E’ in coma il giornalista tedesco aggredito a Palermo per una vicenda incredibile

E’ in coma il giornalista tedesco aggredito a Palermo per una vicenda incredibile
6 novembre 2019

Non seguiamo quasi mai i fatti di cronaca. Ma questa vicenda non ci ha solo colpiti, ma ha lasciato dentro di noi interrogativi ai quali non riusciamo a dare una risposta

Non ci occupiamo quasi mai di cronaca, ma questa vicenda ci ha molto colpito. I fatti sono avvenuti a Palermo, nel Centro storico della città. I protagonisti sono un giornalista tedesco di 48 anni che vive nel capoluogo della Sicilia (è sposato con una palermitana ed è padre di una bimba di 10 anni) e un ragazzo palermitano di 19 anni.

In giornalista tedesco, intorno alle 21.30 di qualche sera fa, si trovava seduto  insieme con la sua famiglia in via Immacolatella, nei pressi di piazza San Francesco d’Assisi.

Arriva un’automobile. Al volante c’è una donna con accanto al figlio di 19 anni. La donna voleva a tutti i costi passare con l’auto da quel punto, zona pedonale. Nelle zone pedonali – sembra sia così anche a Palermo – le automobili non dovrebbero transitare.

Il giornalista tedesco ha fatto presente alla donna che, da lì, non poteva transitare con l’automobile. Ci sarà stata sicuramente una discussione tra la donna e il giornalista tedesco.

Chissà cos’è scattato nella mente de diciannovenne. Fatto sta che è sceso dall’autovettura  e ha sferrato due pugni al cittadino tedesco, che è piombato per terra. Le condizioni dell’uomo sono sembrate subito gravi. Nel frattempo qualcuno ha chiamato i Carabinieri che hanno identificato e bloccato il giovane.

La notizia – sconvolgente – è che il giornalista tedesco si trova ricoverato presso l’ospedale di Villa Sofia. E’ in coma farmacologico. In prognosi riservata. Le sue condizioni sono grani, ma stazionarie, dicono i medici.

Il giovane diciannovenne si trova in stato di fermo.

Il giornalista tedesco lavora in un centro culturale. Leggiamo sul Giornale di Sicilia la dichiarazione di un collaboratore del centro culturale:

“Questa mattina (ieri ndr) lo aspettavamo al centro, arriva con la sua bici. Lui normalmente apre l’istituto e invece ho saputo che è in gravi condizioni. Abbiamo parlato con la compagna che è distrutta per quanto successo. Non ha mai smesso di piangere. L’aggressione è avvenuta davanti a lei e alla bimba di 10 anni. Il nostro collega è sempre rimasto con le mani in tasca. Non si aspettava una reazione così violenta”.

Quello che noi ci chiediamo e chiediamo è: perché un giovane si comporta in questo modo? Per difendere la madre? E da che cosa? I toni della discussione avranno preso una brutta piega? Non eravamo presenti. Non abbiamo tutti gli elementi per capire cosa sia successo veramente.

Ma il problema non è questo: il problema, a nostro avviso, è capire il perché è scattata una reazione così violenta.

Noi non siamo tra quelli che si trincerano dietro la tesi che “l’uomo è buono ed è la società che lo rende cattivo”. Ognuno, nella vita, si deve assumere le proprie responsabilità.

Ma qualcosa che non funziona, nella nostra società, ci deve essere.

Chi scrive, circa un anno fa, non è finito sotto un’automobile per miracolo. E non perché stavamo attraversando la strada con disattenzione, visto che ci trovavamo sul marciapiedi.

Un signore con un’auto di grossa cilindrata guidava e, contemporaneamente, smanettava con il telefono cellulare: così è finito sul marciapiede: noi, per fortuna, abbiamo visto in tempo quello che stava succedendo e, per una frazione di secondo, siamo riusciti a spostarci, mentre l’auto con alla guida lo ‘smanettatore’ del cellulare ha preso in pieno un palo. E’ sceso dall’auto e, quando gli abbiamo fatto notare che stava per stritolarci ci ha risposto stizzito:

“Con il danno che ho all’auto mi dovrei occupare di lei che non ha un graffio? Ma vada via!”.

“Guardi che lei, mentre guidava, smanettava con il telefono cellulare e stava quasi per travolgermi”, abbiamo fatto notare.

Risposta:

“E’ lei che è, sbirro? Ma si facissi ‘nnà caminata e si livassi i cà…“.

In certi casi l’istinto è quello di…

Noi siamo andati via. Per levare lite, si dice. Siamo stati fortunati? Sì.

Non è stato fortunato, invece, il diciannovenne che ha malmenato il giornalista tedesco: ha pestato un uomo che versa in condizioni di salute e, adesso, passerà chissà quali guai. E non è stato fortunato, soprattutto, il giornalista tedesco ricoverato in ospedale.

Torna la nostra domanda: perché certi comportamenti?

Foto tratta da Wikipedia

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