Battesimo del fuoco per il partito di Pino Aprile con il ‘caso’ Turchia/ MATTINALE 426

Battesimo del fuoco per il partito di Pino Aprile con il ‘caso’ Turchia/ MATTINALE 426
14 ottobre 2019

Il Movimento 24 Agosto, da ieri, è un partito politico: il soggetto politico che dovrà rappresentare gli interessi del Sud Italia. E si preannuncia un battesimo del fuoco, perché la crisi che si è aperta sul fronte turco avrà effetti economici devastanti in tutta l’Europa. Guai, per noi del Sud, non guardare alla politica estera e ai suoi effetti in un’Italia che fa pagare al Sud i costi maggiori di ogni crisi 

Da ieri il Sud Italia ha ufficialmente un proprio partito politico. A Cosenza, ieri, ad ufficializzare la nascita di questo nuovo soggetto politico c’erano 600 persone circa arrivate da tutte le Regioni del Mezzogiorno. Noi, per sintetizzare quanto avvenuto abbiamo scelto di pubblicare la foto che vedete sopra. Abbiamo preso questa foto dalla pagina Facebook Vento da Sud. Vento Brigante. E’ l’immagine di Pino Aprile con un microfono tra le mani che pronuncia le seguenti parole:

“Se dovessimo scoprire che questo ‘Paese’ non ne vuole sapere di eliminare la colonia interna chiamata ‘Mezzogiorno’, noi avremmo una sola soluzione dinanzi a noi: se non possiamo stare alla pari, preferiamo stare da soli”.

Questa frase esemplifica in modo chiaro, diretto quello che, a nostro modesto giudizio, dovrebbe essere il nuovo soggetto politico del Sud ufficializzato ieri a Cosenza: un partito pronto a dare battaglia su tutta la linea, senza fare sconti a nessuno. Ma, soprattutto, un partito politico aperto, pronto a discutere e a dare voce a tutte le Regioni del Sud. E a guardare ai grandi temi della politica europea ed estera, perché è da lì che arrivano spesso i grandi problemi.

Il nome del partito non è cambiato: è rimasto quello del Parco della Grancia: Movimento 24 Agosto. E non sono cambiate due parole chiave: equità e parità. Teniamo conto, però, che chiedere al Governo nazionale – e questo a prescindere dal colore politico di tale Governo – il riconoscimento di diritti negati vecchi e nuovi non sarà facile.

Guardiamo alla realtà. Ci troviamo dentro un’Unione Europea che è entrata in recessione. E che dovrà fronteggiare problemi che in parte arrivano da fuori e che, in parte, ha creato la stessa Europa. Al di là della retorica che sta accompagnando l’apertura del fronte di guerra in Turchia, la UE potrebbe pagare, duramente, le scelte adottate negli ultimi anni da alcuni Paesi europei, Germania e Francia in testa.

Questi due Paesi hanno pensato di aiutare le proprie industrie a scapito delle industrie degli Stati Uniti d’America e di altri Paesi del mondo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non solo sull’Europa sono arrivati i dazi doganali statunitensi, ma improvvisamente la Turchia ha deciso di utilizzare il fronte siriano-curdo per alzare il prezzo e, forse, far saltare gli equilibri dell’intera area orientale europea.

Anche se in Italia la vicenda turca viene tenuta ‘bassa’, se non nascosta, la mossa di Erdogan punta a raggiungere vari obiettivi politici importanti.

Intanto mette a nudo l’ipocrisia dell’Unione Europea e della Chiesa cattolica ‘mondialista’ di Papa Francesco. Se, infatti, l’Europa ha sostanzialmente tollerato l’emigrazione che è arrivata dal Mediterraneo, mediata dal sistema dei trasporti via mare, contemporaneamente ha pagato fino ad oggi circa 15 miliardi di euro alla Turchia per impedire a milioni di migranti, provenienti per lo più dalla Siria, di entrare in Europa attraverso la porta orientale.

