Il Ponte di Messina? Finiamola! Con 70 euro si va a Berlino in aereo, altro che pedaggi (di cui non parla nessuno)

25 luglio 2019

Il protagonista di TerraeLiberAzione torna ad accendere i riflettori su un progetto – che fino ad oggi è rimasto nelle chiacchiere e sulla carta (a parte la sceneggiata del Governo Berlusconi 2001-2006) – che non condivide. In questo articolo spiega le ragioni del suo secco “No”. E invita i siciliani a difendere gli aeroporti da una possibile, oscura privatizzazione che avrebbe il sapore di una nuova colonizzazione 

di Mario Di Mauro

“Ponte di Messina” o “Ponte per il Mondo”?

Il Totem del “Ponte di Messina” è una regolarità dello Spettacolo coloniale in cui sprofonda la sicilietta italienata: una “riserva indiana”. Comunque la si pensi non c’è nessun bando di gara per il general contractor, non c’è nessun progetto esecutivo cantierato, non c’è nessuno stanziamento di miliardi per realizzarlo… e nessuna concreta attività istituzionale volta in questa direzione. Ma i don Chisciotte hanno bisogno di mulini a vento (e “combattono” con argomenti già ridotti a reciproca caricatura “terrapiattista”). E questo vale, grossomodo, per “pontisti” & “antipontisti”: kista è a zita!.

Nella nostra quarantennale opposizione razionale al “Ponte” siamo quelli che hanno denunciato, con ironia, anche la speculazione progettuale: il “MILIARDO per NON FARLO”!. E siamo quelli che hanno dialogato coi “pontisti potenti”, mettendoli in vera confusione!. E lo rifaremo, quando servirà.

Oggi – sulla questione “Ponte”- va in scena un teatrino: c’è solo propaganda ideologica (aria fritta), tanto “a favore” quanto “contro”.

Se il “No Ponte” fosse stato solo quello dei nostri cortei di strada, il “Ponte” lo avrebbero già fatto negli anni Ottanta di Craxi: il “Ponte Garibaldi”, anche il nome aveva già: per farci diventare “italiani al 100%”, come rilanciò poi Berlusconi nel 2008.

Quando proveranno a mettere – per la “settima volta”- la loro “prima pietra”, noi ci saremo, come sempre, per opporci a questa opera antistorica, pericolosa e certo non “prioritaria”, nell’Isola senza strade e treni, l’Isola delle 913.000 case svuotate dalla C.E.M. (la nostra emigrazione coatta), l’Isola senza “servizi pubblici” decenti e… senza “cervello politico”!

(E anche l’Isola senza cielo).

Se poi, quando sarà, dovesse servirci un “tunnel ferroviario” sotto il Canale di Messina – ammesso che sia tecnicamente realizzabile e durevole per 150 anni!- verrà realizzato dalla Sicilia sovrana e indipendente.

Ma nell’Epoca del volo aereo a costo d’autobus, l’insularità strategica della Sicilia va afferrata nella Battaglia dell’Aria…incluse le rotte cargo; e non ci serve nessun ponte con pedaggio A/R di almeno 70 euro per “collegare” Messina e Villa San Giovanni…con 70 euro si va a Berlino!.

Ci manca solo la tassa per entrare e uscire da casa nostra! Ballate pure intorno al Totem, ma ora servono solo più aliscafi e traghetti 3.0 anche su nuove linee per decongestionare la città di Messina ed evitare gli ingorghi (l’effetto collo di imbuto). Ora!

Quanto alle merci: non è certo un problema se i “wurstel padani” arrivano mezzora dopo: non scadono! E i microchip ST, il biomedicale dell’Etna Valley ma anche le arance catanesi vengono commercializzate perfino in Cina: non ci serve certo un ponticchio ottocentesco per la Calabria!.

