Politica da operetta/ Il grillino che attacca Musumeci e il grillino che vuole ‘inciuciarsi’ con Musumeci…

Politica da operetta/ Il grillino che attacca Musumeci e il grillino che vuole ‘inciuciarsi’ con Musumeci…
15 giugno 2019

Confessiamo che seguiamo con grande difficoltà la linea politica del Movimento 5 Stelle in Sicilia. Fino a poco tempo fa Giancarlo Cancelleri, uomo forte dei grillini nella nostra Isola, voleva “salvare la Sicilia” con Musumeci. Ora c’è un deputato regionale grillino che attacca Musumeci per la storia degli inquisiti del centrodestra. Il risultato è la trasformazione della politica siciliana in un’operetta oscena nella quale i grillini sono gli attori principali… 

Qualche giorno fa, in una delle inutili sedute del Parlamento siciliano, il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Antonio De Luca, ha attaccato il presidente della Regione, Nello Musumeci.

Volendo, per acquisire visibilità, la mossa è giusta: attacchi il presidente della Regione e, bene o male, i giornali ti riprendono. Magari uno si chiede:

E chistu, cu è? I runni spuntò?” (Traduzione per i non siciliani: “Questo che parla chi è? Da dove arriva?).

Noi non abbiamo dato peso a questa vicenda, perché da quando la Regione siciliana è in sostanziale default non dichiarato abbiamo deciso di non seguire più i lavori dell’Ars che ormai si articolano sul nulla mescolato con il niente, tipo “questione morale” (NE ABBIAMO PARLATO IERI QUI). Oggi abbiamo letto incuriositi una lettera dello stesso De Luca – sempre a caccia di visibilità – allo stesso Musumeci.

L’abbiamo letta sul quotidiano Blog Sicilia e la proponiamo ai nostri lettori non perché la riteniamo interessante, ma per le considerazioni e la domanda che leggerete alla fine:

“Giovedì, per come è mio dovere di deputato eletto presso l’Assemblea Regionale Siciliana – scrive il parlamentare regionale grillino De Luca – ho ascoltato con attenzione e rispetto tutti gli interventi succedutisi durante la discussione che si è svolta a Sala d’Ercole sulla questione morale. Discussione resasi necessari a in seguito alle tante indagini che vedono protagonisti diverse figure politiche regionali. Durante il mio intervento ho cercato di trasmettere all’Aula tutto il mio disagio di rappresentante del popolo siciliano che non aveva potuto fare altro, in questi mesi, che prendere atto del fatto che il presidente Musumeci fosse rimasto silente al cospetto delle tante inchieste giudiziarie che hanno investito diversi esponenti, anche titolari di importanti incarichi, della sua coalizione”.

“Un silenzio assordante, se si pensa che Musumeci nella scorsa legislatura era il presidente della commissione Antimafia regionale – prosegue il deputato grillino – e che si era battuto per l’adozione di un codice etico da parte del Parlamento regionale, quale strumento di autoregolamentazione del potere politico. Che senso ha, mi domando, proporre l’adozione di un codice etico, porre attenzione nella composizione della propria lista elettorale, ergersi a simbolo di legalità, se poi i soggetti politici con cui ti accompagni nel governo dell’Isola non si adeguano a tale condotta? Il mio intervento è stato conseguentemente duro, impietoso, aspro, ma di certo figlio di un disagio, di un disappunto, derivante dal fatto che da Musumeci mi aspettavo che pretendesse maggior rigore da parte dei suoi alleati”.

“Pensavo che avrebbe preteso che almeno i soggetti indagati per i fatti più gravi facessero un passo indietro – continua De Luca – dagli incarichi assunti, magari dimettendosi da capogruppo o da presidente di commissione. Non sempre, infatti, è possibile, e soprattutto opportuno, attendere i canonici tre gradi di giudizio. Da Musumeci credo fosse lecito aspettarselo. Invece non è successo niente, il presidente si è trincerato nel silenzio e tutti sono rimasti al proprio posto, come se nulla fosse accaduto. Il disagio si è così trasformato in disappunto e il disappunto in critica, politica, ovviamente”.

“L’ho rimproverato, l’ho provocato, cercando di innescare in lui un sussulto di orgoglio. Gli ho detto che la sua giacchetta, che non doveva essere tirata da nessuno, era andata persa, gettata via, venduta insieme alla dignità di un percorso politico che aveva convinto molti siciliani che lui sarebbe stato un freno al modo di fare politica dei suoi alleati”

“L’uomo Musumeci merita il massimo rispetto – scrive sempre il deputato regionale grillino – ma il giudizio sull’operato politico è un’altra cosa. Confidavo che il presidente durante il suo intervento fornisse spiegazioni sul tempo trascorso e rassicurazioni sul futuro. Invece ha preferito aggredire me e il Movimento 5 Stelle e assumersi la responsabilità politica di ciò che accade, parlando di argomenti che nulla avevano a che vedere con la politica regionale”.

“Credo che Musumeci abbia perso una buona occasione per rivolgere un serio messaggio ai suoi alleati e ai siciliani tutti, un messaggio di probità e legalità, accompagnato, magari, da un invito a fare un passo indietro a chi, come Savona, accusato di truffa, è saldo al comando della commissione che tiene i cordoni della finanza regionale. Non ero, e non sono, arrabbiato con l’uomo Musumeci – conclude – ma sono fermamente convinto che il percorso sia importante tanto quanto il traguardo da raggiungere, per cui il presidente non cerchi di trasformare la mia critica politica in un un’offesa, perché non era di certo questo il mio intendimento”.

Ma l’onorevole grillino Antonio De Luca lo sa che, esattamente un anno fa, Giancarlo Cancelleri, il più importante e altolocato ‘oligarca’ del Movimento 5 Stelle in Sicilia, ha aperto al presidente Musumeci? Lo fa che Cancelleri ha detto all’attuale presidente della Regione: “Firmiamo un contratto per salvare la Sicilia”?

Un anno fa – così, tanto per rinfrescare la memoria a chi magari è un po’ smemorato – le inchieste della magistratura su esponenti del centrodestra siciliano c’erano già: anzi, se la dobbiamo dire tutta, la stessa elezione di Musumeci è stata contrassegnata dall’appoggio – decisivo – dei cosiddetti “impresentabili”.

Ora, vorremmo capire: qual è la linea del Movimento 5 Stelle in Sicilia? Quella di Cancelleri che si voleva ‘inciuciare’ con Musumeci’ per “salvare la Sicilia”, o quella del puro e duro Antonio De Luca?

Se Musumeci e Cancelleri avessero firmato il “contratto per salvare la Sicilia” cosa avrebbe detto l’onorevole De Luca?

L’onorevole De Luca crede “che Musumeci abbia perso una buona occasione per rivolgere un serio messaggio ai suoi alleati e ai siciliani tutti, un messaggio di probità e legalità” e bla bla bla.

Noi, invece, crediamo che l’onorevole De Luca abbia perso una buona occasione per stare zitto.

Qui di seguito, per gli smemorati, alleghiamo tra articoli che raccontano dell’offerta di collaborazione di Cancelleri al presidente Musumeci. I primi due sono dello scorso anno, il terzo è del gennaio di quest’anno.  

M5S, in Sicilia Cancelleri apre a dialogo con Musumeci 

Cancelleri, mano tesa a Musumeci: «Firmiamo contratto per salvare la Sicilia»  

Foto tratta da studiomusicale.org

 

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