I paradossi di Palermo: tanti sprechi, ma mancano i soldi per i docenti che si occupano dei disabili

I paradossi di Palermo: tanti sprechi, ma mancano i soldi per i docenti che si occupano dei disabili
19 giugno 2019

Della vicenda si occupa il parlamentare regionale dell’UDC, Vincenzo Figuccia, che è anche leader del movimento CambiAmo la Sicilia. Il deputato ha presentato un’interrogazione al Governo regionale. Ma non è incredibile che, tra tanti sprechi (si pensi al Tram di Palermo che costa una barca di soldi, o ai debiti fuori bilancio), non si trovano i soldi per i più deboli? 

A Palermo aumentano gli studenti disabili, ma mancano i docenti. O meglio: i docenti ci sono: mancano i soldi per retribuirli.

La questione è affrontata dal parlamentare regionale dell’UDC e leader del Movimento CambiAmo la Sicilia, Vincenzo Figuccia. Che ha presentato un’interrogazione al Governo regionale.

“Il Comune di Palermo – scrive Figuccia – in attuazione a quanto previsto dall’art. 22 della L.R. 15/04 e dagli artt. 12 e 13 della l. 104/95, ha pubblicato nell’anno 2017 sul proprio sito web istituzionale l’avviso pubblico per la formazione di tre graduatorie: Operatore Specializzato, Assistente alla Comunicazione, Tecnico qualificato per l’orientamento, l’educazione e l’assistenza ai minorati della vista, autorizzati a svolgere il servizio di assistenza specialistica in favore dei minori disabili gravi frequentanti le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado del territorio palermitano”.

“Attualmente – prosegue il parlamentare – l’albo cittadino è costituito da un numero pari a 3000 persone, giovani professionisti che negli anni hanno maturato un importante curriculum, instaurando rapporti interpersonali fiduciari con gli alunni ed i loro familiari. Le condizioni del servizio professionale reso sono di assoluta precarietà, si assiste, infatti, ad una ripetuta mortificazione dell’attività svolta dagli stessi professionisti che continuano ad aggiornarsi a proprie spese, garantendo un livello ottimale e meritocratico del servizio svolto”.

Insomma, per dirla in breve: mancano i soldi. E questo, come già accennato, è veramente incredibile. Anche perché il Comune di Palermo spende tanti soldi, per esempio, per le società controllate dallo stesso Comune e per i debiti fuori bilancio. Dopo di che non si trovano i soldi per gli studenti disabili!

“Negli ultimi mesi organizzazioni sindacali e soggetti appartenenti al privato sociale hanno più volte manifestato criticità sulle condizioni lavorative degli operatori, attraverso sit-in presso gli uffici della Regione – sottolinea sempre Figuccia -. Nella città di Palermo non esistono ulteriori servizi integrativi di assistenza socio assistenziale e sanitaria gratuita per la collettività. Oltre a ciò, bisogna tenere presente che non si è ancora attuata l’integrazione della legge nazionale n. 328 del 2000 in materia di servizi socio sanitari e, nel contempo, si è avuto un drastico taglio delle risorse pubbliche destinate a garantire i livelli essenziali di assistenza rivolti ai soggetti minori disabili”.

Per la cronaca, i fondi della legge nazionale n. 328 – che è la legge che sostiene le attività socio assistenziali per le fasce deboli della società – sono stati incredibilmente tagliati dal passato Governo nazionale di centrosinistra a ‘trazione’ PD.

Per la Sicilia, fino al 2016, sono stati disponibili 30 milioni di euro. Il Governo nazionale di centrosinistra, nel 2017, li ha ridotti a poco più di 6 milioni di euro!

L’attuale Governo nazionale di grillini e leghisti ha riportato il fondo della 328 per la Sicilia a 24 milioni di euro. Ma ancora queste risorse non sono state erogate (e questa è un’assurdità, perché continuando così queste somme saranno disponibili, se va bene, a settembre: nel frattempo le fasce deboli della società siciliana aspettano…

“Per tali ragioni – conclude Figuccia – ho depositato un’interrogazione parlamentare in cui chiedo l’adozione di misure urgenti orientate a garantire i servizi di assistenza specialistica in favore dei minori disabili nelle scuole, innalzando i livelli essenziali di assistenza in favore degli stessi studenti disabili”.

Una nostra proposta: non si potrebbe prendere una parte dei 10 milioni di euro destinati al costo annuale dei 15 km di Tram per destinarla ai docenti che si occupano degli studenti disabili? O, forse, a Palermo, il Tram viene prima delle persone deboli che hanno bisogno di assistenza?

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