici mesi), è stata oggetto di un intervento ingegneristico – il Mose – che sarebbe dovuto costare 2 miliardi di euro e che, invece, è costato 6 miliardi di euro.

Opera maestosa che, però, non funziona: tant’è vero che Venezia, in queste ore, è di nuovo sott’acqua!

Ben vengano, a questo punto, le raccolte fondi, gli IBAN e altri interventi per Venezia: magari, oltre ad aiutare i cittadini veneziani che, alla fine, stanno pagando il conto di una cattiva amministrazione, chissà che il Comune di Venezia e soprattutto la Regione Veneto non riescano finalmente a fare qualcosa di concreto nell’interesse della città, e non certo nell’interesse dei gruppi politici che, da quelle parti – in modo oggettivamente inefficiente – amministrano la cosa pubblica.

Forse noi meridionali – anche se non ce la passiamo bene, visto che, ininterrottamente, dal 1860, subiamo le ‘rapine’ dallo Stato italiano – dovremmo cominciare a pensare, per quello che si può fare, a una raccolta fondi per Matera e per le aree del Salento (a cominciare da Porto Cesareo) e del Siracusano colpite dal maltempo.

Se aspettiamo che qualche grande nome della televisione venga in soccorso del Sud stiamo freschi. Organizziamoci da noi.

Foto tratta da ilgiorno.it

 

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