Incendi in Sicilia, i grillini chiamano in causa il Governo Musumeci

11 luglio 2019

Siamo d’accordo sul fatto che la Regione siciliana è in quasi default non dichiarato. Però, a questo punto, andrebbe fatta un’operazione-verità: se il Governo regionale non ha i soldi per iniziare le opere di prevenzione degli incendi nei primi giorni di maggio e se manca il 50% dei viali parafuoco, il presidente Musumeci lo dovrebbe dire a chiare lettere. Però se mancano i soldi chi pagherà i Canadair? O, alla fine, è solo disorganizzazione?    

Sull’emergenza incendi in Sicilia esplosa ieri con la prima, vera sciroccata i grillini dell’Assemblea regionale siciliana chiamano in causa il Governo regionale di Nello Musumeci.

“Nonostante il tentativo del presidente Musumeci di deresponsabilizzarsi sull’emergenza incendi, puntando il dito solo sui piromani – dicono in un comunicato i parlamentari Giampiero Trizzino, Stefania Campo, Nuccio Di Paola e Valentina Palmeri – ci preme ricordare purtroppo che la Regione siciliana ha pesanti responsabilità. E’ dovuto intervenire in queste ore infatti il governo Conte a disporre il potenziamento dei servizi di soccorso dei vari comandi regionali dei Vigili del Fuoco, sostituendosi di fatto alla convenzione che la Regione avrebbe dovuto stipulare ad inizio stagione estiva e che non ha invece rinnovato”.

“Della convenzione dello scorso anno peraltro – prosegue la nota dei grillini – i nostri vigili non hanno visto un solo euro, dato che hanno lavorato e non sono ancora stati pagati perché la Regione non ha liquidato le somme. C’è poi la mancata riorganizzazione dei forestali che provoca il dimezzamento dei viali parafuoco in tutta la Sicilia e la flessione di oltre 700 postazioni operative in tutta la regione perché mancherebbero le somme in bilancio”.

“Mentre la Sicilia brucia – spiega Giampiero Trizzino – Musumeci fa il gioco che gli riesce meglio, ovvero girarsi dall’altra parte. Ci arrivano decine di segnalazioni di operatori dei vigili del fuoco e altri attori del comparto che ci riferiscono di aver chiesto più volte, tramite le loro rappresentanze, di essere ricevuti dal presidente Musumeci per attuare il dispositivo di prevenzione, sicurezza e soccorso garantito dal corpo nazionale dei Vigili del Fuoco dato che alla vigilia della stagione estiva era palesemente insufficiente. Ebbene, ad oggi quella che gli operatori hanno registrato e anche i cittadini che stanno facendo la conta dei danni, è la totale inazione del governo regionale. Prova ne sia purtroppo che lo stesso incendio che ha distrutto la riserva di Priolo è partito dal ciglio della strada dove, come dichiarato dallo stesso sindaco Pippo Gianni, la Regione non aveva fatto il viale parafuoco. Abbiamo quindi la prova empirica dell’inazione della Regione siciliana sul fronte incendi e prevenzione”.

“Musumeci – prosegue il capogruppo Francesco Cappello – non nasconda le proprie inadempienze dietro ai piromani. Al presidente – dice il deputato – ricordiamo che solo qualche anno fa in circostanze simili definiva un alibi quello dei piromani, salvo rifugiarcisi oggi per sottrarsi alle sue colpe. A Musumeci ricordiamo anche che quando era ancora tra i banchi dell’opposizione tuonava contro la Protezione civile, che definiva un guscio vuoto. Ci dica se e come lo ha riempito questo guscio, ora che spetta a lui agire, visto che è al governo, anche se, per la verità, non è che abbiamo fatto molto per farlo vedere ai siciliani”.

Da quello che abbiamo capito le carenze nelle attività del servizio di prevenzione degli incendi sono dovute alla mancanza di fondi. Però, se è così, chi pagherà i Canadair, i cui servigi costano 14 mila euro all’ora?

 

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