In fiamme il centro raccolta rifiuti di Lampedusa. Ma la raccolta differenziata che fine ha fatto?

In fiamme il centro raccolta rifiuti di Lampedusa. Ma la raccolta differenziata che fine ha fatto?
12 giugno 2019

Ce lo chiediamo non soltanto alla luce dell’incendio di oggi, ma anche leggendo le accuse che l’ex sindaco, Giusi Nicolini, rivolge all’attuale primo cittadino Salvatore ‘Totò’ Martello. da quello che si capisce oggi a Lampedusa non è di moda la raccolta differenziata, se non non ci sarebbe il ‘Centro di trasferenza’ rifiuti che è andato a fuoco. Mando amministrava Giusi Nicolini la differenziata si faceva? E a che percentuali era?

Un incendio ha colpito oggi il luogo dove nell’isola di Lampedusa di ammassano i rifiuti invece di effettuare la raccolta differenziata. Non si chiama discarica, perché le isole che circondano la Sicilia non possono avere discariche. Si chiamano Centri di trasferenza: centro dove si accumulano i rifiuti in attesa di essere trasferiti sulla terraferma.

A quanto pare – così leggiamo qua e là sui giornali – l’incendio è stato pesante.

Su Facebook l’ex sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, attacca l’attuale sindaco, Salvatore ‘Totò’ Martello.

Lampedusa e’ precipitata nel più nero passato. Ritorna tutto quello che era finito da anni, che sembrava passato. E’ tornato il tempo dei rifiuti incendiati, delle discariche a cielo aperto, di un intero paese avvolto dalla diossina assassina, delle mega-discariche di detriti e rifiuti speciali persino a due passi dalle aule dove i bimbi sono andati a scuola ogni giorno per tutto l’anno, respirando polveri di ogni genere. E’ tornata l’isola senza la raccolta differenziata, la penuria di acqua persino a Linosa, dove l’acqua era l’unico problema che non c’era per gli abitanti. L’isola dove la guerra si fa ai migliori presidi di civismo e attivismo ambientale e culturale, come la riserva gestita da Legambiente. E’ tornata l’isola che stavamo per dimenticare, insieme agli affari dei soliti noti e alle carte ‘aggiustate’ per parenti e amici, dopo lo stravolgimento di programmazione, progettazione, pianificazione, regolamentazione che stava riportando Lampedusa alla normalità, per farle fare il salto nel futuro”.

“Insomma, è tornata l’isola delle Amministrazioni Martello che ben conoscevamo ed è persino resuscitata quella di De Rubeis, che malgrado tutto, almeno aveva una opposizione che denunciava, che proponeva.
L’isola delle Amministrazioni Martello è invece un’isola che non parla, per complicità come quella palese e persino imbarazzante dell’ex Presidente del Consiglio Comunale Gerardo Errera, o quella dei ‘giovani’ che si dichiaravano nuovi come i vecchi bacucchi omertosi dei tempi andati. I molti, infine, non parlano schiacciati dal ricatto esplicito o implicito.
Piange persino il cuore di fronte alla diossina che avvelena la nostra povera isola”.

“Piange l’anima, perché quel Centro di trasferenza in fiamme sembra la metafora di tutto ciò che è andato in fumo: anni di durissimo lavoro per mettere a sistema tutto il comparto ambientale, per cambiarla davvero questa isola insieme alla vita dei suoi abitanti, così come avevamo dimostrato di potere e sapere fare per la Spiaggia dei Conigli.
Finiamola presto, però, di piangere. C’è da sbracciarsi le maniche per tutte le persone di buona volontà, altrimenti questa nostra isola non la difende nessuno”.

Ci permettiamo di porre una domanda all’ex sindaco, Giusi Nicolini: quando lei amministrava l’isola di Lampedusa si effettuava la raccolta differenziata dei rifiuti?

Ce lo chiediamo perché siamo stati testimoni di quanto avvenuto tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000. Quando, in effetti, si mise appunto un Piano regionale dei rifiuti e un Piano rifiuti per gli arcipelaghi della Sicilia.

Come abbiamo già sottolineato, nelle piccole isole non possono essere realizzate discariche. I rifiuti debbono essere trasportati sulla terraferma.

Stando a quello che noi ricordiamo, le isole che circondano la Sicilia avrebbero dovuto avviare la raccolta differenziata: da una parte avrebbe dovuto essere raccolto l’umido, dall’altra parte la frazione secca. Cosa, questa, che avrebbe agevolato il trasporto e la riutilizzazione della parte dei rifiuti da riciclare (soprattutto con riferimento alla frazione secca).

Chiediamo: quando Giusi Nicolini era sindaco si faceva questo o c’era il centro di trasferenza che c’è oggi? Nel primo caso, l’ex sindaco ha tutto il diritto di attaccare l’attuale sindaco; nel secondo caso, invece, non ha motivo per attaccare, perché l’unica differenza è l’incendio: e siccome non esiste l’auto-combustione dei rifiuti bisognerebbe capire chi ha appiccato il fuoco.

Certo, sarebbe veramente singolare se si dovesse scoprire che negli anni in cui a Lampedusa arrivavano migranti a più non posso – migranti che arrivano anche oggi – non si effettuava la raccolta differenziata!

La verità è che il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti, negli arcipelaghi siciliani, è sbagliato. Tant’è vero – e ci piacerebbe essere smentiti – che la raccolta differenziata dei rifiuti, nelle isole della Sicilia, non raggiunge percentuali da capogiro…

E il motivo c’è. Quando, nei primi anni del 2000, si decise che i problemi dei rifiuti, in Sicilia, sarebbero stati risolti dagli inceneritori (ricordiamo che se ne programmarono quattro, chiamandoli termovalorizzatori), si stabilì che gli arcipelaghi si sarebbero dovuti limitare ad ammassare i rifiuti in particolari piattaforme (i citati centri di trasferenza) per aspettare le navi che, ogni settimana o giù di lì avrebbero caricato i rifiuti. Tutto a spese della Regione siciliana!

Se il Piano rifiuti precedente aveva invitato gli abitanti delle isole – come già ricordato – ad iniziare la raccolta differenziata dei rifiuti (cosa molto razionale e semplice, perché si tratta di piccole comunità: qualche problema in più si sarebbe potuto creare in estate, con l’arrivo dei turisti), nei primi anni del 2000 si mandò all’aria tutto: tanto ci avrebbe pensato la Regione a caricare i rifiuti pagando il trasporto.

Un sistema folle che ha ulteriormente riempito di rifiuti le discariche presenti in Sicilia: tanto c’era chi ci guadagnava. O no?

Oggi – lo ribadiamo – ci piacerebbe capire se a Lampedusa, quando Giusi Nicolini era sindaco si effettuava la raccolta differenziata prevista dal Piano rifiuti per gli arcipelaghi elaborato tra la fine degli anni ’90 e il 2000. Se è così, lo precisiamo ancora una volta, l’ex sindaco fa bene a farlo notare. Ma se non è così…

Foto tratta da agrigentonotizie.it

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