A furia di tirare la corda Salvini otterrà un mezzo ‘golpe europeista’ tipo Monti…/ MATTINALE 343

A furia di tirare la corda Salvini otterrà un mezzo ‘golpe europeista’ tipo Monti…/ MATTINALE 343
20 luglio 2019

Non è facile capire se i continui strappi del leader della Lega di Salvini al Governo siano fatti apposta per passare all’opposizione, o siano frutto di dabbenaggine politica. Quello che è oggettivo è che ha fatto di tutto per fare commissariare l’Italia dalla Troika. E i grillini? Tranquilli: verranno premiati: facendo eleggere Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione UE hanno bloccato il cambiamento in Europa. Un ‘premio’ europeista lo meritano senz’altro…

di Economicus

Non sappiamo se quella del leader della Lega e Ministro degli Interni, Matteo Salvini, sia una strategia per mettere in crisi l’attuale Governo e andare all’opposizione. Quello che sappiamo invece con certezza è che i leghisti hanno tirato troppo la corda. Ancora in queste ore sbraitano perché non riescono ad ottenere la ‘regionalizzazione’ della scuola: che significa, tanto per cambiare, più soldi alle scuole del Nord e meno soldi alle scuole del Sud.

Le richieste della Lega sulla scuola e, in generale, sulla cosiddetta ‘Autonomia differenziata’, oltre ad essere incostituzionali, sono anche senza capo né coda. Sono irricevibili, perché uno Stato non può penalizzare una parte del Paese – il Sud – già fortemente penalizzata (in favore del Centro Nord) per dare altre risorse finanziarie al Centro Nord.

La realtà è semplice: basta osservarla con attenzione. Venti anni di moneta unica europea hanno cambiato il volto dell’Europa e dell’Italia. Ci sono aree dell’Europa che stavano già bene e che, con l’euro, stanno ancora meglio. La Germania, ad esempio, non ha certo completato la riunificazione tra l’Est ex comunista e l’Ovest: ma quelle che un tempo erano “Le due Germanie” sono oggi un ricordo.

La distanza tra le due ex Germanie si è accorciata in un tempo tutto sommato molto breve (basti pensare al divario economico, sociale e infrastrutturale tra Nord e Sud Italia che, dopo oltre 150 anni di ‘presunta’ unificazione, è addirittura cresciuto!). Il costo di questa riunificazione (sicuramente ancora parziale e perfettibile) la Germania l’ha fatto pagare all’Unione Europea.

Basti pensare a come la UE ha massacrato la Grecia per un debito di 300 miliardi di euro. E mentre Unione Europea (UE), Banca Centrale Europea (BCE) e Fondo Monetario Internazionale (FMI) tagliavano alla Grecia non soltanto il 50% dei dipendenti pubblici, ma anche i servizi sanitari e gli stessi medicinali (nessuno saprà mai qual è stato il costo umano di queste scelte ‘europeiste’), alla Germania venivano regalati 250 miliardi di euro per ripianare i ‘buchi’ delle banche tedesche.

Non tutti i ‘buchi’ delle banche tedesche sono stati, come si direbbe in Sicilia, “attuppati” (leggere coperti). Perché ce n’è uno, di ‘buco’, nel cuore del sistema economico e bancario tedesco, che non può essere coperto: è lo scenario micidiale che si nasconde dietro i conti della Deutsche bank, che ha in ‘pancia’ 70 miliardi di euro di titoli ad alto rischio e 50 mila miliardi di euro (avete letto bene: 50 mila miliardi di euro che, in realtà, potrebbero essere un po’ di più) di esposizioni sui derivati.

Non siamo, ovviamente, tutti uguali. Per problemi pari a un millesimo degli attuali problemi di Deutsche bank il Sud Italia ha perso il proprio sistema creditizio di riferimento. Banco di Napoli, Banco di Sicilia e Sicilcassa non ci sono più: sono serviti – che Iddio abbia in gloria la Banca d’Italia che ha ‘pilotato’ questa operazione antimeridionale – per ‘parare il culo’ (non troviamo un’espressione più calzante) ad alcune banche del Centro Nord Italia.

Anche per dare ulteriore forza alla Germania ed evitare che esploda il ‘caso Deutsche bank’, le massoneria finanziarie e bancarie europee hanno pensato bene di dare la presidenza della Commissione Europea alla Germania. Ma alla signora Ursula von der Leyen mancavano nove voti per essere eletta, visto che alcuni dei parlamentari Socialisti (circa un terzo) si sono svegliati dal torpore ‘europeista’ e, insieme con gli europarlamentari Verdi, avevano deciso di bloccare non la candidata del PPE Ursula von der Leyen, ma la candidata del PPE e la Germania.

Ma a risolvere i problemi sono arrivati gli ‘statisti’ del Movimento 5 Stelle’, ovvero i 15 eurodeputati grillini che hanno reso possibile “un’operazione Milazzo” alla tedesca. Così la ‘mastina teutonica’, la donna che voleva penalizzazioni più pesanti per la Grecia, la donna che vorrebbe prendere l’oro degli Stati europei indebitati a garanzia del debito è stata eletta presidente della Commissione Europea.

Settimane di trattative tra i Verdi e i Socialisti rinsaviti per ‘bocciare’ la signora Ursula von der Leyen, eleggere un altro presidente della Commissione UE e cominciare, finalmente, a promuovere in Europa politiche economiche espansive (possibilmente facendo esplodere il ‘bubbone’ della Deutsche bank) non sono serviti a nulla. A bloccare il cambiamento in Europa hanno pensato i 15 ‘intelligenti’ europarlamentari grillini, insieme con gli ancora più ‘intelligenti’ vertici del Movimento 5 Stelle. 

E che cosa coglie Salvini di tutto quello che è successo in questi ultimi giorni in Europa? Praticamente nulla. O forse tutto.

E qui torniamo alla considerazione iniziale: non sappiamo se Salvini stia tirando la corda dell’attuale Governo per andare all’opposizione. Ma sappiamo che sta tirando la corda oltre il limite consentito. Certo, chiedendo l’impossibile – l’Autonomia differenziata (che poi non sarebbe altro che la ‘Secessione dei ricchi’) e la regionalizzazione della scuola – rinsalda le fila dei suoi elettori.

Ma ci sono ancora tre anni e mezzo abbandonanti di legislatura. Che significa? Semplice: che la Germania – che ormai ha comunque ‘sterilizzato’ il pericolo Deutsche bank – può sempre, d’accordo con la Troika, ‘sbarellare’ l’attuale Governo italiano, buttare fuori dallo stesso Governo la Lega e mettere a capo del nuovo esecutivo un proprio sodale: insomma, potrebbe fare quello che ha già fatto nel 2011.

Se ci avete fatto caso, in Tv si vede sempre più spesso Nicola Zingaretti che, con il suo PD, dovrebbe andare a sostituire la Lega, magari con il contorno di deputati e senatori transfughi raccolti qua e là.

Salvini vuole che ciò avvenga? Di certo c’è un dato oggettivo: non ha fatto molto per evitarlo.

E i grillini? Alla fine andrebbero ricompensati. Volendo, facendo eleggere la signora Ursula von der Leyen a capo del Governo della UE sono stati determinanti nel bloccare il cambiamento in Europa… Magari li premieranno facendogli ‘inghiottire’ la TAV…

 Foto tratta da tpi.it

 

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