Turismo fai da te di Sicilia: il caos di Palermo, assalto a Stromboli, i vandali a Scala dei Turchi/ MATTINALE 369

Turismo fai da te di Sicilia: il caos di Palermo, assalto a Stromboli, i vandali a Scala dei Turchi/ MATTINALE 369
14 agosto 2019

Sia chiaro che sono solo tre esempi del pressappochismo e dell’improvvisazione che va in scena nella Sicilia turistica. Eppure il turismo, gestito bene, potrebbe diventare il volano dello sviluppo della nostra Isola. Invece assistiamo al caos e alla ricerca di profitti da parte di una pubblica amministrazione senza soldi che, nel tentativo di monetizzare, contribuisce solo a incrementare la confusione e la distruzione del territorio. Le foto dei vandalismi consumati a Scala dei Turchi 

La Sicilia, piano piano, scopre di non sapere governare nemmeno il turismo. Scopre che il turismo, se mescolato con la disorganizzazione della pubblica amministrazione e con una povertà crescente, crea solo caos, mettendo a rischio l’ambiente e, in alcuni casi, i beni culturali.

Il Governo dei flussi turistici dovrebbe essere la prima regola. E dovrebbe essere fatto nel rispetto dei cittadini residenti. Ma, in alcuni casi – e Palermo è un caso eclatante – tutto viene fatto all’insegna dell’improvvisazione e del pressapochismo.

Perché Palermo è un caso eclatante? Perché nel capoluogo siciliano la sommatoria informe di un Comune sempre senza soldi e sempre a caccia di soldi, gli appalti ferroviari senza fine (che servono non ai cittadini, ma a chi li gestisce e alla politica famelica che regge il gioco…), ZTL, sproporzione tra il raffazzonato incremento di punti vendita di cibo e chiusura di attività commerciali e artigianali storiche, strade a pezzi, immondizia non raccolta ovunque e pedonalizzazione delle strade ha creato una condizione di caos permanente.

Di fatto, le ‘pedonalizzazioni’ di Palermo si risolvono in chiassose esplosioni di isole gastronomiche che con molta generosità si possono definire nazionalpopolari… Chi ne paga le conseguenze sono i cittadini residenti, condannati al caos, ma anche a tutti gli altri cittadini  ai quali, di fatto, risulta ormai impossibile arrivare in certi luoghi della città.

Un solo esempio: come si fa a raggiungere, se non a piedi, la chiesa di San Giuseppe dei Teatini? D’accordo, la passeggiata fa bene alla salute. Ma gli anziani che vivono a Palermo, senza servizi, di fatto non potranno più recarsi in questa chiesa e in altre zone del Centro storico.

Di fatto, per fare spazio ai turisti – e ai protagonisti delle caotiche isole gastronomiche della città – parti di Palermo sono state interdette ai cittadini residenti. Mentre gli stessi cittadini residenti del caotico Centro storico sono costretti a vivere tra rumori che, in certe sere e in certe notti, diventano insopportabili.

E che dire di via Roma? Divieti di qua, divieti di là. Nata male, dalla distruzione di una parte del Centro storico cittadino, vaticinata da una maledizione per via del disastro urbanistico compiuto da chi ha pensato questa follia, via Roma è oggi il simbolo di un’amministrazione comunale che organizza tutto in funzione dei soldi che può scippare dalle tasche dei cittadini: un po’ chiusa al traffico, ora aperta al doppio senso di circolazione delle automobili, in buona parte ‘desertificata’, con il tradizionale mercato storico della Vucciria ormai scomparso (unico caso in Europa di una tradizione millenaria eliminata dall’imbecillità umana nel più assoluto silenzio dei media internzionali) e sostituito, di fatto, da un Centro commerciale…

La verità è che il caos creato a Palermo dal sindaco Leoluca Orlando e dai suoi galoppini (Orlando non ha alleati politici, ma solo ‘schiavetti’ che obbediscono ai suoi capricci) è il paradigma quasi perfetto della sinistra italiana: una sinistra “fuxia”, come la definisce il filosofo e commentatore marxista Diego Fusaro, che nasconde dietro il ‘buonismo’ terzomondista e un finto quanto volgare ecologismo d’accatto (incredibili i Tram con relativi appalti milionari al posto dei bus elettrici che si stanno diffondendo in tutta Europa!) interessi tutt’altro che nobili.

La sensazione è che a Palermo i residenti di certe aree cittadine altro che incidenti di percorso trasformati cavie; e che i cittadini tutti esistano non come comunità con i propri diritti, ma come soggetti da ‘spremere’ per consentire a un’elefantiaca e disorganizzata amministrazione comunale (oltre 20 mila dipendenti tra uffici comunali aziende di fatto comunali: un esercito che, per numero, batte persino la Regione siciliana!) di andare avanti alla ricerca di risorse finanziarie da reperire comunque e in ogni dunque, lì aumentando la TARI, là con gli autovelox, lì con una ZTL che non ha affatto ridotto l’inquinamento e via tartassando (i cittadini).