Non è servito alcun “ponte” alle petroliere e alla petrolchimica (e ai due gasdotti) che fanno della nostra Isola una colonia energetica… piuttosto, il Sistema coloniale che saccheggia la Sicilia sta sviluppando “ponti elettrici” (oggi sotto lo “Stretto” e per Malta; domani per saccheggiare la Tunisia) vendendoci la favola coloniale della nostra “insufficienza energetica” perfino nelle nebbie di “energie” che di “rinnovabile” hanno certo il Profitto miliardario che paghiamo noi Siciliani in bolletta! A chi?. Alle massomafie europee e nostrane

Né è servito alcun “ponte” per fare della Sicilia il grande snodo mediterraneo delle TLC globali.

Né è servito alcun ponte per fare della Sicilia una micidiale piattaforma militare dell’imperialismo italo-americano.

Né ci serve alcun ponticchio per sviluppare scientificamente e governare con intelligenza un flusso turistico globalizzato per 12 mesi all’anno!

Ci serve ben altro in Sicilia: e non va chiesto ad altri, ce lo dobbiamo FARE noi Siciliani!

Mentre non ci sorprende la “censura di regime”, non ci aspettavamo il sabotaggio di troppi (che pure abbiamo informato) verso una vera battaglia strategica di oggi, che, peraltro, spiazza ideologicamente il “pontismo” colonizzato della sicilietta italienata:

“SI AL PONTE PER IL MONDO!- Calàti i manu dagli Aeroporti siciliani! SI a una Compagnia Aerea Siciliana!

“Fontanarossa” sta per essere messa all’ASTA GLOBAL. E poi toccherà agli altri aeroporti… Altro che “ponte & no ponte”… Il Nemico è sempre più avanti. Ma don Chisciotte non lo vede.

Nel 2009 – in piena battaglia vera – abbiamo sintetizzato – (per il settimanale messinese “Centonove”) – i nostri 10 motivi contro il “Ponte”. Li riproponiamo:

A Berlino si va in aereo.

Le merci – per chi ha la fortuna di averlo – si muovono in prevalenza sul mare: sulle navi “ro-ro”, sulle Panamax… (e sui voli cargo).

A Messina occorre incentivare la cantieristica e restaurare la Zona Franca fiscale e doganale.

Un ponte a campata unica, lungo quanto è alta l’Etna… se tecnicamente possibile (e non ne esiste neanche uno!), difficilmente reggerebbe nel Tempo: e le immani Faglie tettoniche del nostro Terra-Mare non sono una opinione!

A Messina e Reggio è urgente la messa in sicurezza antisismica: non agire subito è da criminali!

L’insularità siciliana è una risorsa storico-culturale, politica e anche giuridica: ma non per elemosinare sconticini e piagnucolare alla corte del potente di turno!

Il tunnel – solo ferroviario – costa molto meno del ponte spettacolare.

…ma ha senso solo se si fa la TAV (quella utile: prima da Catania-Fontanarossa a Palermo-Punta Raisi, per unire la Sicilia e i Siciliani!).

Chi sarebbero gli “investitori” nella quota privata su un’opera faraonica che non reggerà economicamente senza imporre pedaggi di cui nessuno parla?

Per ultimo, ma va detto: come sarà fronteggiato l’assalto delle massomafie alla grande abbuffata (non solo le bande siculo-calabre, ma soprattutto quelle tosco-padane)? Non sarebbe la prima volta che ci lascerebbero un ecomostro nel Deserto coloniale. Sia chiaro: è solo la decima motivazione, ma non è un dettaglio.

Chi conosce il Mondo sa che la mobilità del Secolo XXI ha preso altre strade: vanno sviluppate a 360°. Il Totem del “Ponte di Messina” – l’unico ponte che divide! – è solo un bidone vuoto dello Spettacolo coloniale in cui sprofonda la sicilietta italienata.

SI AL PONTE PER IL MONDO! – Calàti i manu dagli Aeroporti siciliani! SI a una Compagnia Aerea Siciliana!.

Foto tratta da quotidianodiragusa.it

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