Elezioni europee: i grillini crollano al ovunque. Con la Lega al 34% impossibile inciucio M5S-PD/ MATTINALE 292

27 maggio 2019

E’ vero, il Movimento 5 Stelle perde soprattutto al Sud. Ma straperdono anche al Nord, dove la Lega di Salvini avanza in modo impressionante. Il PD non ha vinto: prende qualche punto in più rispetto alle elezioni politiche, ma perde il 50% dei voti rispetto alle europee di cinque anni fa. Ormai impossibile l’accordo tra Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio: sarebbe un suicidio politico per PD e grillini. Assisteremo al ritorno dei criminali che gestiscono il commercio umano tra Africa e Europa?     

La ‘lettura’ che viene fuori dalle elezioni europee in Italia – tutta incentrata sui fatti italiani, non certo sui temi europei – è che il leader della Lega, Matteo Salvini, mantiene gli impegni assunti con gli elettori e stravince. Mentre il Movimento 5 Stelle tradisce i propri elettori, che sono soprattutto al Sud, e straperde. Il PD perde quasi il 50% dei voti rispetto alle elezioni europee di cinque anni fa, ma guadagna un paio di punti rispetto alle elezioni politiche dello scorso anno. Il Partito Democratico ha perso (pesantemente sconfitto anche in Piemonte, dove perde la Regione), ma il segretario Nicola Zingaretti dice di avere vinto: contento lui…

Un secondo dato certo è che la prospettiva di un inciucio tra Movimento 5 Stelle e PD, con la Lega di Salvini al 34%, si allontana. Grillini e Partito Democratico, volendo, in Parlamento (con qualche problema al Senato, a dir la verità: problema sanabile, perché i ‘mercenari’ si trovano sempre…) hanno i numeri per dare vita a un nuovo Governo mettendo fuori dalla ‘stanza dei bottoni’ la Lega.

Governerebbero per tre anni e mezzo o giù di lì, ma sarebbe un disastro, perché la Lega, al turno elettorale successivo, rischierebbe di prendere il 70% dei voti!

Ci sarebbe un terzo elemento, che in teoria sarebbe il più importante, ma del quale a partiti e movimenti non interessa nulla: la grande astensione dal voto da parte degli elettori. Alta astensione in Italia, altissima astensione in Sicilia. Ma – lo ribadiamo – partiti e movimenti non ne parleranno.

Forse solo i grillini cercheranno di strumentalizzare l’alta astensione, utilizzandola come spiegazione della sconfitta. Dopo di che la parola astensione scomparirà dal dibattito politico.

E’ veramente amaro il responso elettorale per i grillini, che pagano un prezzo elevatissimo per avere abbandonato il Sud, che appena un anno fa gli aveva tributato un successo strepitoso. Ma il Movimento 5 Stelle paga anche per l’avanzata della Lega nel Nord e nel Centro dell’Italia.

La palla, adesso, è nelle mani di Salvini, che ha già detto che non ha alcuna intenzione di mettere in crisi il Governo. Il leader della Lega, almeno fino ad ora, esclude anche il rimpasto.

Ed è logico: è anche grazie all’attuale formula di Governo che la Lega stravince. Per ora tutto dovrebbe restare al proprio posto. La Lega non toccherà nulla, portando avanti i due punti qualificanti del proprio programma: la riduzione dei migranti e Quota 100.

Il paradosso è che ha tutto da guadagnare. Se il flusso di migranti riprenderà, magari su indicazioni contrarie alle posizioni leghiste, Salvini avrà buon gioco a dire che non dipende da lui e guadagnerà ulteriori consensi.

Anche su Quota 100 la Lega ha tutto da guadagnare. Vero è che nel complesso, in Europa, ha vinto la vecchia politica. Ma la maggiore forza politica della vecchia politica europea – il PPI – è in fase calante, mentre i cosiddetto populisti crescono quasi ovunque.

Cosa vogliamo dire? Che la nuova Commissione Europea non potrà calcare troppo la mano, perché la vecchia politica rischierebbe di perdere il controllo di altri Paesi.

Insomma, comunque andranno le cose la Lega è messa bene. Il 20% e forse più di voti conquistati in Sicilia sono il paradigma di un’Italia che crede sempre meno nei grillini e nel PD.

Va dato atto a Salvini di avere indovinato tutto, anche con una buna dose di cinismo. Ha preso nelle mani una Lega che, cinque anni fa, era ridotta al 5% e l’ha portata ad essere il primo partito politico in Italia. Non riconoscere questo sarebbe da stupidi. E ancora non è finita.

Il vero vantaggio politico di Salvini è che i gruppo criminali che controllano il flussi di migranti attraverso le navi, imponendo il ‘pizzo’ di 5 mila euro per ogni migrante ‘ospitato’ sulle imbarcazioni, non ha mollato la presa. La tenuta delle vecchia politica, in Europa, spingerà questi criminali a riproporre il grande business: e Salvini guadagnerà altri voti.

E i grillini? In una realtà politica normale il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, dovrebbe rassegnare le dimissioni: quanto meno le dimissioni da leader del Movimento. Ma non lo farà, perché, alla fine, le scelte adottate dai grillini sono state decise da chi sta dietro lo stesso Di Maio.

 

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