L’incendio nel terreno del presidente Musumeci: come mai c’erano le sterpaglie?

L’incendio nel terreno del presidente Musumeci: come mai c’erano le sterpaglie?
10 agosto 2019

Ce lo chiediamo perché – stando alle nostre conoscenze che risalgono agli anni ’80 – i privati titolari dei terreni sono tenuti a rimuovere le sterpaglie e le erbe secche proprio per prevenire gli incendi. Se i privati non intervengono, deve intervenire il Comune di pertinenza, in via sostitutiva. Ogni altro commento è superfluo  

Leggiamo sul quotidiano La Sicilia:

“Un incendio di sterpaglie si è sviluppato intorno alle 20 di ieri in un terreno di proprietà del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, a Militello Val di Catania, senza causare danni ai fabbricati e coltivazioni. Il rogo è stato spento dalla Forestale – intervenuta insieme alla Protezione civile – mentre la Sezione scientifica dei carabinieri indaga sull’accaduto e fino a questo momento non esclude alcuna ipotesi, compresa quella dolosa. Sul luogo non sono state trovate tracce di sostanze per innescare il rogo”.

“Il governatore da giorni – conclude l’articolo – conduce una campagna contro gli incendiari e qualche giorno fa si è recato a Monreale (Pa) dopo l’incendio che ha ridotto in cenere cento ettari di vegetazione e causato danni alle abitazioni”.

Abbiamo letto bene? Rileggiamo:

“Un incendio di sterpaglie si è sviluppato intorno alle 20 di ieri in un terreno di proprietà del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci…”.

Noi sappiamo che i proprietari dei terreni privati sono tenuti ad eliminare le sterpaglie proprio per prevenire gli incendi. E sappiamo anche che se i privati non intervengono, la parola passa ai Comuni. In questo caso – da quello che leggiamo – sarebbe dovuto intervenire, in via sostitutiva, il Comune di Militello Val di Catania.

Il proprietario del terreno – a giudicare da quello che leggiamo su La Sicilia – non ha provveduto ad eliminare le sterpaglie. E considerato che si è verificato un “incendio di sterpaglie”, come leggiamo sempre sul quotidiano siciliano, abbiamo il vago ‘sospetto’ che nemmeno il Comune di Militello Val di Catania sia intervenuto.

Ogni altra considerazione la lasciamo ai lettori e alle autorità.

QUI L’ARTICOLO DE LA SICILIA

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