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Disservizi nei trasporti marittimi, Giorgianni all’attacco: sciopero e denuncia penale

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Angelo Giorgianni, un magistrato che da tempo si batte per il miglioramento dei trasporti marittimi tra la Sicilia i i suoi arcipelaghi, passa al contrattacco. E, davanti a “disservizi che modificano unilateralmente le condizioni di trasporto”, propone uno sciopero e una denunzia “alle Procure della Repubblica competenti per territorio”. Il silenzio della politica, di maggioranza e di opposizione (chissà perché…)   

Abbiamo deciso di seguire i post su Facebook con i quali il magistrato Angelo Giorgianni fa il punto della situazione sui trasporti marittimi tra la Sicilia i suoi arcipelaghi. Quanto scrive oggi Giorgianni è veramente interessante, perché tocca un punto nodale di questa vicenda: il costo di questo servizio che viene – contemporaneamente – sostenuto dallo Stato e dalla Regione siciliana con contributi a fondo perduto e pagato dai cittadini-utenti.

“Abbiamo assistito a sistematici disservizi nei collegamenti Marittimi per le Isole Minori – scrive Giorgianni – con danno per gli utenti del Servizio e per l’Economia Turistica. Da tutte le Isole Siciliane si sono alzate voci di protesta di Abitanti, Turisti e Lavoratori sulla qualità dei servizi ed il prezzo dei biglietti, nonostante l’erogazione di fiumi di denaro pubblico per garantire la continuità territoriale, ma ciò nonostante, alcune società di Navigazione in una logica imprenditoriale pura ed non curanti delle proteste, hanno sostanzialmente aumentato i prezzi dei biglietti (in dispregio dei contratti di servizio e della convenzione) applicando un sovrapprezzo per i bagagli di dimensioni maggiori rispetto al Trolley e/o per la prevendita dei biglietti. Tutto questo determina indiscutibilmente una lievitazione dei costi non solo per gli abitanti e per i pendolari, ma anche per i Turisti, già gravati da tariffe non competitive, che certamente non li incoraggiano a scegliere le Isole”.

“Il costo dei trasporti, comunque – prosegue il magistrato – già incide significativamente sui prezzi praticati alle Isole e sul costo della vita e nei giorni a venire graverà ulteriormente danneggiando l’Economia già asfittica. Infatti, proprio in piena stagione turistica, la Siremar ha comunicato che le attività di movimentazione e/o imbarco/sbarco dei veicoli senza conducente su tutte le navi e tutte le linee è sospesa e tutti i mezzi dovranno essere accompagnati da autisti. Così il trasporto delle merci da sempre garantito anche senza autista, con risparmio del biglietto dell’autista e della giornata di lavoro dello stesso, ora sarà gravato da questi ulteriori costi, che, inevitabilmente, determineranno una pericolosa lievitazione dei prezzi, già, peraltro, preannunziata. Ed, invero, la ditta di Autotrasporti F.lli Saccá ha comunicato, che poiché il nuovo regolamento della compagnia di navigazione comporta un notevole incremento dei costi, con decorrenza 1/7/2019 sono costretti ad un aumento delle tariffe per le Isole Eolie di un euro al quintale!” (DI QUESTO PROBLEMA CI SIAMO OCCUPATI IN QUESTO ARTICOLO).

“In tale contesto – scrive sempre Giorgianni – mentre il Monopolio impera incontrastato e si consolida (grazie anche alle risorse pubbliche, erogate con grande generosità e con procedure opinabili), crescono i disservizi e lievitano i prezzi… e così, lentamente ma ineluttabilmente, si indebolisce l’Economia delle Isole e con essa vengono vanificati i sacrifici di tante generazioni. La misura è colma, ma il silenzio sia a livello locale, regionale che nazionale continua a regnare sovrano…”.

“Credo che, a fronte di tali ricorrenti disservizi riconducibili ad avarie, di frequenti soppressioni di corse, di modifiche di tariffe e di condizioni di trasporto, di segnalazioni rimaste senza seguito, di perduranti omissioni e/o ritardi nell’adozione dei provvedimenti previsti (necessari per fare rispettare la Convenzione ed i Contratti di servizio e ripristinare le regole del mercato, garantendo Prezzi competitivi e Qualità dei servizi agli abitanti delle Isole) – conclude Giorgianni – oltre la Class Action già avviata, si imponga una corale protesta, con una civile e partecipata manifestazione pubblica di protesta (per esempio uno sciopero generale) ed una raccolta di firme per una denunzia alle Procure della Repubblica competenti per territorio perché valutino se alcuni comportamenti integrino estremi di reato!”.

 

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