La metamorfosi di Luigi Di Maio: dai Gilet Gialli agli ‘inchini’ a Bruxelles e a Washington

La metamorfosi di Luigi Di Maio: dai Gilet Gialli agli ‘inchini’ a Bruxelles e a Washington
6 settembre 2019

In poche battute il filosofo e commentatore marxista, Diego Fusaro, ‘dipinge’ non la nuova, ma la vera immagine del vice-capo del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio (vice, perché ‘capo’ resta sempre Beppe Grillo, altro ‘scienziato’…), rieducato ai principi del nuovo ordine mondiale…

di Diego Fusaro

Il neoministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha asserito cose emblematiche nel suo messaggio di saluto alla diplomazia italiana. Egli ha illustrato a grandi pennellate le linee programmatiche dell’azione di governo:

“Migranti saranno priorità. Superare il regolamento di Dublino”.

Tradotto: porti aperti, con libera deportazione di schiavi a basso costo.

Ancora:

“Leali a Ue e Nato, ma dialoghiamo con tutti”.

Tradotto: servi afasici di Bruxelles e di Washington.

Insomma, Di Maio si sta rieducando ai principi del nuovo ordine mondiale, sconfessando tutto ciò che aveva fatto nel precedente governo gialloverde: la regolamentazione dell’immigrazione si rovescia nell’apertura illimitata dei porti. L’appoggio al Venezuela nel nuovo appoggio a Washington. La capacità di resistere alla Ue nella completa servitù verso Bruxelles.

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