Miccichè vuole il partito del Sud (d’accordo con Berlusconi per gabbare i meridionali)

Miccichè vuole il partito del Sud (d’accordo con Berlusconi per gabbare i meridionali)
27 ottobre 2019

Non si stancano mai, questi vecchi esponenti della politica-politicante. Gianfranco Miccichè, fondatore di Forza Italia in Sicilia nel 1993, ha capito che al Sud – tra la gente del Sud – c’è aria di rivolta contro la vecchia politica. E lui si ripropone con il solito schema: provare a prendere i voti del Sud per utilizzarli contro lo stesso Sud. Ma questa volta toccherà duro, perché un soggetto politico del Sud c’è già ed è autorevole. L’ironia di Vincenzo Figuccia 

Eh sì, il Sud Italia, oggi, è troppo incazzato. Tanti meridionali hanno capito che i partiti politici nazionali fanno solo gli interessi degli abitanti del Centro Nord. Del resto, a chiedere la ‘Secessione dei ricchi’ non sono soltanto Lombardia e Veneto – due Regioni leghiste – ma anche l’Emilia Rogna a guida PD. Eh sì, il Movimento 24 Agosto di Pino Aprile fa paura: rischia di fare il peno dei voti, soprattutto dopo il tradimento del Movimento 5 Stelle, che nel marzo del 2018 ha perso una barca di voti ne Meridione per poi abbandonarlo.

Sì, la vecchia politica deve subito correre ai ripari. Anche perché il Movimento 24 Agosto per l’equità territoriale non annuncia rivoluzioni impossibili ma, per l’appunto, l’equità territoriale: ovvero, le risorse che, a partire dalla cosiddetta Seconda Repubblica, in Centro Nord Italia ‘sfila al Sud.

Adesso non parla solo la SVIMEZ, che da oltre un decennio denuncia l’azzeramento dell’intervento ordinario dello Stato nel Sud; adesso non ci sono solo i ‘numeri’ della rapina ai danni del Sud che anche giornali nazionali e televisione, da qualche tempo, cominciano a sciorinare; adesso non c’è solo l’Unione Europea che comincia a chiedere il perché lo Stato italiano non cofinanzia gli interventi della stessa UE nel Sud, come prevedono i regolamenti europei: la vera novità è che c’è un soggetto politico del Sud con i piedi per terra che si muove in modo razionale: e la cosa non piace alla vecchia politica-politicante italiana, tutta antimeridionale.

Così adesso Gianfranco Miccichè, vecchio arnese della vecchia politica-politicante siciliana, fondatore di Forza Italia in Sicilia nel 1993 insieme con Marcello Dell’Utri, da sempre legatissimo a Berlusconi, rispolvera il “partito del Sud”: un tentativo maldestro di provare a intercettare il malessere che monta nel Sud contro la vecchia politica: un malessere che i grillini non riescono più a capitalizzare.

Figuratevi se il Movimento 5 Stelle può più mettere piede a Taranto e nel Salento. A Taranto si sono rimangiati gli impegni sull’acciaieria dell’ILVA, che doveva chiudere ed è ancora aperta; nel Salento si sono rimangiato lo stop alla TAP, il folle gasdotto che avrebbe potuto essere bloccato con una deviazione verso il Nord, che magari avrebbe fatto pure piacere allo stesso Nord.

Vanno male anche in Sicilia, i grillini. E non è un caso se Miccichè vuole provare a far ripartire il suo finto partito fondato quando nel 2008 sfasciò il centrodestra siciliano per allearsi con Raffaele Lombardo e con il PD: quel partito di chiamava Grande Sud, ma di Sud non aveva proprio nulla: tant’è vero che poi è stato sbaraccato e Miccichè, finita l’avventura con Lombardo, con il PD e con Confindustria di Antonello Montante (sì, c’era anche Montante, nel Governo regionale siciliano di Raffaele Lombardo: oggi i due sono un po’ nei ‘casini’: Montante ha una condanna in primo grado e Lombardo è sempre ‘incasinato’).

Chi invece è sempre libero di ‘sfarfallare’ tra le varie sigle politiche è il solito Miccichè che, con molta probabilità, ha il compito di cercare di intercettare i voti dei meridionali delusi. E magari anche i voti che tanti meridionali hanno dato alla Lega di Salvini.

Intervistato da Il Mattino di Napoli Miccichè dice:

“La posizione che ha assunto Berlusconi nei confronti di Salvini è legittima, ma non è consona al mio passato e alle mie idee. Basta stare con Salvini… E’ malsana questa idea di costruire questa fantomatica ‘Casa degli italiani’. Con chi la andiamo a fare? Con un partito che dice di essere sovranista e poi rema contro l’Italia?”.

