Il ‘caso’ Fabrizio Miccoli e gli eterni farisei della doppia morale

Il ‘caso’ Fabrizio Miccoli e gli eterni farisei della doppia morale
27 agosto 2019

Stringi stringi, abbiamo capito che le polemiche sul campione del Palermo Calcio Fabrizio Miccoli portano alla seguente conclusione: chi ha colpito Giovanni Falcone da vivo è ‘perdonato’ (in realtà non ha mai pagato), mentre chi ne ha offeso la memoria in un’intercettazione telefonica (e quindi in una conversazione privata), magari con una battuta di dubbio gusto, va condannato a vita…  

Quante polemiche inutili su Fabrizio Miccoli! Alcuni, addirittura, non avrebbero voluto la presenza, ieri sera, allo stadio ‘Renzo Barbera’ di Palermo, del campione che ha dato tanto alla squadra rosanero. Sì, alcuni avrebbero voluto negargli la presenza alla partita tra il Palermo e le vecchie glorie. Motivazione: un’intercettazione telefonica nella quale Miccoli, mettiamola così, non esaltava il giudice Giovanni Falcone e una condanna non ancora passata in giudicato.

Miccoli ha pronunciato le brutte parole su Falcone in un convegno pubblico? No. Le sue parole – non belle – sono state immortalate in un’intercettazione telefonica. Quindi in una discussione privata. Se ne deduce che, anche privatamente, bisogna stare attenti a quello che si dice? L’interrogativo, a noi, sembra legittimo.

Ma il punto, in questa storia, non è questo.

Ci chiediamo e chiediamo: sono più gravi le parole – ribadiamo: non belle – pronunciate da Miccoli all’indirizzo di Giovanni Falcone, o le ‘pugnalate’ che lo stesso Falcone, in vita, ha ricevuto da vari esponenti delle ‘istituzioni?

Ci riferiamo a chi gli ha impedito ad andare ad occupare posti di grande responsabilità: cosa, questa, che non ha certo fatto piacere a Falcone (facendo invece un piacere ad ‘altri’…).

E ci riferiamo, anche, ai politici che – non in un’intercettazione telefonica, ma davanti a milioni di persone – hanno lanciato a Falcone accuse gravissime.

Chi ha colpito Falcone in vita è già stato ‘perdonato’ (sarebbe più corretto dire che non ha mai pagato).

Chi invece ha offeso il suo nome in un’intercettazione telefonica, pur avendo chiesto scusa, non va perdonato.

Magari si scopre che tra chi, oggi, chiede la ‘condanna a vita’ di Miccoli, ci sono anche i ‘perdonati’…

Ma quanti farisei ci sono in giro?

Foto tratta da Il fatto Quotidiano

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