E che dire, sempre a proposito di turismo, del Teatro estivo di Verdura chiuso a Ferragosto? Luogo tradizionale di spettacoli estivi del Teatro Massimo di Palermo, quest’anno, senza alcun coinvolgimento della città, ‘qualcuno’ (ma chi?) ha deciso che il Teatro di Verdura sarebbe stato gestito da un’associazione privata.

Risultato: gli spettacoli estivi del Teatro Massimo sono stati relegati in spazi improvvisati, mentre l’associazione privata che avrebbe dovuto gestire il Teatro di Verdura è stata messa alla porta, con l’interruzione di tre spettacoli, a quanto pare per morosità. E i cittadini che hanno acquistato i biglietti?

Il tutto in una città sempre più rovente, dove gli effetti del caldo vengono maggiorati dal taglio degli alberi che ha ormai raggiunto numeri impressionanti.

Ma sarebbe ingiusto segnalare Palermo come unico caso siciliano di gestione confusa del turismo e, in generale del territorio. Eclatante è anche il caso di Stromboli, l’isola delle meraviglie dove l’attività stromboliana del vulcano dovrebbe essere un monito per gli amministratori.

Tra l’altro, di recente, si è verificato un incidente che avrebbe potuto causare un’ecatombe. Ma… Ma sembra non gliene freghi niente a nessuno.

“L’Isola di Stromboli nell’arcipelago delle Eolie – scrive Sapere Scienza – è un vulcano attivo. Spesso ci dimentichiamo di questi ‘dettagli’ che però tornano prepotentemente alla ribalta quando accadono tragedie come quella del 3 luglio scorso, quando una fase esplosiva particolarmente violenta e improvvisa del vulcano ha causato una pioggia di lapilli e bombe vulcaniche, con emissione di gas e ceneri, anche a grande distanza, e l’innesco di numerosi incendi”.

“Purtroppo c’è stata una vittima. Ma poteva andare molto peggio – prosegue l’articolo di Sapere e Scienza – se nel momento dell’esplosione, anziché pochi escursionisti, fosse stata presente sul posto anche una sola delle numerose e consistenti comitive che in questa stagione affollano le pendici del vulcano. Stromboli ha un comportamento peculiare, che dà il nome a una categoria di attività vulcanica detta appunto stromboliana, caratterizzata in media da una bassa intensità e una lunga persistenza, con fasi esplosive che avvengono a intervalli abbastanza regolari. L’ultima grossa crisi è stata nel 2002, quando un collasso lungo la Sciara del Fuoco, il ripido pendio di lava, lapilli e scorie sul fianco settentrionale dell’isola, produsse anche un piccolo tsunami; ma ci sono state eruzioni nel 2007 e nel 2014, che per fortuna non hanno causato vittime o danni”.

Un luogo pericoloso. Che in queste ore, come se nulla fosse, è preso d’assalto da turisti che piombano nell’isola su barconi improvvisati. “Sono scene che non si sono mai viste – scrive La Repubblica – e che stanno scatenando le proteste di residenti, villeggianti e turisti di lunga permanenza quelle che, ormai da diverse settimane, si vedono tra le quattro e le sette del pomeriggio a Scari, la frazione dell’isola che ospita l’unico molo al quale attraccano, spesso contemporaneamente, aliscafi e barconi. E il parroco don Giovanni Longo l’allarme: ‘Il molo è intasatissimo. A dir poco circa tre mila persone che sbarcano ogni giorno. Mi chiedo: questa è una situazione che rientra nel rispetto delle norme di sicurezza nei confronti di tutti coloro che vengono a visitare l’isola e dei residenti?”.

E che dire di Scala dei Turchi, provincia di Agrigento? Negli ultimi anni, il  tratto di costa che si distende tra Porto Empedocle e Realmone è miracolosamente sfuggito a un paio di speculazioni edilizie, ma non al’assalto dei turisti e dei vandali. Il luogo andrebbe curato, invece, come racconta e documenta l’associazione Mareamico di Agrigento, succede di tutto e di più:

“L’altro ieri, anche in presenza del Presidente Nello Musumeci, è stata riaperta la Scala dei turchi. Purtroppo, dopo la messa in sicurezza del costone di marna, ancora nulla è stato fatto nel settore della guardiania e i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Senza i necessari controlli alla Scala dei turchi nessuno rispetta le regole e il famoso monumento è in balia dei vandali: guardare per credere!”.

Qui di seguito pubblichiamo le fotografia degli sfregi inflitti a Scala dei Turchi diffuse da Mareamico. Immagini che dicono molto più di qualunque parola.

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