Liberty Lines, l’ORSA ha dichiarato lo stato di agitazione. Le proteste di chi trasporta frutta alle Eolie

21 giugno 2019

Nel dorato mondo dei trasporti marittimi della Sicilia, contrassegnato dalla presenza di monopoli, cresce il malumore. Il sindacato ORSA ha dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori. ‘Maretta’ (è il caso di dirlo) anche tra i trasportatori di frutta verso le isole Eolie, che chiamano in causa la Caronte & Tourist

Proclamato lo stato di agitazione tra della Liberty Lines s.p.a. Lo comunica in una lettera il sindacato ORSA (Organizzazione Sindacati Autonomi di base) con una lettera inviata a ai vertici della stessa società Liberty Lines, a Confitarma, alla Commissione di Garanzia per gli Scioperi Servizi Pubblici Essenziali, all’Osservatorio per gli Scioperi nei Trasporti, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’oggetto della lettera sintetizza quello che sta succedendo:

“Visto la richiesta di incontro non accolta del 02/06/2019 prot.750 O.r.s.a Mari e Porti, con la presente si apre uno stato di agitazione dei marittimi della Liberty Lines s.p.a. ai sensi della legge 146/90”.

Si legge nella lettera:

“La scrivente O.S. ORSA Marittimi, con la presente sollecita la richiesta di un urgente incontro per le seguenti tematiche:
– Rispetto del limite inderogabile delle ore di lavoro a bordo e della durata delle ore di riposo, come emendato dall’art. 3 del D.Lgs. 27 maggio 2005, n. 108, che ha sostituito l’articolo 11 del decreto nlegislativo 27 luglio 1999, n. 271;
– Rispetto del periodo massimo di 6 ore di navigazione nell’arco del servizio giornaliero di 8 ore, come da art. 10 comma 3 del CCNL 2015.
– Mancanza di accordo sindacale, per la variazione dell’organizzazione della turnistica ed organizzazione del lavoro, sul servizio di linea ALC3 secondo l’art. 23 del CCNL 2015, alla voce ‘Dichiarazione Verbale’.
– Errato riconoscimento di maturazione del periodo di ferie annue, come da art. 36 del CCNL.
– Riconoscimento dei periodi brevi di malattia, giustificati da certificazione medica, senza smaltimento illegale delle giornate di ferie o riposo.
– Organizzazione turnistica equipaggio in previsione della stagione estiva.
– Istituire tavolo tecnico come emendamento 271 in caso di superamento orario di lavoro.
– Evitare l’inizio del lavoro prima delle 05.00.
– Istituire Turni particolare di riserva ex S.N.S. ex Ustica Lines.
– Rivedere statini paga. Ridiscutere i riposi compensativi.
– Aumenti Indennità bagagli a 50 centesimi.
– Ripristinare la guardia a Lipari, Rinella con personale del luogo di residenza.
Certo di un vostro riscontro. Cordialità”.

Come si può notare, le contestazioni sono tante e c’è grande malumore tra i lavoratori.

Sempre in materia di trasporti marittimi, le cronache registrano una protesta contro il nuovo vincolo introdotto dalla Caronte & Tourist, ovvero la presenza dell’autista per i mezzi commerciali verso le isole Eolie.

A noi è stata recapitata una lettera che AC ortofrutticoli ha indirizzato alla società che gestisce i trasporti via mare:

“Siamo una delle tante aziende che ogni giorno movimenta merce e mezzi verso le isole Eolie (da 30 anni ormai), e che da oggi sarà danneggiata da questo obbligo di accompagnare il mezzo durate il tragitto da un’autista. In particolare, troviamo assurdo, da parte vostra, non aver consultato o tenuto in considerazione minimamente il parere e le necessità delle numerose aziende che durante tutto l’anno (e non solo in estate) pagano i vostri costosissimi biglietti!”.
“Subiamo da anni ormai un regime di totale monopolio, con prezzi in aumento, disservizi e l’introduzione continua di novità e vincoli a discapito del nostro lavoro. E mentre la vostra società continua ad incassare i contributi regionali e nazionali, per le aziende che utilizzano i vostri servizi continuano ad aumentare le spese e i problemi. Se il problema riguarda alcune aziende che non ritirano correttamente i mezzi allo sbarco, allora perché non punire solo i trasgressori con delle multe salate invece di colpire e danneggiare tutte le aziende indistintamente?”.
“Perché – prosegue la lettera – non creare un tavolo di dialogo e trovare una soluzione che possa soddisfare le esigenze delle aziende interessate? Si potrebbe, ad esempio, concedere alle aziende che lavorano seriamente ogni giorno con le isole Eolie un permesso speciale per imbarcare i mezzi senza autista. Se l’azienda commette un errore, le viene revocato il permesso.
Questo è solo un esempio, delle soluzioni sensate che si possono trovare, per facilitare il lavoro di tutti”.
In realtà, quello del lavoro nei porti commerciali – e, in particolare, il ruolo delle imprese portuali – è un tema delicato. Quello che possiamo dire, sinteticamente, è che le imprese portuali sono state penalizzate. Il lavoro che svolgevano i dipendenti di queste imprese portuali è stato caricato sulle spalle dei lavoratori che prestano servizio nei mezzi di trasporto marittimo.
La cosa incomprensibile è che la scomparsa – almeno per ora è così – delle imprese portuali non si è tradotto in una riduzione del costo a carico degli utenti.
Foto tratta da libertylines.it 

 

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