La riduzione dei parlamentari? Demagogia. Ma avrà un effetto positivo: ci libererà da grillini e PD

La riduzione dei parlamentari? Demagogia. Ma avrà un effetto positivo: ci libererà da grillini e PD
9 ottobre 2019

Le due forze politiche che perderanno più volti alle prossime elezioni saranno PD e Movimento 5 Stelle: quindi questa legge va bene. Da cosa lo deduciamo? Dalle tasse che il loro Governo appiopperà agli italiani e dal numero già in crescita vertiginosa di migranti che arriveranno in Italia. Detto questo, non è vero che questa demagogica riduzione dei parlamentari ridurrà gli spazi democratici: la democrazia, in Italia, l’hanno già ‘ammazzata’ il Porcellum e il Rosatellum, due leggi elettorali infami 

Un fatto è certo: la riduzione del numero di deputati nazionali e senatori è una volgare forma di demagogia che, se applicata, ridurrà ulteriormente gli spazi di democrazia. Ricordiamoci, però, che la democrazia in Italia è stata già ‘ammazzata’ due volte: la prima volta con la legge elettorale detta Porcellum, la seconda volta con la legge elettorale detta Rosatellum. Due leggi elettorali miserabili approvate, firmare e controfirmate da tutte le ‘autorità’. Noi elettori, in Italia, non contiamo nulla. I partiti ci presentano liste bloccate e ci obbligano a votare i propri sodali. La nausea verso questo tipo di politica è dimostrato dal fatto che sempre meno gente va a votare.

Con la pessima riforma costituzionale voluta dalla demagogia grillina e accettata dalle altre forze politiche (gli eventuali oppositori sarebbero stati definiti “casta”: e nessuno ci tiene) peggiora uno scenario già vomitevole. Si creeranno nuovi problemi all’attività parlamentare, perché la gestione delle commissioni legislative, come illustreremo più avanti, diventerà problematica.

Detto questo, nella riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari c’è un fatto molto positivo, se è vero che i primi a farne le spese saranno il Movimento 5 Stelle e il PD. Questi tre soggetti politici sono destinati a perdere voti e, di conseguenza, ad avere meno parlamentari.

Qualcuno potrebbe obiettare: come si fa a prevedere che grillini e PD perderanno voti? Parlano i fatti: l’attuale Governo, nonostante le agevolazioni che ‘incasserà’ dall’Unione Europea dell’euro, ‘scannerà’ con nuove tasse gli italiani.

Il rapporto Debito/PIL (per quello che vale: a nostro avviso nulla!) si attesterà al 3% (e non al 2,2% come vanno dicendo). Ciò significherà che l’Italia si indebiterà ancora di più, andando ben oltre gli attuali 2 mila e 300 miliardi di euro di debito pubblico.

Ciò significherà che aumenterà la somma che, ogni anno, l’Italia tira fuori per pagare gli interessi sullo stesso debito (per ora si ‘viaggia’ tra 80 e 90 miliardi di euro all’anno).

Non solo. L’Italia si sta nuovamente riempendo di migranti. Con molta probabilità, l’ultima strage di Lampedusa verrà usata per giustificare i nuovi sbarchi. Si tornerà alla spesa di 5 miliardi di euro all’anno per pagare il costo dell’assistenza ai migranti alle ‘cooperative’ e associazioni varie. Soldi che non potranno che essere trovati con nuove tasse.

Poiché la ripartizione dei migranti tra i vari Paesi europei non è mai esistita e non esisterà mai, i migranti che non potranno passare la frontiera italiana a umma umma resteranno in Italia. L’attuale Governo farà in modo che molti di loro restino al Sud: da qui la riapertura del CARA di Mineo che noi prevediamo entro dicembre.   

Alla fine di questo giro, quando finalmente si andrà al voto (e non è detto che ciò avverrà fra tre anni, perché Italia Viva di Renzi potrebbe anticipare la fine della legislatura mettendo in crisi il Governo), grillini e PD prenderanno una secca batosta.

Altra possibile obiezione: come mai Renzi e la sua Italia Viva, visto che fanno parte del Governo, non dovrebbero perdere voti? Per tre motivi.

Il primo motivo è perché Renzi è molto più bravo dei ‘capi’ dei grillini e del PD (cosa che, in verità, non è particolarmente difficile).

Il secondo motivo è perché Renzi ha già cominciato a prendere le distanze dal Governo. Ogni volta che grillini e PD propongono un aumento di tasse, lui gli sale di sopra: così facendo frena l’azione del Governo e si accredita come anti-tasse: e questo paga in termini elettorali.

