Il nuovo Governo grillini-PD. Calogero Mannino: “Renzi si è ripreso il partito”

29 agosto 2019

Intervistato da ilsussidiario.net, l’ex Ministro democristiano Calogero Mannino analizza l’attuale momento politico. Dice che il Governo che è appena nato non avrà vita lunga. E racconta che il vero manovratore di questa fase politica è l’ex segretario del PD, Matteo Renzi, che, a suo dire, starebbe strumentalizzando i grillini per ‘sfilare’ il partito a Nicola Zingaretti  

Intervistato dal Corriere della Sera, il sociologo Domenico De Masi sostiene che l’accordo PD-Cinque Stelle “non è nient’altro che lo sbocco naturale considerate le forze in campo. Si sarebbe potuto fare già quattordici mesi fa, se soltanto il PD avesse voluto. Se Renzi avesse voluto, invece andò da Fazio per dire: mai con i Cinque Stelle”. E se Renzi non avesse rifiutato l’accordo on il PD? “Non avremmo avuto il governo più di destra della nostra storia. E Matteo Salvini sarebbe ora al 10 per cento”.

Così Domenico De Masi. Tutt’altra, invece, la lettura di Calogero Mannino, sei volte parlamentare nazionale, più volte Ministro e, da giovane, anche deputato e assessore regionale in Sicilia.

Mannino, che in questi giorni ha compiuto 80 anni, in un’intervista al Sussidiario.net, dice che l’accordo tra grillini e leghisti non va proprio:

“Non ha fondamento perché sono due forze che hanno in comune un tratto di populismo, ma sono antagoniste. E non ha prospettiva perché insieme non avranno nessun progetto per il Paese”.

Durerà poco?, gli chiede il giornalista? Risposta di Mannino:

“Avrà all’inizio moltissime agevolazioni, che dipendono anche da un certo quadro esterno. La rigidità delle politiche fiscali della Ue già messa in discussione da Macron avvantaggerà l’Italia. Solo che l’Italia con questo tipo di governo non utilizzerà questi margini per rilanciare la sua economia e il risanamento delle sue ferite, che adesso sono tante, a partire dalla più profonda e dolorosa che si chiama Mezzogiorno d’Italia. La più grande responsabilità dei 5 Stelle è proprio questa: hanno preso i voti al Sud e poi l’hanno ignorato, trattandolo soltanto da problema assistenziale. E oggi il Sud, abbandonato dalle sue energie migliori, soprattutto i giovani, rischia di diventare l’area di transito degli esuli che dall’Africa si muovono verso il nord”.

Sul segretario del PD, Nicola Zingaretti, Mannino precisa:

“Penso sia caduto nella trappola di andare a supportare l’avversario, i Cinquestelle; Renzi non li sta supportando, li sta strumentalizzando. Ha usato il M5s per cacciare Salvini, per assicurare la continuità della legislatura, molto importante per lui, e per creare le premesse per riprendersi il PD… A questo punto, è Renzi l’unico capo del PD. Se c’è un esito, visibile e tangibile, di questa crisi di governo è che Renzi si è impadronito del PD. Al momento attuale è lui il Conducator. Non ha più bisogno di fare scissioni: chi vuole può andar via. Nei partiti conta chi ha la linea politica, perché così regge il filo del partito”.

Per Mannino, insomma, è Renzi che, oggi, è tornato a reggere i ‘giochi’ nel PD.

Se ripensiamo a quello che ha ricordato Domenico De Masi, e cioè ad all’inizio dell’attuale legislatura è stato lo stesso Renzi a bloccare un possibile Governo grillini-PD, è veramente paradossale che, oggi, lo stesso Renzi, come dice Mannino, stia strumentalizzando i grillini per ‘sfilare’ il PD a Zingaretti (e ai ‘vecchi’ del PD, Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani).

Duro il giudizio di Mannino su Salvini:

“Salvini non c’è. Se devi fare un rimpasto, lo devi gestire con Conte e con Di Maio; se li vuoi mandare via e vuoi evitare che nasca un’altra maggioranza, devi avere i numeri. Credevo che solo Di Maio fosse un giocoliere, ma Salvini non è da meno”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: il giornalista fa notare a Mannino che ad inizio legislatura Mattarella aveva cercato di far dialogare grillini e PD.

Mannino: “Visibilmente il suo pre-orientamento si muove in questa direzione. Già all’inizio della legislatura, se Mattarella avesse potuto orientare le scelte dei partiti, l’avrebbe fatto in questo senso. Questa alleanza è la sua preferita. Ogni presidente della Repubblica non nega le proprie inclinazioni. Mattarella lo fa dentro i limiti e la cornice stabiliti dalla Costituzione”.

Interessante l’analisi storica di Mannino sul perché oggi, in Italia, assistiamo all’attuale politica:

“La rottura dell’equilibrio politico della Prima Repubblica, nel 1992, ha prodotto soltanto forze populistiche, personalistiche, quindi oscillanti sul piano delle concezioni politiche. A partire da Occhetto: nella crisi del Pci, invece di scegliere il profilo nuovo che il partito della sinistra si doveva dare, ha preferito abbandonarsi al metodo. Il metodo era quello che i magistrati gli consegnavano le teste dei maggiorenti di Dc e Psi e lui con quel pezzo di Democrazia Cristiana che si alleava riteneva di poter governare 50 anni. Il populismo è effetto e conseguenza del processo di Tangentopoli. Occhetto è così, Berlusconi è la reazione a questo populismo, ma anche il suo è populismo”.

E Renzi cos’è gli chiede in conclusione il giornalista?

“Renzi – conclude Mannino – è il populismo della rottamazione. Poi è stato rottamato e ora ha recuperato fattivamente come rottamare quelli che lo avevano rottamato, compresi i suoi amici di partito”.

Un bel ‘quadro’ insomma. Soprattutto per il futuro…

QUI PER ESTESO L’INTERVISTA DI CALOGERO MANNINO
AL ‘SUSSIDIARIO.NET

Foto tratta da Il fatto Quotidiano

 

AVVISO AI NOSTRI LETTORI

Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni il sito d'informazione InuoviVespri.it interessante, se vuoi puoi anche sostenerlo con una donazione. I InuoviVespri.it è un sito d'informazione indipendente che risponde soltato ai giornalisti che lo gestiscono. La nostra unica forza sta nei lettori che ci seguono e, possibilmente, che ci sostengono con il loro libero contributo.
-La redazione
Effettua una donazione con paypal


Commenti