Il grande caldo dell’India e i misteri del clima in Sicilia (pensiamo al MUOS di Niscemi e ai fatti di Canneto di Caronia)

Il grande caldo dell’India e i misteri del clima in Sicilia (pensiamo al MUOS di Niscemi e ai fatti di Canneto di Caronia)
5 luglio 2019

Se per il grande caldo che in questi giorni ha colpito l’India (ma anche alcuni Paesi europei) gli scienziati non hanno dubbi sull’origine dovuta ai cambiamenti climatici, per i ‘capricci’ del clima che vanno in scena in Sicilia c’è chi, come Giovanni Cicciarella, invita ad osservare alcuni fatti e, soprattutto, a riflettere sulle tante, troppe stranezze passate e, soprattutto, presenti…  

Un articolo pubblicato da Ambiente Bio sul clima impazzito nel Pianeta Terra – in queste, in particolare, con manifestazioni eclatanti in India – ci riporta a un paio di chiacchierate telefoniche con Giovanni Cicciarella sulle anomalie climatiche (e forse non soltanto climatiche) che vanno in scena in Sicilia. Se di quello che sta avvenendo in India si occupano gli scienziati di fama mondiale, di quello che succede nella nostra Isola si occupa, in solitudine, il citato Giovanni Cicciarella, che nella vita fa l’agricoltore.

Qualcuno ci chiederà: ma che legami ci sono tra i cambiamenti climatici (che, in verità, non interessano solo l’India, ma tutto il Pianeta) e le ‘stranezze’ siciliane più volte denunciate da Ciacciarella (vedere articoli allegati in basso)? Il legame, a nostro avviso c’è, e lo scriviamo anche a costo di passare per “complottisti”.

Ma andiamo per ordine. Cominciamo con l’articolo di Ambiente Bio.

Ricordiamo che uno studio dello scorso anno ci ha avvertito che le ondate di calore saranno sempre più intense e sempre più frequenti. Il caldo anomalo riguarderà tutto il Pianeta Terra: quindi anche l’Europa. Con effetti pesanti sugli esseri viventi: mondo animale e mondo vegetale.

“India: il caldo torrido oltre i 50° che ha già creato vittime – leggiamo su Ambiente Bio -. Proprio questo sta succedendo nel nord dell’ India, che è letteralmente in fiamme, con carenza d’acqua e gravi conseguenze sulla popolazione. Le temperature arrivano sopra di 50 gradi Celsius, ed è il periodo più secco degli ultimi 65 anni. Per questa onda di calore anomala, che nel distretto di Churu a raggiunto anche i 51° gradi, ci sono stati già dei decessi. Il caldo anomalo è destinato a continuare anche negli stati del Rajasthan, del Maharashtra, del Madhya Pradesh, del Punjab, dell’Haryana e dell’Uttar Pradesh”.

L’India è un Paese che, storicamente, ha sempre fatto i conti con le carestie (COME POTETE LEGGERE QUI). Ma questa volta le temperature sembrano veramente proibitive:

“Queste temperature così alte – leggiamo ancora su Ambiente Bio – possono portare la popolazione a sviluppare malattie e ad avere attacchi di ictus, indipendentemente dalla fascia di età. L’acqua scarseggia e i fiumi e laghi nella regione hanno iniziato a prosciugarsi, con relativa preoccupazione per la scarsità dell’acqua”.

Il caldo anomalo, ormai, è una realtà. Cosa lo provoca? Secondo gli scienziati, il riscaldamento globale. E gli effetti?

“Da qui al 2080 – leggiamo sempre nell’articolo di Ambiente Bio – le morti provocate dalle ondate di calore potranno aumentare drammaticamente, nelle regioni tropicali e subtropicali. Non solo. I decessi incrementeranno anche in aree tradizionalmente meno calde come l’Europa e gli Stati Uniti. Le conclusioni – prosegue l’articolo – sono state pubblicate dal prestigioso giornale PLOS Medicine. E sono devastanti. Se non ridurremo le emissioni di gas serra, le ondate di caldo provocate dal climate change ci uccideranno, letteralmente”.

“Gli studiosi sono arrivati a queste conclusioni – leggiamo sempre nell’articolo di Ambiente Bio – analizzando diversi modelli predittivi, che tengono in considerazione i livelli di gas serra nell’atmosfera, le strategie di adattamento e la densità della popolazione in 20 Paesi. Le stime sono devastanti. Le Filippine potrebbero avere 12 volte più morti tra il 2031 e il 2080, a causa del caldo, rispetto al periodo 1971-2020. Incrementi significativi anche in Australia e Stati Uniti, dove i decessi aumenteranno di cinque volte. In Gran Bretagna di quattro volte”.

Rispetto a questo scenario cosa si può fare? “Per i ricercatori – prosegue l’articolo – le stime sono leggermente più ottimiste nel caso in cui tutti i Paesi implementassero a pieno gli Accordi di Parigi sul Climate Change. In questo caso, il numero di decessi in Gran Bretagna sarebbe ‘solo’ raddoppiato e non quadruplicato”.

 

Nell’articolo si racconta anche del caldo che ha colpito l’Europa. Ovvero: 45 gradi in Portogallo, 44 gradi in Spagna. E gli incendi. Come quello di Atene, con 76 morti e 16 feriti gravi (COME POTETE LEGGERE QUI).

Grande caldo anche in Svezia, in Norvegia. Mentre, come racconta sempre Ambiente Bio, “sopra il Circolo Polare Artico registrate temperature di 15 gradi oltre la media”.

