Movimento 5 Stelle, l’affondo di Giarrusso su Giuseppe Conte: ha affossato la lotta alla mafia

Movimento 5 Stelle, l’affondo di Giarrusso su Giuseppe Conte: ha affossato la lotta alla mafia
3 novembre 2019

In un’intervista al quotidiano Affaritaliani.it il senatore siciliano del Movimento 5 Stelle, Mario Michele Giarrusso, non risparmia critiche al Presidente del Consiglio Conte e al capo politico del Movimento, Luigi Di Maio. L’intervista è molto politica. Ma l’accusa più grave che lancia Giarrusso, a nostro avviso, riguarda l’abbandono della lotta alla mafia   

Attacca frontalmente Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. E non risparmia critiche anche a Casaleggio.  Il senatore siciliano del Movimento 5 Stelle, Mario Michele Giarrusso, intervistato da Affaritaliani.it, non va tanto per il sottile. Con un linguaggio politico fa un’analisi politica: ma le ‘botte’ che assesta sono pesanti assai.

Su Luigi Di Maio, il capo politico del Movimento 5 stelle:

“Quando c’è un capo politico deve assumersi la responsabilità politica di tutti i risultati, negativi e positivi. E dopo tutti i rovesci elettorali a cui abbiamo assistito, ultimo il 7,4% in Umbria, non so più che cosa debba accadere per dimettersi. E’ ora che Luigi Di Maio si assuma fino in fondo le proprie responsabilità”.

il giornle gli chiede se è stata sbagliata l’alleanza con il PD. E Giarrusso:

“Il governo con il Partito Democratico era l’unica alternativa per non mandare a picco l’economia del Paese e per evitare l’innalzamento dell’Iva. Un passaggio necessario per proseguire la legislatura”.

Dopo di che si cimenta nella solita ricetta di maniera per rilancoare il Movimento:

“Dobbiamo tornare alle vere origini del Movimento, che non aveva capi, capetti e ducetti. Serve una gestione collegiale e democratica con il pieno coinvolgimento dei portavoce e degli attivisti. In Umbria tutti erano contrari all’accordo con il PD, è stato un suicidio giocato sulla pelle degli umbri. Non dico che da soli avremmo vinto, ma sicuramente avremmo fatto una figura migliore. Invece il M5S ha preso a pesci in faccia gli elettori e gli attivisti”.

E sulle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna e in Calabria? Giarrusso gira la patata bollente ai territori:

“Ogni questione va valutata con il Movimento locale e nazionale e quindi con i portavoce e gli attivisti dell’Emilia e della Calabria”.

Una ‘botta’n anche a Davide Casaleggio:

“Ha anche lui le sue responsabilità, visto che con Rousseau ha avallato il voto sull’alleanza in Umbria con esiti nefasti. E’ certamente corresponsabile del disastro”.

Su Beppe Grillo invece frena:

“Sono anni che chiedo un suo maggiore impegno ma evidentemente non se la sente. Dobbiamo raccogliere quello che ci ha insegnato e non disperdere tutto come sta facendo Luigi (Di Maio, ndr) che ormai ha perso lucidità e sta sbagliando troppo. E’ ora che passi la mano e si riposi”.

In realtà è stato Beppe Grillo a volere il Governo con il PD e anche l’accordo elettorale in Umbria.

Non manca il giudizio sul Governo Conte bis:

“Per il Movimento – osserva il senatore Giarrusso – la composizione del governo è un danno enorme, soprattutto la nostra squadra che è la selezione del peggio che c’era. E anche di questo è responsabile Luigi, un altro motivo dietro il crollo nei sondaggi”.

Negativo il giudizio sul Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, soprattutto sul fronte della lotta alla mafia:

“Non so di chi sia amico Conte e non mi interessa – dive Giarrusso -. Ma ci sono stati passaggi in cui non mi è piaciuto e si sta assumendo grandi responsabilità. Una delle principali è quella di non essere intervenuto per salvare il carcere ostativo buttando così al vento 27 anni di lotta alla mafia. Conte ha voluto aspettare la decisione della Corte Costituzionale invece di intervenire prima, come molti di noi avevano chiesto. E’ stata la Caporetto della lotta alla mafia e la colpa è sua, di Di Maio e di Bonafede”.

E ancora:

“Anche le sentenze bolognesi e liguri della Cassazione mostrano un gravissimo arretramento nella lotta alla mafia che ormai è scomparsa dai radar, sono i segnali che giudici pavidi colgono dalla politica. Non solo il contrasto alla mafia non è una priorità di questo governo, non è nemmeno in agenda. Conte ha sbagliato tantissimo e in particolare nel non aver difeso il 41 bis. La più grande sconfitta nella lotta alla mafia ha come padri Conte, Di Maio e Bonafede”.

Che si deve fare, adesso?

“Bisogna sicuramente fare una profonda revisione – afferma il senatore siciliano – perché con quest’andazzo non si può proseguire. Da un lato Conte sta dimostrando tutti i suoi limiti, dall’altro proprio per la compagine governativa del Movimento, che non è rappresentato come dovrebbe. Non è possibile che con il 38% dei parlamentari siamo minoranza nel Consiglio dei ministri, una composizione non rispettosa della forza del M5S figlia di cedimenti e tradimenti gravissimi”.

Il finale non è molto decifrabile, ma non sembra foriero di serenità politica per il Governo Conte bis:

“Non possiamo andare avanti così erodendo continuamente il consenso del Movimento”.

Foto tratta da Giornale di Sicilia Siracusa 

QUI PER ESTESO L’INTERVISTA A MARIO MICHELE GIARRUSSO

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