Il terzo motivo per il quale Italia Viva di Renzi non perderà voti è perché, piano piano, ‘svuoterà’ il PD, ‘imbarcherà’ parti del centrodestra (cosa che sta già facendo) e, con molta probabilità, ‘chiuderà’ un accordo con Forza Italia di Berlusconi.

In sintesi, la riduzione dei parlamentari è una castroneria demagogica, ma aiuterà l’Italia a liberarsi dei grillini e del PD: e non è affatto una cosa di poco conto!

La Lega di Salvini – che si batte per il maggioritario – ha votato sì al taglio dei parlamentari pur sapendo che PD e grillini, per salvarsi, saranno costretti ad approvare una legge elettorale proporzionale, facendola firmare, paradossalmente, all’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ovvero a colui il quale ha dato il nome alla legge elettorale che, nei primi anni ’90 del secolo passato, ha mandato in soffitta la legge elettorale proporzionale approvando, per l’appunto, il Mattarellum!

Sarà una legge proporzionale con uno sbarramento (supponiamo al 4-5%). Ci saranno ancora le liste bloccate? Sarebbe una contraddizione in termini. Ma noi da un Parlamento di ‘nominati’ ci aspettiamo di tutto.

Alla Lega di Salvini – partito destinato a rafforzarsi, sia perché farà una battaglia contro le tasse, sia perché comincerà a tuonare contro il ritorno in grande stile in Italia dei migranti (cosa che già fa) – il taglio dei parlamentari non conviene. Ma siccome non vogliono passare anche loro per “casta” e sanno inoltre che PD e grillini perderanno una barca di voti, ebbene, alla fine alla Lega ‘sto taglio dei parlamentari non gli dispiace più di tanto.

Detto questo vediamo cosa prevede, per grandi linee, il balordo taglio dei parlamentari.

I deputati della Camera passeranno da 630 attuali a 400;

i senatori degli attuali 315 a 200;

nessun cambiamento per i senatori a vita.

Quando entrerà in vigore questa legge? Dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della riforma.

Fino ad oggi il numero degli abitanti per deputato della Camera era 96.006; con la riforma passa a 151.210; mentre il numero di abitanti per ciascun senatore passa da 188.424 a 302.420.

Ribadiamo: chi dice che con questa legge demenziale molti cittadini resteranno senza rappresentanza parlamentare sbaglia: i cittadini italiani prima con il Porcellum e ora con il Rosatellum non sono affatto rappresentati, se è vero che gli attuali parlamentari rappresentano solo se stessi e i ‘padroni’ che li hanno messi in lista, non certo i cittadini che sono stati costretti a votarli!

Detto questo, per il Senato si pone problema: infatti il Parlamento nazionale dovrà approvare una nuova legge per ‘ridisegnare’ i collegi senatoriali con un’altra legge (con lo stesso Senato che non dovrebbe essere più su base regionale). 

Ma almeno con questo taglio di parlamentari l’Italia risparmierà? Sì, lo 0,007 del Prodotto Interno Lordo: praticamente nulla, come il nulla politico di chi ha proposto questa legge e come il nulla politico di chi l’ha approvata.

Torniamo a segnalare i problemi nell’attività legislativa. Già oggi è difficile coniugare l’attività del Parlamento con l’attività delle commissioni legislative. Questo perché i deputati e i senatori che parteciperanno, rispettivamente, ai lavori di Camera e Senato non potranno trovarsi, contemporaneamente, nelle commissioni legislative e in Aula (a Montecitorio i deputati, a Palazzo Madama i Senatori).

Che cosa comporterà questo? Una riduzione dei deputati e dei senatori nelle commissioni legislative e maggiori difficoltà a contemperare attività delle commissioni e attività d’Aula.

Ci saranno problemi anche per l’elezione del Presidente della Repubblica, perché con questa riforma la proporzione tra parlamentari e delegati regionali è saltata. Morale: bisognerà ridurre anche il numero dei delegati regionali.

Ci sarà il referendum confermativo? In teoria no, visto che tutte le forze politiche presenti in Parlamento hanno approvato questo papocchio demagogico.

Ma poiché un Parlamento di ‘nominati’ non rappresenta mai la volontà popolare, e poiché, articolo 138 della Costituzione alla mano, il referendum confermativo può essere chiesto, oltre che da un quinto dei componenti di una Camera o da cinque Consigli regionali, anche da 500 mila elettori, è probabile che questi ultimi raccolgano le firme e chiedano la celebrazione del referendum confermativo.

Foto tratta da Vita.it

 

 

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