Aumento canoni idrici: se CIA, Coldiretti e Confagricoltura erano contrari perché non lo hanno detto lo scorso Dicembre?

Aumento canoni idrici: se CIA, Coldiretti e Confagricoltura erano contrari perché non lo hanno detto lo scorso Dicembre?
13 novembre 2019

Non per fare sempre i Bastian contrari, ma l’aumento dei canoni idrici andava contestato prima e non dopo! Lo diciamo soprattutto agli amici di CIA, Coldiretti e Confagricoltura, se è vero che nel Dicembre dello scorso anno non sono mancate certo riunioni dove fare presente il problema. Il passaggio è importante, per evitare che si possa pensare a un gioco delle parti…

Non siamo stati certo gli ultimi a raccontare come la politica siciliana ha provato – e sta trovando ancora? non l’abbiamo capito – a far pagare agli agricoltori i costi dei Consorzi di bonifica, se è vero che il primo articolo su questo argomento l’abbiamo scritto nel Gennaio del 2016 (come potete leggere qui). Però, in questa storia, ci sono cosa che non sono chiare.

Va da sé che le bollette idriche presentate agli agricoltori siciliani sono

irricevibili. Già l’agricoltura siciliana è in crisi: figuriamoci se gli agricoltori possono pagare a peso d’oro l’acqua per irrigare!

Detto questo, però, ci piacerebbe capire perché i vertici delle tre organizzazioni agricole della Sicilia – CIA, Coldiretti e Confagricoltura – non abbiano messo le mani avanti, in tempi non sospetti. Ovvero: non avrebbero dovuto comunicare prima al Governo regionale e ai dirigenti dei Consorzi di Bonifica che non avrebbero avallato gli aumenti spropositati dei canoni idrici?

Noi siamo entrati in possesso di una convocazione (che potete vedere sopra) del Consorzio di Bonifica della Sicilia orientale del 12 Dicembre dello scorso anno. I convocati erano gli esponenti di CIA, Coldiretti e Confagricoltura.

Ora, a rigor di logica, se il Consorzio di Bonifica della Sicilia orientale convoca a Dicembre i rappresentanti delle tre organizzazioni agricole non lo fa per scambiare gli auguri di Natale: di solito, in queste riunioni, si parla di questioni legate all’attività dei Consorzi di Bonifica: quindi anche di irrigazione.

Ci chiediamo e chiediamo: in quell’occasione i dirigenti di CIA, Coldiretti e Confagricoltura della Sicilia non potevano mettere le mani avanti ed affermare allora – non oggi dopo che le bollette idriche sono state recapitate agli agricoltori siciliani – che non avrebbero tollerato aumenti spropositati del costo dell’acqua per l’irrigazione?

O dobbiamo credere che i vertici delle tre organizzazioni agricole non sapevano nulla delle condizioni finanziarie critiche della Regione e degli stessi Consorzi di Bonifica?

Oggi i rappresentanti delle organizzazioni agricole della Sicilia si stracciano le vesti per le bollette salate. Ma patti chiari e amicizia lunga prima dell’avvio della stagione irrigua no? 

Ricordiamo, poi, che nella passata legislatura l’ex assessore all’Economia, Alessandro Baccei, è riuscito, dopo una battaglia durata mesi, a far arrivare le ‘carte’ relative ai conti dei Consorzi di Bonifica presso la commissione Bilancio e Finanze dell’Ars.

Non abbiamo nulla contro i lavoratori dei Consorzi di Bonifica (anche se 2 mila unità ci sembrano un po’ troppe: sarebbe interessante capire quanti di questi lavoratori occupano un ruolo tecnico e quanti, invece, ammuttano ‘i carti): però, da quello che venne fuori qualche anno fa dalla commissione Bilancio e Finanze del Parlamento siciliano non mancavano spese eccessive, soprattutto per il personale dirigente…

Lo facciamo presente ai nostri amici del SIFUS CONFALI, perché è giusto scoprire tutte le carte.

Al Governo regionale diciamo: poiché si è insediato nel Novembre del 2017, ci sembra un po’ tardivo lo stanziamento di 40 milioni di euro per le reti idriche.

Sulla riforma dei Consorzi di Bonifica che preoccupa la CISL siciliana, vorremmo ‘rassicurare’ questa organizzazione sindacale: gli attuali 70 deputati dell’Ars di questa legislatura non sono in grado di riformare nulla: tant’è vero che, per una ragione o per l’altra, a turno, affossano ogni tentativo di riformare qualcosa.

L’unica cosa che farà l’attuale Assemblea regionale siciliana sarà quella di evitare che sui applichi in Sicilia il taglio dei vitalizi per gli ex deputati regionali: argomento che interessa almeno i due terzi degli attuali inquilini di Sala d’Ercole…

Foto tratta da Libertà Sicilia

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