Siamo sempre contro il Governo Musumeci? Non crediamo proprio! Scriviamo quello che vediamo

Siamo sempre contro il Governo Musumeci? Non crediamo proprio! Scriviamo quello che vediamo
29 giugno 2019

Una nostra lettrice – che è anche una nostra amica, Angioletta Massimino – ci ha scritto una lettera che pubblichiamo con piacere. Scrive che siamo sempre contro l’attuale Governo regionale di Nello Musumeci. Ma molte delle cose che abbiamo scritto negli ultimi mesi dimostrano il contrario. Comunque ci piace accettare le critiche. Se non altro perché non pensiamo di avere la verità in tasca. L’importante, quando si sbaglia, è sbagliare sempre in buona fede

LETTERA APERTA AL DIRETTORE DELLA TESTATA ONLINE “I Nuovi Vespri”

Caro direttore de ‘I Nuovi Vespri’, Giulio Ambrosetti,

forse la nostra chiacchierata telefonica è stata insufficiente a chiarire che è una mia imprescindibile caratteristica dire sempre in faccia a chiunque quel che penso, ma assumendomi anche tutte le responsabilità di quel che dico.

Nell’articolo di ieri (CHE POTETE LEGGERE QUI), pertanto, anziché indicarmi genericamente come ‘una nostra amica’, potevi benissimo aggiungere anche il mio nome e cognome.

Non volermene se esprimo qui, pubblicamente, il mio pensiero molto differente dal tuo, ma continuo ad essere più che convinta dell’onestà del nostro attuale Presidente Nello Musumeci, che neanche tu, nell’articolo sottostante, sei riuscito a smentire.

Si vorrebbe, però, rendere Musumeci colpevole a tutti i costi a causa del compromesso politico che in tempi di elezioni regionali ha dovuto accettare, alleandosi con il centrodestra per essere eletto Presidente della Regione Siciliana, come era naturale avvenisse; compromesso che ha portato all’elezione di Gianfranco Miccichè a Presidente dell’ARS.

Sono d’accordo sul fatto che non sia piacevole avere questo strano soggetto come Presidente del Parlamento siciliano (ARS), ne sono più che convinta e dispiaciuta, ma solo lui è, e sarà, responsabile per il suo operato nell’ambito del suo ruolo a Palazzo dei Normanni, anche perché la legge ci dice che la responsabilità penale è solo personale.

Il Presidente Nello Musumeci, in virtù del suo ruolo, opera a Palazzo d’Orleans e può essere responsabile penalmente, anche lui, solo per le azioni compiute direttamente da lui.

Con il tuo articolo di oggi Ieri per chi legge ndr), caro direttore Giulio Ambrosetti, mi confermi che le mie rimostranze, esposte sia a te che precedentemente alla tua redazione, sono più che fondate in quanto non vedo neanche in questo articolo un comportamento ‘super partes’ che garantisca la necessaria obiettività e terzietà con le quali un giornalista ha l’obbligo di raccontare sempre e solo la verità.

Addebitare le colpe di Miccichè a Musumeci, reo di un accordo politico necessario in tempi di elezioni, non mi sembra una bella trovata giornalistica.

Diamo ‘a Cesare quel che è di Cesare’… e basta!!

E penso e scrivo da socialista convinta, ma che sa avere l’obbiettività necessaria per dare fiducia e stima anche ad una persona dichiaratamente di destra.

A volte lasciare che qualche personaggio ingombrante e ingestibile commetta i propri errori, può essere una maniera intelligente per liberarsene una volta per sempre!

Riporto qui di seguito il passo del tuo articolo che mi riguarda e contestualmente ti autorizzo a scrivere il mio nome accanto a ‘nostra amica’.
Grazie!

“E’ un concetto che, appena qualche giorno fa, abbiamo ribadito ad una nostra amica che ci rimprovera di essere stati sempre molto duri con il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

“E’ una delle poche persone per bene della politica siciliana”, ci ha detto.

La nostra risposta – e non conoscevamo ancora quello che sta emergendo in queste ore sull’intreccio tra affari e politica che ruota attorno a Vito Nicastri e a Paolo Arata – è stata la seguente: sappiamo benissimo che Musumeci è una persona per bene, ma perché ha deciso di accompagnarsi con gli esponenti del vecchio centrodestra della Sicilia?”.

Angioletta Massimino

Primo: non ho fatto il tuo nome perché non avevo il tuo consenso. L’articolo è stato scritto giovedì sera e non potevo chiamare di notte. Ma questo non è un problema, visto che tale punto è stato chiarito.

Secondo: non ho addossato al presidente della Regione, onorevole Nello Musumeci, fatti e responsabilità ascrivibili al presidente del Parlamento siciliano, onorevole Gianfranco Miccichè.

La mia è solo una domanda politica legittima. Convengo anche sul fatto che “A volte lasciare che qualche personaggio ingombrante e ingestibile commetta i propri errori, può essere una maniera intelligente per liberarsene una volta per sempre!”.

Detto questo, le elezioni regionali ci sono state: e Musumeci è stato eletto presidente della Regione anche con i voti di Forza Italia e di Raffaele Lombardo.

Non sono al di sopra delle parti? Nel 2017 ero di parte: l’allora titolare di questo blog, il dottore Franco Busalacchi, si era candidato alla presidenza della Regione. Ed io, ovviamente, collaborando al suo blog, nel quadro di un progetto politico autonomista-sicilianista, non potevo che appoggiarlo.

La candidatura del dottore Busalacchi è stata esclusa per la mancanza di due timbri. E il suo ricorso non è stato accettato perché presentato con un giorno di ritardo. Ricordo anche la denuncia di gravi irregolarità: irregolarità che non sono state prese in considerazione (QUI IL NOSTRO ARTICOLO DEL GENNAIO 2018).