Anche se nessuno ne parla, l’Europa ‘unita’ e la Chiesa cattolica di Papa Francesco, di fatto, sono i protagonisti di una grande, epocale ipocrisia: grande enfasi sui migranti che arrivano con le navi o con i barchini dalle sponde del Nord Africa e silenzio tombale sui migranti tenuti prigionieri dalla Turchia di Erdogan grazie anche alle armi che l’Unione Europea ha venduto alla stessa Turchia di Erdogan.

Con tre aggravanti.

La prima aggravante è che i migranti che arrivano via mare dal Nord Africa sono ‘migrati-paganti’: nel senso che, ognuno di loro, per poter accedere su una barca, paga 4-5 mila euro a una non precisata organizzazione criminale che gestisce questo indegno commercio. E questo è immorale.

La seconda aggravante è che, mentre tra i migranti che arrivano in Europa dal Nord Africa con navi ONG e barchini i richiedenti asilo sono, sì e no, il 10%, trattandosi in larga maggioranza di migranti economici (non a caso hanno i 4-5 mila euro per pagarsi il viaggio), i migranti che l’Unione Europea tiene bloccati sulla frontiere turco sono in larga maggioranza  richiedenti asilo, perché scappano dalla guerra che ha sconvolto la Siria e – cosa che non dice mai nessuno – da una tremenda carestia (leggere desertificazione) che ha colpito una regione della stessa Siria.

La terza aggravante è che mentre dalle sponde del Nord Africa arrivano migliaia di persone – mettiamo anche oltre centomila persone – sulla frontiera turca, fino a qualche anno fa, risultavano ammassate oltre 3 milioni e 600 mila persone (qualcuno dice che sono molte di più).

Perché ricordiamo queste cose? Perché comunque andrà a finire lo scontro che si è aperto tra Turchia da una parte e Curdi e Siria dall’altra parte – e secondo noi ‘sta storia finirà comunque male – gli effetti economici, nell’Unione Europea, saranno devastanti.

Ribadiamo: non sappiamo come finirà questa storia bruttissima: non sappiamo se la Turchia comincerà a lasciare passare i migranti (che ovviamente si dirigeranno verso la Germania, non certo verso i Paesi del Gruppo di Visegrád dove, notoriamente, non sono molto graditi), o se chiederà all’Unione Europea un’altra barca di soldi per tenerli ancora imprigionati (perché di questo si tratta) sul proprio confine.

Pensiamo veramente che la questione turca si chiuderà se i Paesi europei non venderanno più le armi alla Turchia, armi con le quali la stessa Turchia ha impedito ai migranti di invadere la Germania e l’Europa?

Notiamo che la confusione è tanta. Ma abbiamo capito che, tra recessione economica e questione Turchia, i tempi sono veramente brutti. Ci sarà un’inevitabile stretta economica e l’Italia, ancora una volta, proverà a farla pagare in ragione maggiore al Sud.

Noi le avvisaglie le vediamo non in quello che il Governo Conte bis annuncia di fare in favore dei cittadini italiani, ma in quello che l’attuale Governo si accinge a togliere ai cittadini.

Prepariamoci ad affrontare una crisi che colpirà, in primo luogo, i Paesi europei che hanno provato a fare i furbi: Germania e Francia in testa. Questi due Paesi della ‘presunta’ Unione Europea hanno fatto i furbi con la Grecia e con l’Italia; e poi hanno anche pensato – come già ricordato – di aiutare le proprie industrie facendo pagare il conto ad altri Paesi del mondo, USA in testa.

La reazione è arrivata. Bisognerà capire cosa succederà in Italia. E se l’Italia, anche questa volta, farà pagare, come ha sempre fatto fino ad oggi, il conto più ‘salato’ al Sud.

La novità è che adesso c’è un nuovo soggetto politico del Sud. Che dovrà guardare alla politica non perdendo di vista la questione generale europea. Perché è da lì che arriveranno, a cascata, i problemi.

 

 

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