Formazione professionale siciliana, Grosso (SIFUS): vanno tutelati tutti i lavoratori

Formazione professionale siciliana, Grosso (SIFUS): vanno tutelati tutti i lavoratori
3 novembre 2019

Formazione professionale siciliana: scende in campo con un comunicato (che in realtà sembra un vero e proprio programma di azione) il segretario generale del SIFUS CONFALI, Maurizio Grosso. Dove non mancano gli attacchi diretti a tre organizzazioni sindacali definite “QUI, QUO, QUA”. E le critiche al parlamentare regionale, Luca Sammartino. Probabile un nuovo disegno di legge che verrebbe patrocinato da un gruppo di parlamentari regionali

E pesante l’attacco che il sindacato SIFUS CONFALI sferra alla politica siciliana e al vecchio mondo sindacale consociativo, spesso connivente con i Governi regionali: organizzazioni sindacali che, in molti casi, invece di difendere i lavoratori, ‘vendono’ gli stessi lavoratori per benefici politici e anche personali!

Il comunicato stampa porta la firma del segretario generale del SIFUS CONFALI, Maurizio Grosso. Che attacca frontalmente i passati Governi regionali di Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta e tre organizzazioni sindacali che Grosso chiama “QUI, QUO, QUA”:

“Il potere costituito (classe politica – burocrati – QUI, QUO, QUA) ha affidato ai governi regionali Lombardo e Crocetta il compito di smantellare il sistema della Formazione Professionale in Sicilia. Quei governi hanno cancellato ciò che era stato costruito con la legge n. 24/1976 ed affidato il settore ad Enti Formazione legati a QUO, QUO, QUA”.

L’accusa è pesante: Che i Governi Lombardo e Crocetta abbiano smantellato la Formazione professionale della Sicilia è ormai acclarato: la novità di questa denuncia è che gli Enti – supponiamo che Grosso si riferisca ai novi Enti formativi – sarebbero legati a tre organizzazioni sindacali!

Prosegue Grosso:

“L’obiettivo del potere costituito, con un colpo di bacchetta magica, è stato quello di:

1) Far sparire una platea di 8 – 10 mila lavoratori;

2) salvare gli Enti Gestori consentendogli contestualmente di riciclarsi in altre strutture meno appariscenti (dove la violazione delle norme che tutelano il lavoro è più praticabile) e i loro sodali più vicini;

3) disattendere le tutele per i lavoratori previsti dalle leggi regionali 24 e 25.

La scusa posta ad emblema della decapitazione dei lavoratori scaturisce dalla impossibilità del Governo di finanziare la norma con fondi di bilancio (Grosso si riferisca al Bilancio regionale)”.

“Sull’altare di questa baggianata – osserva Il segretario generale del SIFUS CONFALI – il Governo trova naturalmente il conforto dei sindacati firmatari di contratto con in testa QUI, QUO, QUA che sostengono i licenziamenti”.

Che ci siano stati sindacati che, quando la Regione era governata dal centrosinistra, hanno approvato i licenziamenti, è un altro fatto acclarato. Ma l’aspetto più interessante della denuncia di Grosso è il mancato finanziamento della Formazione professionale con i fondi regionali.

Per definizione, i fondi strutturali europei – compresi quelli per la Formazione professionale – debbono essere cofinanziati da Stato e Regione. Ma dall’Avviso 20 in poi – grosso modo dal 2012 – la Formazione professionale siciliana viene finanziata solo con i fondi europei!

Si tratta di una violazione della legge europea che la Regione siciliana ha denunciato per i fondi europei destinati alle opere pubbliche, che hanno di fatto sostituito i fondi ordinari dello Stato e, in molti casi, sono stati spesi senza il cofinanziamento da parte dello Stato!

Siamo davanti a una Regione siciliana che, da un lato, denuncia – e ha ragione – la mancata applicazione del principio di addizionalità (i fondi europei debbono addizionarsi all’intervento ordinario dello Stato e non sostituirsi allo Stato!) e il mancato cofinanziamento da parte della Stato; e, contemporaneamente, dal 2012, non cofinanzia i corsi di formazione professionale in Sicilia!

