Oggi ricordiamo un grande argentino-eoliano-siciliano: René Gerónimo Favaloro, l’inventore del bypass aortocoronarico

Oggi ricordiamo un grande argentino-eoliano-siciliano: René Gerónimo Favaloro, l’inventore del bypass aortocoronarico
12 luglio 2019

“Qui a Salina, la terra dei miei nonni, mi emoziono, come sempre accade, fino al midollo delle ossa. Ora sto poggiando i piedi sopra le mie radici. La prima volta fu un’estate di diversi anni fa. Mi incamminai solo, passeggiando per queste valli, godendo della vista del loro verde lussureggiante, dei fiori profumati, fermandomi spesso per raccogliere questa terra con le mie mani, stringendola e strofinandola con amore. Ho rubato furtivamente qualche chicco d’uva, masticandolo lentamente, pensando che questa era l’uva che assaporavano i miei nonni”
(René Gerónimo Favaloro) 

di Maddalena Albanese

Oggi si ricorda René Gerónimo Favaloro, nato il 12 luglio del 1923 a La Plata in Argentina. È stato un esimio cardiochirurgo ed è considerato l’inventore del bypass aortocoronarico. Favaloro era di origine eoliana, da Isola Eolie, quindi siciliano (anche se gli eoliani si considerano prima eoliani e poi siciliani: ma questo è un dettaglio).

I suoi nonni abitavano a Valdichiesa, nell’isola di Salina. Coltivavano la vite e producevano la Malvasia delle Lipari che commercializzavano nel Mediterrano grazie ad un veliero di loro proprietà.

L’attacco della Fillossera, che dal 1863 ai primi del ‘900 provocò danni in tanti Paesi europei (vuoi vedere che è scesa in Sicilia con i Savoiardi!), distrusse le loro coltivazioni costringendoli ad emigrare in Argentina, dove, ricominciando dal nulla, hanno fatto crescere i figli e i nipoti. Non sapevano che uno di loro, Renè, li avrebbe resi famosi in tutto il mondo e per tutti i tempi a venire, grazie a tutti i padri di famiglia che sarebbero stati salvati dalle sue innovative terapie chirurgiche.

Il Bypass aortocoronarico (Bac) è l’intervento cardiaco che alla fine degli anni Sessanta (il primo è stato eseguito il 9 maggio del 1967) ha cambiato per sempre il decorso naturale della malattia cardiovascolare. Da quel momento il paziente infartuato non era più destinato a piatire il proprio destino dall’evoluzione più o meno benigna della malattia cardiovascolare, ma poteva intervenire in maniera attiva, con l’aiuto dei medici, per andare incontro alla guarigione.

Il Bac è un intervento con il quale il tratto di un’arteria coronaria (le coronarie sono le arterie che nutrono il muscolo cardiaco) occluso da un trombo, viene escluso dal circolo attivo, tramite un ponte vascolare, che ricongiunge i tratti pervi del vaso stesso a monte e a valle dell’occlusione, come farebbe un ponte, una circonvallazione (un bypass appunto). Il bypass vascolare si può fare anche su un’arteria periferica occlusa da un trombo. Noi stiamo parlando di quel particolare bypass fatto sulle arterie nutritizie del cuore.

Il Bac, nel tempo, sarebbe stato affiancato da altri trattamenti, meno invasivi, come l’angioplastica cardiaca percutanea con posizionamento di stent. Ma rimane a tutt’oggi l’intervento principe per le patologie coronariche severe.

Questo scritto è un breve omaggio che nasce da una Siciliana ad un suo conterraneo, per ringraziarlo del bene che ha fatto all’umanità e dell’orgoglio di cui riempie il cuore di tutti i Siciliani.

Foto tratta da meteoweb.eu

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