Un furbo, Miccichè: sa che molti dei voti meridionali andati alla Lega andranno al Movimento 24 Agosto di Pino Aprile: e con il solito gioco delle parti – è impossibile, infatti, che Miccichè faccia qualcosa senza l’accordo con Berlusconi – tenta di intercettare questi voti. Proponendosi – lui che per il Sud non ha mai fatto nulla, se non per guadagnarci – addirittura come ‘meridionalista’…

Così Miccichè, adesso, vuole fare gli “interessi dei meridionali”.

Ma i fatti sono lì a dimostrare che Berlusconi e Miccichè non hanno mai fatto gli interessi dei meridionali. Semmai, nel Sud – questo sì – hanno preso tanto voti dai soliti ‘ambienti’ un po’ di qua e un po’ di là: tant’è vero che a Forza Italia non sono certo mancate storie ‘pericolose’ ora in Campania, ora in calabria, ora in Sicilia…

Ne storie oscure, ma anche i tradimenti politici. Nel 2001, nel ‘Contratto con gli italiani’, Berlusconi e Miccichè (quest’ultimo ricopriva il ruolo di vice Ministro con la delega per il Mezzogiorno) avevano promesso il Ponte sullo Stretto di Messina: opera che, alla tirata delle somme, è servita solo ai progettisti e ai gruppi imprenditoriali del Nord che sono stati risarciti per il nulla di fatto!

Al Sud aveva promesso grandi opere pubbliche: ma quasi tutti i lavori, tra il 2001 e il 2006, andarono al Nord o vennero incardinati per il Nord: vedi il Mose di Venezia e le tante strade costruite al Nord, costate peraltro una barca di soldi!

Alla Sicilia Berlusconi e Miccichè, oltre alle grandi opere, avevano promesso la riapertura del Casinò di Taormina: tutte chiacchiere!

E avevano promesso l’applicazione dello Statuto siciliano: o meglio delle norme finanziarie dello Statuto siciliano che Roma ha sempre ignorato: altre chiacchiere!

Ma il capolavoro, nel Sud, Berlusconi, l’ha fatto con il suo Governo 2008-2011, quando una montagna di fondi europei e nazionali non spesi nel Sud (in parte per responsabilità del Sud, in parte per responsabilità ministeriali) – i FAS, Fondi per le Aree Sottoutilizzate – sono state dirottate, per circa l’80%, nel Centro Nord!

Dopo avere preso in giro il Sud dal 1993 ad oggi, Miccichè ci vuole riprovare. O meglio, cerca di inserirsi nella rivolta del Sud verso Roma: dimenticando di essere stato – da esponente di primo piano e da governante di Forza Italia – uno dei tanti politici che hanno preso in giro il Sud.

Che dire? Che questa volta la presa in giro non funzionerà. Miccichè, come ha fatto dal 1994 ad oggi, vorrebbe prendere i voti del Sud per utilizzarli contro gli interessi del Sud. Già, su questo filone, ci sono altri vecchi arnesi della vecchia politica siciliana che da mesi blaterano di “Autonomia”, di Sud da rilanciare e bla bla bla.

Solite scene, anzi sceneggiate trasformiste. Ma qualcosa ci dice che, questa volta, il gioco non funzionerà!

AGGIORNAMENTO:

Dichiarazione del parlamentare regionale Vincenzo Figuccia:

“Miccichè lascia Forza Italia? Ero certo che Berlusconi avrebbe accolto il mio appello di alcuni mesi addietro in cui gli chiedevo che lo togliesse dagli imbarazzi”.

“E soprattutto – dice ancora Figuccia – non dica sciocchezze parlando di nuovi partiti. Il suo ultimo movimento, Grande Sud, non ha fatto niente per questa terra a parte condannarci a 5 anni di Crocetta e a 30 anni di disoccupazione, assenza di infrastrutture, di sicurezza e di opportunità di sviluppo. È arrivato il momento di liberarci da questa vecchia casta che non può vivere con 4.500 euro al mese. Da domani, dopo le elezioni in Umbria, sono certo si avvierà anche in Sicilia un percorso nuovo di consapevolezza da parte dei cittadini che vorranno sempre più prendere le distanze da personaggi come questi. Adesso tocca a noi mettere in campo un progetto di rilancio per la Sicilia a partire dall’idea di ricostruire un nuovo gruppo dirigente, capace di premiare il merito e condannare le vecchie logiche del passato. Miccichè di Grande, ha solo il bulff”
Foto tratta da L’Opinione della Sicilia

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