Che significa questo? Semplice: che se l’Unione Europea è gestita da persone serie deve revocare – e farsi restituire dalla Regione siciliana – i fondi per i corsi di Formazione celebrati in Sicilia che non sono stati cofinanziati dalla Regione!

Il comunicato del SIFUS affronta il tema dei lavoratori licenziati:

“Il potere costituito – prosegue Grosso – non crea nemmeno una rete di protezione per i licenziati e solo per miracolo si riesce a beneficiare dalla legge 223 relativa ai licenziamenti collettivi. Anche in questa direzione, i governi in questione, nel silenzio assordate di tutti i sindacati, provano a fare lo sconto ai lavoratori erogando solo il 7% del complessivo 20% che per legge è a loro carico. E’ delle ultime settimane la notizia della vittoria, tramite sentenza del Tribunale di Messina, di un dipendente che ha ottenuto il diritto a percepire il rimanente 13% dalla Regione. Questa sentenza apre la strada a tutti i lavoratori che erano in CIG”.

“Sono state parecchie, inoltre – prosegue il segretario generale del SIFUS –  le sentenze promosse dai lavoratori che hanno dichiarato illegittimi i licenziamenti, così come la mancata applicazione delle leggi che prevedono, in caso di crisi, la ricollocazione lavorativa dei dipendenti. A giudizio dei dipendenti della Formazione che negli anni si sono opposti al massacro e che ultimamente hanno dato vita a SIFUS CONFALI – settore Formazione, tutta la platea dei lavoratori va ricollocata, senza se e senza ma, come prevede la legge e come in più occasioni è stato ribadito da autorevoli uffici legali e da personalità del diritto”.

“A tal uopo – prosegue sempre Grosso – sono state prodotte e si stanno praticando azioni legali, stragiudiziali e soprattutto, sindacali che mirano a questo obiettivo strategico attraverso il coinvolgimento dei diretti interessati, dal basso. Il tema della ricollocazione di tutti, è stata financo esportata in un Tavolo nazionale presso il MISE dove si attendono specifici dati dall’assessorato Istruzione e Formazione siciliano per riprendere la trattazione. Sappiamo da voci di corridoio ministeriali che la Ministra del Lavoro, Senatrice Catalfo, ha scritto a Palermo per sollecitare l’invio dei dati”.

Grosso definisce “necessario” il concorso pubblico di 1.200 unità in 3 anni annunciato dall’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone. Concorso che, secondo il SIFUS, deve prevedere gli opportuni paletti a tutela di tutti i lavoratori della Formazione siciliana. “In questa direzione – scrive Grosso – attraverso una serie di assemblee in tutto il territorio, è in fase di elaborazione un piano di rivendicazione strategico che, partendo dai criteri che devono caratterizzare il concorso, preveda la ricollocazione di tutti i lavoratori. Non appena sarà completato il giro di consultazioni con i lavoratori, non avremo difficoltà alcuna a mettere il costruendo Piano rivendicativo a disposizione di tutti, nessuno escluso, purché non autoreferenziati”.

“Qualora detta strategia dovesse coincidere con quella di altre organizzazioni sindacali – dice Grosso – non avremo difficoltà alcuna a muoverci assieme. In ogni caso, respingiamo le prese di posizione del Presidente della Commissione Formazione all’Ars, Luca Sammartino, poiché in perfetta continuità con la ‘macelleria’ sociale già registrata che ha prodotto seri danni ai dipendenti e all’economia della Sicilia. Tuttavia, per quanto attiene al disegno di legge di cui parla Sammartino, tra l’altro promosso dal PD, nelle prossime settimane non è escluso che presenteremo emendamenti attraverso parlamentari di varie forze politiche che apprezzano le azioni sindacali di SIFUS CONFALI”.

Grosso non esclude “addirittura un altro disegno di legge che si pone l’obiettivo di migliorare quello in discussione e il ricollocamento di tutta la platea”.

Foto tratta da Sicra Press 

 

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