Caldo anche in Germania: “Berlino – leggiamo ancora su Ambiente Bio – sta letteralmente cambiando colore. Dal verde che circondava la capitale tedesca solo l’anno scorso, al marrone dei terreni spogli ed essiccati (Ambiente Bio riporta il seguente link)

 

Oltre che per l’uomo e per le piante, ci sono problemi anche per gli animali. Ambiente Bio, a tal proposito, cita un reportage di Independent, che mostra gli effetti dell’ondata di calore registrata in queste settimane: effetti negativi su molte specie anomali, come avvenuto in Gran Bretagna.

E in Sicilia? Diamo per scontato che anche nella nostra Isola il caldo sia provocato dai cambiamenti climatici. Ma dalle nostre, dove le stranezze abbondano, si può parlare solo di effetti climatici?

Chi scrive si è occupato dei fatti di Caronia. Ricordate? Gli incendi che si sviluppavano improvvisamente a canneto di Caronia, in provincia di Messina. Storie strane. Con le spiegazioni ufficiali che non sempre sono sembrate esaustive: anzi (QUI UN ARTICOLO e QUI UN ALTRO ARTICOLO).

E che dire della galleria di Tremonzelli, dove le automobili si spengono? Un’invenzione anche questa? E che dire del MUOS di Niscemi? La tempesta elettromagnetica provocate da questo ‘mostro’ è un’altra balla?

Insomma: siamo proprio sicuri che tutto sia legato al riscaldamento globale? O c’è qualcuno che agisce sull’ambiente? Lasciamo perdere le ‘famigerate’ scie chimiche: ormai chi le nomina viene considerato un visionario.

Però Cicciarella ci ha fatto notare uno strano pulviscolo che si vede con chiarezza nel cielo all’alba. Abbiamo deciso di scrivere questo articolo partendo da fatti oggettivi – il grande caldo di questi giorni – ma confessiamo che, da una decina di giorni, all’alba, da Palermo, oltre ai gabbiani che si catapultano nell’immondizia abbandonata nelle strade a caccia di cibo, abbiamo notato questo pulviscolo. Un fenomeno naturale?

“Non esattamente – ci dice Cicciarella -. Si tratta di una foschia creata ad arte dagli aerei”. Per fare che cosa?

“Io, da agricoltore – ci dice sempre Cicciarella – guardo agli effetti. E, nella Sicilia orientale, non posso non vedere la crisi dell’agrumicoltura, con tanti agrumeti letteralmente distrutti. Così come ho notato che, là dove le piantagioni di agrumi sono protette da barriere frangivento, i danni sono inferiori”.

Facciamo notare a Cicciarella che, nella Sicilia orientale, tante piantagioni di arance rosse sono state colpite dal virus della Tristeza (COME POTETE LEGGERE QUI). “E’ vero – replica Cicciarella – c’è la Tristeza. Tutti gli agrumeti distrutti sono stati decimati da questo virus?”.

Cicciarella ci fa notare anche la presenza – sempre più diffusa, soprattutto in estate – di frutti senza sapore. Qui non possiamo che dargli ragione. Anche perché, occupandoci un po’ di agricoltura, soprattutto con la frutta estiva, abbiamo registrato, negli ultimi anni, decine e decine di casi di persone che si domandano – e in alcuni casi ci domandano – perché la frutta non ha sapore.

Ci fa notare anche la presenza di alcune patologie tra i bovini: “Riduzione della produzione del latte – ci dice Cicciarella – e problemi di mobilità”.

Poi ci racconta di altri effetti che ha notato: “Una ridotta qualità nutrizionale – ci dice sempre l’agricoltore – un rallentamento nella crescita dell piante, una ridotta densità nella copertura vegetale. Quest’anno, per esempio – aggiunge – il fieno nativo o spontaneo scarseggia e, in alcune aree, è completamente assente”.

Cicciarella ci parla anche dell’olivo d’oliva: dopo la tragica annata dello scorso anno, quest’anno la situazione dovrebbe notevolmente migliorare. sarà così? Il nostro agricoltore non sembra molto convinto: a suo avviso, in alcune aree della Sicilia la produzione di olive, rispetto all’anno passato, migliorerà; ma ci saranno alcune zone dove ci saranno problemi.

“E vi assicuro – aggiunge – che quest’anno nella parte occidentale della Sicilia ci saranno problemi con il grano”.

A noi la cosa suona un po’ strana. replichiamo: guardi che la produzione di grano duro della Sicilia, quest’anno, non dovrebbe dare problemi: il problema, semmai, sarà il prezzo ancora basso.

“E invece secondo me, per quello che penso di aver capito – controreplica il nostro agricoltore – nella parte occidentale della nostra Isola ci saranno problemi con il grano duro, con una riduzione della produzione”.

Quello che succede agli alberi di Carrubo del Ragusano Cicciarella lo ha raccontato negli articolo che trovate allegati in calce.

Insomma, gli chiediamo a bruciapelo, secondo lei cosa sta succedendo?

“Succede che c’è il dubbio che qualcuno abbia deciso di controllare il clima – di dice senza mezzi termini -. Controllano il caldo e il freddo. E questo, ovviamente, ha effetti sulle piante e sugli animali”.

 

 

QUI PER ESTESO L’ARTICOLO DI AMBIENTE BIO SULLE ONDATE DI CALORE MORTALI 

 

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