Taglio dei vitalizi, la Cassazione ‘boccia’ il ricorso degli ex parlamentari di Camera e Senato

Taglio dei vitalizi, la Cassazione ‘boccia’ il ricorso degli ex parlamentari di Camera e Senato
9 luglio 2019

Il giudizio della Cassazione è netto: sui vitalizi degli ex parlamentari decide il Parlamento e i ricorsi lasciano il tempo che trovano. E’ una vittoria, su tutta la linea, del Movimento 5 Stelle. ‘Bruttissime’ notizie all’Ars per Gianfranco Miccichè e compagnia bella, che dovranno adeguarsi a quanto fatto da Camera e Senato 

La Corte di Cassazione ha ‘bocciato’ il ricorso presentato dagli ex parlamentari contro il taglio dei vitalizi. Si tratta di una vittoria politica del Movimento 5 Stelle.

Leggiamo sul Blog delle Stelle:

“Abbiamo abolito i vitalizi agli ex parlamentari e agli ex consiglieri regionali applicando un principio di giustizia sociale che fa risparmiare ai cittadini milioni di euro ogni anno, ma i professionisti della politica hanno fatto di tutto per riavere indietro il malloppo. Oggi la bella notizia è che la Cassazione ha bocciato il ricorso dei nababbi”.

In effetti, in alcuni casi, i vitalizi corrisposti agli ex parlamentari ( e ai propri parenti in caso di dipartita) erano veramente eccessivi.

Secco il giudizio della Cassazione: l’attribuzione degli assegni vitalizi per gli ex parlamentari non può che essere decisa dagli organi dell’autodichia, la cui previsione risponde alla medesima finalità di garantire la particolare autonomia del Parlamento”.

Per la cronaca, l’autodichia è l’organo dello stesso Parlamento (composto da parlamentari) chiamato a pronunciarsi su tale tema: e il giudizio dell’autodichia non può essere messo in discussione. Questo significa che è lo stesso Parlamento che decide sui vitalizi, e se gli ex parlamentari non sono d’accordo on hanno dove andare, perché non ci può essere un organo che, su tale questione, può decidere al di sopra dello stesso Parlamento.

“La nostra vittoria non si tocca – leggiamo sempre nel Blog delle Stelle -. Un’altra promessa mantenuta e una pietra tombale sulle pretese di chi, per anni, ha ricevuto un assegno del tutto smisurato rispetto ai contributi versati durante gli anni in Parlamento. Se ne faccia una ragione il PD che, con il suo tesoriere, Zanda, ha annunciato di voler riproporre la legge per reintrodurre i vitalizi che noi abbiamo abolito. Se ne faccia una ragione la ‘grande stampa’, che per anni ci aveva detto che non si poteva fare. Se ne facciano una ragione tutti coloro che hanno intascato centinaia di migliaia di euro mentre agli italiani chiedevano sacrifici”.

Alla Camera dei deputati il risparmio sarà di 40 milioni di euro all’anno. Con il taglio de vitalizi al Senato si risparmieranno altri 16 milioni milioni di euro.

“In totale – leggiamo ancora nel Blog delle Stelle – fanno 56 milioni, 280 milioni a legislatura, che resteranno nelle ‘casse’ dello Stato anziché andare in tasca ai privilegiati e saranno destinati a chi fa fatica ad arrivare a fine mese. È un messaggio, un segnale: da quando il MoVimento 5 Stelle è al Governo abbiamo iniziato una lotta senza quartiere alla Casta. Entro l’autunno taglieremo 345 parlamentari con un risparmio di mezzo miliardo di euro e continueremo, senza fermarci, a tagliare tutti gli sprechi”.

E in Sicilia? Brutte notizie per il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, e compagni. Chi pensava, alla fine di questa legislatura, di godersi un bel vitalizio (magari 8 mila euro al mese con tre legislature alle spalle) se lo dovrà levare dalla testa. La somma verrà dimezzata.

E se all’Ars proveranno a fare i furbi – magari con tagli inferiori, in proporzione, a quelli operati da Camera e Senato – in questo caso ci sarà sì un ricorso per adeguare i tagli dell’Ars a quelli romani.

QUI L’ARTICOLO DEL BLOG DELLE STELLE

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