E oggi? Il dottore Busalacchi oggi non è più il titolare del blog. Ha preferito occuparsi di altro. Il blog I Nuovi Vespri oggi fa capo a me.

Cosa penso di Musumeci? Prima che si candidasse alla presidenza della Regione eravamo in rapporti cordiali, di stima reciproca.

Quando – Musumeci era già candidato – ci siamo incontrati a Palermo in una conferenza stampa convocata da lui, non mi ha nemmeno riconosciuto. Ci sono abituato: fa parte della ‘scena’: Ii Sicilia, spesso, chi diventa ‘importante’ si deve dare un ‘tono’…

Mi sono recato alla sua prima conferenza stampa. Mancavano pochi giorni al Natale 2017. Sala ‘Giuseppe Alessi’ di Palazzo d’Orleans. Musumeci ha parlato per oltre mezz’ora. Poi – e non prima – ha detto ai giornalisti che non accettava domande perché ci aveva convocato per gli auguri.

Mi sono alzato e me ne sono andato. Perché non mi piace l’idea di essere invitato ad un incontro dove un politico parla e poi rifiuta di rispondere alle domande. Anzi: impedisce ai giornalisti di porre domande.

Frequento i ‘Palazzi’ della politica siciliana dal lontano 1985: e una cosa del genere – di fatto, un atto di prepotenza – non mi era mai capitata.

Da allora non sono più andato alle conferenza stampa di Musumeci e dei suoi assessori: e non ci andrò più. E’ una questione di stile e di rispetto verso il mio lavoro di giornalista e, in particolare, di cronista-commentatore politico di lungo corso.

Questo episodio mi ha condizionato? Un po’ sì: perché non dovrei ammetterlo? Così come non ho difficoltà ad affermare che l’assessore Gaetano Armao, a mio avviso, è sempre stato un sopravvalutato. Così come non ho problemi ad affermare che considero Raffaele Lombardo uno dei peggiori presidenti della Regione nella storia dell’Autonomia siciliana.

Penso solo male di Musumeci? Assolutamente no. Ha un grandissimo merito che colgo l’occasione per riconoscergli: sta utilizzando al meglio tutti i fondi strutturali europei per la salvaguardia del territorio dal dissesto idrogeologico.

I suoi predecessori – gli ultimi due, in particolare – non utilizzavano questi fondi che poi ritornavano, quasi dimezzati, o giù di lì, come ‘riprogrammati’ da spendere ‘liberamente’.

Il Governo Musumeci sta operando molto bene sul fronte dei rifiuti. E’ vero, Palermo è in emergenza (perché non è vero che i problemi della discarica di Bellolampo sono stati risolti: come racconteremo più tardi, a Bellolampo l’attuale amministrazione comunale di Palermo sta dimostrando tutta la propria inadeguatezza), ma su Palermo i problemi li ha creati il Comune, non la Regione. 

Sempre in materia di gestione dei rifiuti, per la prima volta, in Sicilia, è stata effettuata una ricognizione complessiva; si stanno realizzando nuovi impianti (le attuali discariche sono quasi tutte sature) e, contemporaneamente, si sta puntando sulla raccolta differenziata. 

Qualcuno potrebbe obiettare che si stanno realizzando nuove discariche, chiamate eufemisticamente con nomi diversi. Ma le discariche non potranno scomparire, almeno fino a quando non si raggiungerà la condizione – assolutamente auspicabile – di ‘Rifiuti zero’: ovvero il riciclo di tutti i rifiuti. 

Ma in una Sicilia nella quale le più grandi città (Palermo, Catania, Messina, Siracusa), in materia di raccolta differenziata, raggiungono percentuali bassissime, le discariche dovranno, per forza di cose, essere realizzate.

L’attuale Governo regionale sta combinando un mezzo ‘inchiappo’ con l’attività antincendio: e stamattina lo scriviamo (QUI IL NOSTRO ARTICOLO). 

L’attuale Governo regionale non è in grado di affrontare i problemi dell’agricoltura siciliana: e noi lo scriviamo da un anno. E il motivo c’è: l’agricoltura è finita nelle mani degli uomini di Forza Italia in Sicilia che, piuttosto che occuparsi dell’agricoltura, provano a non scomparire, altro che occuparsi dell’agricoltura! 

L’attuale Governo regionale ha finalmente alzato la voce con l’ANAS: ma non è servito a niente, perché le autostrade e le strade siciliane gestite dall’ANAS lasciano molto a desiderare. 

All’attuale Governo regionale riconosciamo, invece, la buona volontà per provare a far funzionare bene il CAS, sigla che sta per Consorzio Autostrade della Sicilia. 

L’attuale Governo regionale non sta facendo nulla per fare chiarezza nel complicato mondo dei trasporti marittimi tra la Sicilia e i suoi arcipelaghi, dove una condizione di monopolio – che costa alla collettività circa 100 milioni di euro all’anno tra fondi nazionali e fondi regionali – fornisce un servizio carente. E dove vengono anche sacrificati i diritti dei lavoratori. 

L’attuale Governo regionale sul Muos di Niscemi è ‘latitante’, come lo sono stati i Governi precedenti. 

Si potrebbe continuare, tra luci e ombre, con la Formazione professionale, con le politiche del lavoro, con i beni culturali e via continuando. 

Da parte nostra non c’è alcuna prevenzione: quello che vediamo, scriviamo.

Alcune cose – a nostro modesto giudizio – vanno bene, altre meno bene, altre ancora non vanno proprio. Tutto nella normalità. Nessuna prevenzione.

g.a.   

 

 

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